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Una marea umana contro la violenza di genere

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Foto via Twitter

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Erano più di 100 mila le persone che hanno attraversato Roma in vista della giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne. Il corteo era guidato dalle donne dei centri antiviolenza, a difesa anche della casa delle donne Lucha y Siesta, sotto minaccia di sgombero. Prima del corteo, una striscionata del Coordinamento delle Assemblee delle Donne dei Consultori inquadrava la chiusura dei consultori come una forma di “violenza di stato.” Il racconto della manifestazione, su DinamoPress.

All’altezza di Santa Maria Maggiore, i manifestanti si sono seduti per terra e sono rimasti in silenzio per cinque minuti, in memoria di Daniela Carrasco detta “Mimo,” l’artista di strada e attivista stuprata e uccisa pochi giorni fa in Cile. Dopo Carasco, il coordinamento cileno di Non Una Di Meno ha denunciato l’omicidio della fotografa Albertina Martinez Burgos, che aveva documentato le proteste e le violenze della polizia. (Fanpage / HuffPost)

Oggi, sempre a Roma, si terrà l’assemblea nazionale di NUDM, per organizzare le prossime iniziative di lotta e di protesta — a partire dallo sciopero dell’8 marzo. “Lo sciopero ci proietta immediatamente sul piano transnazionale: come sostanziare un maggiore livello di confronto e di coordinamento tra movimenti femministi nel mondo? Come metterlo immediatamente in opera verso lo sciopero dell’8 marzo? Come accrescere la forza globale e l’impatto locale delle nostre lotte e pratiche?” (Non Una Di Meno, blog)

La manifestazione di ieri e la Giornata di domani arrivano mentre i dati sulla violenza di genere inquadrano la situazione come a dir poco emergenziale: secondo il report della Polizia di stato “Questo non è amore” (sic) 2019, sono 88 le donne che ogni giorno subiscono maltrattamenti, abusi sessuali, aggressioni. Vuol dire una donna ogni 15 minuti. I dati della polizia dicono che “il 36% subisce maltrattamenti, il 27% stalking, il 9% violenza sessuale e il 16% percosse” e sono una campionatura sul mese di marzo di quest’anno. Nell’82% dei casi, l’autore delle violenze è il compagno o un conoscente della vittima. (Polizia di Stato, in PDF)

I numeri dei femminicidi sono altrettanto scioccanti. Viene uccisa una donna ogni 72 ore. 3 femminicidi su 4 avvengono in casa, e il 63% degli stupri è commesso da un partner o da un ex. Non Una Di Meno commenta di dati sottolineando come la violenza non ha “passaporto né classe sociale, ma spesso ha le chiavi di casa e si ripete nei tribunali e nelle istituzioni.” (ANSA)

Mentre in Italia sono scese in piazza migliaia di persone anche a Palermo e Messina, ci sono state manifestazioni di protesta anche a Parigi e in altre 30 città francesi. Dall’inizio dell’anno, in Francia, sono almeno 137 le donne uccise da propri compagni o da ex: muore una donna ogni tre giorni. La violenza domestica colpisce almeno 220 mila donne all’anno, ma i numeri reali potrebbero essere molto più alti. (France 24)

A Città del Messico sono scese in strada tantissime donne scalze, avvolte di rosa, per ricordare la morte di Briseida Carreño, una delle tante donne uccise nel paese. In Messico la violenza contro le donne è dilagante, e il sistema è istituzionalmente incapace di offrire giustizia. Nel paese vengono uccise mediamente 10 donne tutti i giorni. Questa settimana 20 entità federali messicane hanno dichiarato l’emergenza di genere. La commemorazione per Briseida Carreño è solo la prima di una serie di eventi di protesta che continueranno anche durante tutta la giornata di domani. (the Washington Post)

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Mondo

È in corso il voto per eleggere i consigli dei distretti di Hong Kong. Il voto è visto da molti — attivisti, commentatori, certamente anche figure del governo — come una sorta di referendum sulle proteste che da cinque mesi agitano la città. Fuori da molti seggi sono state fotografate lunghissime code: per votare può essere necessario attendere anche più di un’ora e mezza, nei luoghi con le code più lunghe. (Apple Daily)

Mentre scriviamo i dati più recenti sono ancora quelli delle 10:30 di mattina, ma si parla già di affluenza da record: aveva già votato il 17,43% degli aventi diritto, più di due volte e mezzo il numero di persone che erano andate a votare entro la stessa ora nel 2015 (allora l’affluenza al mattino era stata del 6,79%) (Hong Kong Free Press)

I guardiani della rivoluzione iraniana hanno arrestato circa 100 “leader, capi e figure di spicco” delle recenti proteste. Dall’inizio delle proteste sono state arrestate in totale più di 1000 persone. Secondo dati di Amnesty il numero dei dimostranti uccisi sarebbe superiore alle 100 persone. (Al–Araby Al–Jadeed)

Israele. Moran Nakar ha parlato con le famiglie di migranti che rischiano il carcere e la deportazione per aver infranto la legge fascistoide draconiana che governa il sistema dei permessi di soggiorno per lavoro. Secondo la legge, se una donna ha un figlio in Israele mentre vive con un permesso di soggiorno per lavoro, ha un mese per rispedirlo nel proprio paese di provenienza. L’unica alternativa è terminare la gravidanza. (Middle East Eye)

L’ex ministro della Pesca namibiano Bernard Esau è stato arrestato per corruzione e riciclaggio di denaro. Le accuse sono emerse grazie a un’inchiesta di Al Jazeera basata su documenti ottenuti da WikiLeaks. Sono stati emessi mandati anche per l’ex ministro della Giustizia, e l’ex presidente dell’azienda peschereccia di stato. (Al Jazeera)

Le camere del Congresso di La Paz hanno trovato l’accordo per indire nuove elezioni. L’accordo prevede l’annullamento del voto dello scorso 20 ottobre, e si terranno nell’assenza dell’ex presidente Morales, scalzato dal colpo di stato. I parlamentari del MAS parteciperanno alle elezioni con un nuovo candidato. Ma molti attivisti sono preoccupati dalla possibilità di tenere nuove elezioni finché non sarà annullata la legge che garantisce i nuovi poteri che la presidente Áñez aveva garantito ai militari per reprimere le proteste dei sostenitori di Morales. (Reuters)

In un’intervista a Fox News, l’ex sindaco di New York e avvocato di Trump Rudy Giuliani ha dichiarato che tra lui e il presidente c’è un “rapporto molto, molto buono.” Giuliani ha però precisato: “Continuo a leggere che {Trump} mi butterà sotto un treno. Io so che non lo farà, ma in ogni caso, ho le mie assicurazioni,” riferendosi evidentemente a documenti o informazioni riservate che compremetterebbero il presidente degli Stati Uniti. (Slate)

Nel frattempo, email e documenti del dipartimento di Stato rilasciate venerdì coinvolgono ulteriormente Mike Pompeo nella campagna di Giuliani per organizzare le indagini contro i Biden. Le email dimostrano che Pompeo e Giuliani si sono sentiti almeno due volte al telefono, creando una linea diretta tra le richieste di Giuliani di licenziare l’ambasciatrice Yovanovitch e il dipartimento di Stato — che ha poi effettivamente rimosso la diplomatica. (the New York Times)

Italia

C’è stato un nuovo naufragio al largo di Lampedusa, di fronte all’isola dei Conigli: 149 persone sono state tratte in salvo, ma i dispersi sono almeno 20. (la Repubblica / Quotidiano.net)

Intanto, il Viminale ha assegnato Messina come porto sicuro per la Ocean Viking, con più di 200 naufraghi a bordo. Il ministero ha fatto sapere che “Francia, Germania e Italia hanno chiesto congiuntamente alla Commissione europea l’attivazione della procedura di ricollocamento dei migranti.” Ancora in attesa, invece, le navi Open Arms e Aita Mari. (Fanpage)

Anche i Mittal, nel primo comunicato rilasciato dopo l’incontro con il governo, parlano della disponibilità a “raggiungere al più presto un accordo per una produzione sostenibile di acciaio a Taranto.” L’incontro viene definito come “costruttivo” da entrambe le parti, nonostante lo scetticismo dimostrato ieri dai sindacati. Scetticismo comprensibile, dato che finora ci sono solo le buone intenzioni, e nessun accordo concreto. (Corriere della Sera / Rai News)

Anche il ministro Gualtieri si è detto ottimista, mentre “fonti vicine all’azienda” fanno sapere che a Taranto la produzione “è in marcia secondo un normale livello di funzionamento degli impianti.” L’ex Ilva avrà probabilmente un futuro “a due tempi,” nella direzione di un progressivo ridimensionamento dell’area a caldo. (il Sole 24 Ore)

Di Maio ha incontrato a Roma Beppe Grillo, che gli ha ribadito il proprio appoggio incondizionato. “Lavora 25 ore al giorno, non può essere sostituito per nessuna ragione, anzi va sostenuto.” In un video su Facebook, delirante come al solito, l’ex comico l’ha messa già in maniera più semplice: “Il capo politico è lui, non rompete i coglioni.” (Sky TG 24 / Facebook)

Le farneticazioni di Grillo e l’impotenza di Di Maio rappresentano plasticamente la crisi in cui è piombato il Movimento 5 Stelle, che non sa bene perché continua ad esistere: Grillo ha detto che alle elezioni in Emilia parteciperanno “per beneficenza,” mentre ha lanciato l’idea di un nuovo contratto di governo con il Pd a gennaio. (la Repubblica)

È allerta rossa per il maltempo in Piemonte, Liguria e Calabria, dove si registrano frane, allagamenti e decine di persone sfollate. La situazione è talmente grave che la Ferrero ha deciso di sospendere tra ieri e oggi la produzione dolciaria nello stabilimento di Alba, per precauzione. A venezia, dopo i 110 cm di ieri mattina, è atteso un nuovo picco di marea a 140 cm. (Rai News / Quotidiano.net / ANSA)

Milano

L’altra faccia della Milano-vetrina? È la Milano degli esclusi: il 14% dei residenti è a rischio povertà, mentre negli ultimi due anni sono aumentati del 600% gli sfratti per morosità (2845 nel 2018). Il Comune riesce a rispondere a solo il 3,4% delle 25mila famiglie in graduatoria per le case popolari. (Corriere della Sera Milano)

Cult

È ora che YouTube ci lasci in pace con le notifiche super aggressive per YouTube Music e YouTube Premium. (the Vege)

Parliamone: il pickup corazzato presentato dalla Tesla — ancora in forma di rendering, per fortuna — è ridicolo, una specie di “Hummer per millennial,” ma Elon Musk può ancora fare letteralmente qualsiasi cosa senza che nessuno scommetta contro di lui. (Quartz)

Già dalla metà dell’Ottocento sappiamo che molte parti dell’Enrico VIII non sono state scritte da William Shakespeare, ma da John Fletcher, che la compagnia teatrale aveva scelto per rimpiazzare il grande drammaturgo dopo la sua morte nel 1616. Ma quali parti? Questo scienziato dell’Accademia delle Scienze di Praga dice di essere riuscito a capirlo con esattezza grazie al machine learning. (MIT Technology Review)

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