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Sei anni dopo la strage di Lampedusa, commemorare non basta

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in copertina, foto della marcia del 3 ottobre a Lampedusa, che unisce lavoratori, studenti, organizzazioni e istituzioni. via Twitter @C3ottobre

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Il 3 ottobre di 6 anni fa 368 persone, quasi tutti eritrei, perdevano la vita a un passo dalle coste di Lampedusa, in una delle più grandi stragi di migranti nel Mediterraneo. Sull’isola sono in corso da questa notte diverse iniziative di commemorazione, che culmineranno, come ogni anno, con un omaggio floreale nel luogo esatto del naufragio. Ma non solo a Lampedusa: il comune siciliano, insieme a quello di Linosa, è capofila di un’iniziativa comunitaria per rendere il 3 ottobre “Giornata europea della memoria e dell’accoglienza”: da Cipro all’Austria, dalla Germania alla Grecia, qui l’elenco di tutti gli eventi in programma. (Giornale di Sicilia / Snapshots from the Borders)

“Ero salito su quel barcone perché avrei voluto vedere oggi i miei figli qui, come voi, e invece li ho persi in mare.” Ieri alcuni superstiti del naufragio sono tornati a Lampedusa e hanno incontrato gli studenti dell’istituto Pirandello. (la Repubblica)

A partire da una piccola somma di denaro appartenuta ai naufraghi, il Tg3 ha lanciato una raccolta fondi che servirà a costruire un memoriale della strage. Ad oggi, i familiari delle vittime sono costretti ad andare da un cimitero siciliano all’altro per rendere omaggio ai propri morti. (Nuovo Sud)

“Quello che ricordo di quella notte è che non vorrei ricordare proprio niente.” Pietro Bartolo, medico di Lampedusa e oggi europarlamentare, quella notte era al lavoro nel poliambulatorio dell’isola. “La capitaneria mi aveva avvertito, ma io non pensavo che ci sarebbero stati tanti morti. Quando sono tornato sulla banchina ho trovato 111 sacchi. Stavo così male che ho vomitato, ho pianto.” (il manifesto)

A Palermo, di fronte al palazzo Reale, l’installazione “Acqua passata,” dell’artista Cesare Inzerillo, sarà esposta fino al 30 ottobre per commemorare la strage: è composta da giocatori di calcio balilla rossi e blu alti due metri e da una barca, dove sono attaccate le foto dei migranti che ora si trovano in un centro di accoglienza. (Redattore Sociale)

Ma commemorare non basta: sei anni dopo la strage, la situazione nel Mediterraneo centrale non è molto diversa. Secondo i dati dell’Unhcr, sono almeno mille i migranti che hanno perso la vita quest’anno cercando di raggiungere l’Europa, ed è il sesto anno consecutivo — proprio dal 2013 — che questa cifra viene raggiunta e superata. (Agenzia Nova)

Le risposte della politica italiana ed europea, però, sono sempre le stesse: due giorni fa la ministra Lamorgese ha elogiato l’operato di Minniti e ha rilanciato l’idea del “Codice di condotta” per le Ong, un “contratto tra lo stato e chi provvede il salvataggio” — che, ricordiamo, è stato l’inizio della delegittimazione del soccorso in mare culminata nei “decreti sicurezza” di Salvini. (HuffPost)

L’abolizione di questi ultimi — completamente sparita dagli orizzonti del governo — è tra le richieste della campagna IO ACCOLGO, insieme all’annullamento degli accordi con la Libia e all’istituzione di canali legali di immigrazione. Ieri gli attivisti della campagna hanno distribuito coperte termiche, simbolo dell’accoglienza ai migranti, in piazza del Duomo a Milano. (Vita)

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Mondo

L’Organizzazione mondiale del commercio ha approvato i dazi statunitensi contro 7,5 miliardi dollari in prodotti europei, lanciata in risposta a sussidi illegali che l’Unione avrebbe concesso a Airbus. I dazi non riguardano però solo i jet, ma anche prodotti fortemente importati dall’Europa, tra cui borse, formaggi, e vini. L’operazione rischia di avviare un meccanismo di dazi e “contro-dazi” simile a quanto abbiamo visto con la Cina, un meccanismo in cui gli unici a pagare le conseguenze sono i produttori locali di beni. Bruxelles ha già presentato dazi per 10 miliardi di beni statunitensi, che dovrebbero essere approvati all’inizio dell’anno prossimo. (Al Jazeera)

I dazi si traducono in un tariffe al 10% sull’import di veivoli, ma soprattutto in una tassa di importazione del 25% su selezionati prodotti agricoli e industriali. La lista dei beni su cui porre i dazi mira a colpire in particolare Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, responsabili per i sussidi offerti a Airbus. Perché l’Europa possa rispondere servirà la risoluzione di un altro caso, sempre al WTO, su altri sussidi illegali, questa volta statunitensi, nei confronti di Boeing. (DW)

Continua la repressione delle proteste in Iraq, dove in migliaia sono scesi in piazza negli ultimi giorni per protestare contro la corruzione dello stato e le condizione del servizio pubblico. La polizia ha risposto con violenza, usando non solo gas lacrimogeno e pallottole di gomma ma anche munizioni vere, ferendo 200 persone e uccidendone tre. Ora, in un tentativo di impedire agli attivisti di organizzarsi, il governo ha bloccato i social network. (Al–Araby Al–Jadeed)

I democratici della Camera si stanno muovendo per citare in giudizio la Casa bianca, in modo da costringerla a collaborare con le richieste di documenti dell’indagine per l’impeachment. La minaccia è arrivata in risposta alla mancata collaborazione della Casa bianca con i comitati parlamentari. Sempre meglio dei documenti che sono arrivati dall’ispettore generale per il controllo del dipartimento di Stato, che ha portato ai democratici dei ritagli di giornali sulle teorie del complotto che circondano Hunter Biden. (the New York Times)

Trump non sta reggendo per niente alla pressione delle indagini, e ha fatto una sfuriata sull’impeachment al termine di una conferenza stampa insieme al presidente della Finlandia Niinistö, che era in visita a Washington. (the Washington Post)

Che la conferenza stampa sarebbe stata divertente l’avevamo capito fin dalla dichiarazione iniziale di Niinistö, che, rivolgendosi a Trump, gli ha detto: “Signor presidente, avete una grande democrazia qui. La faccia andare avanti.” (Twitter)

Come stanno andando le trattative tra Regno Unito, Irlanda e Unione europea, attorno alla soluzione alternativa proposta da Johnson per realizzare la Brexit? Benissimo, diremmo: secondo il capo negoziatore dell’Ue Michel Barnier si tratta di “una trappola,” secondo il taoiseach irlandese Varadkar il testo “non rispecchia gli obiettivi su cui eravamo d’accordo.” Johnson sperava di poter mettere insieme una maggioranza parlamentare su questo accordo, ma se entro il 19 ottobre non avrà trovato una soluzione, la legge lo costringerebbe a chiedere un’ulteriore estensione — se deciderà di rispettarla. (the Guardian)

La Francia è nel panico perché il governo francese sta considerando di autorizzare gli inquirenti a utilizzare i social media per scoprire casi di evasione fiscale. Secondo la Commission nationale de l’informatique et des libertés, che vigila sulla privacy in Francia, la proposta metterebbe a rischio i dati degli utenti, che non potrebbero più postare su Instagram foto di orologi d’oro, o comprare in contanti beni su Ebay e sull’alternativa locale Le Bon Coin. (France 24)

Gif di ADHD

Italia

Per frenare il panico generale causato, come sempre, da qualsiasi ipotesi di riforma fiscale progressiva, Conte ha detto che la rimodulazione del ticket sanitario annunciata dal ministro Speranza non è in programma “domani mattina,” ma in un arco di tempo più ampio. (Fanpage)

La destra è in fibrillazione dall’approvazione della Nadef, agitando il classico spauracchio dell’aumento delle tasse. E per “destra” intendiamo anche Matteo Renzi, che, ospite a Otto e mezzo, alla domanda se Conte debba “stare sereno” ha risposto: “Basta non aumentare le tasse.” (Adnkronos)

A proposito, come sta andando Italia Viva? L’ultimo sondaggio Ixè la dà in lieve crescita al 3,9%. In calo invece la Lega, che per la prima volta dopo mesi scende sotto il 30%. (la Repubblica)

La Corte d’Assise d’Appello di Ancona ha confermato la condanna a 12 anni per Luca Traini, il tentato stragista di Macerata. La difesa aveva chiesto i domiciliari con il braccialetto elettronico. (il Resto del Carlino)

Durante la conferenza stampa insieme al segretario di Stato Mike Pompeo, che di nome fa Michael Richard e cognome Pompeo, il ministro degli Esteri Di Maio l’ha chiamato “Ross,” forse confondendolo con il segretario al Commercio Wilbur Ross — che però Di Maio ha incontrato di persona come ministro dello Sviluppo economico, e che non assomiglia per niente a Pompeo. Non è la prima volta che Di Maio ha problemi con i nomi, durante un viaggio in Cina aveva chiamato il presidente cinese Xi Jinping “Ping,” pensando evidentemente che facesse di nome “Scigin.” (il Post)

Oltre alle gaffe, la visita di Pompeo è andata bene, deduciamo dalle profusioni per l’Italia pubblicate in una nota del dipartimento di Stato statunitense: “L’Italia svolge un ruolo cruciale nel garantire la sicurezza transatlantica, in particolare nel garantire il fianco meridionale della Nato attraverso la sua presenza in Libia e nel mondo, in Iraq, Kosovo, Libano e Afghanistan L’Italia è un alleato chiave della Nato, leader e garante della sicurezza nella comunità internazionale e partner affidabile.” (ANSA)

Mentre Pompeo visitava l’Italia emergevano informazioni riguardo degli incontri del procuratore generale statunitense Barr con i leader dell’intelligence italiana, accordati da Conte — che ha la delega ai servizi segreti — su diretta richiesta di Trump. Barr, trasformato da procuratore generale in avvocato difensore di Trump, avrebbe chiesto informazioni all’intelligence italiana per screditare l’inchiesta di Mueller sulla collusione tra comitato elettorale di Trump e Mosca. (Corriere della Sera)

Si tratta di una vicenda complessa, dove fatti e teorie del complotto si intrecciano diventando spesso indistinguibili. Proveremo a fare chiarezza della vicenda nella puntata di oggi di TRAPPIST, online alle 13.

Gif di One Chicago

Tech

Tra qualche giorno, il prossimo 15 ottobre, Google presenterà il proprio nuovo telefono, Pixel 4, il primo dell’azienda a utilizzare il riconoscimento facciale come meccanismo di sblocco del telefono. Per cui, ovviamente, i dipendenti di Google sono andati a testarlo in massa, offrendo certificati regalo da ben 5 dollari per registrare la faccia e testare la funzionalità. Ma chi accetta di far registrare la propria faccia per cinque dollari? I dipendenti di Google sapevano a chi chiedere: alle persone senza fissa dimora. “Ci hanno detto di andare a parlare con i senza tetto perché sono quelli che più difficilmente sarebbero andati a parlare coi giornali. Molti proprio non capivano cosa stava succedendo, del tutto.” (the Verge/ Report originale del New York Daily News, non accessibile dall’Unione europea)

Buone notizie per i papirologi all’ascolto: questi scienziati statunitensi dicono che, utilizzando una tecnica a raggi X, sarà possibile finalmente leggere i papiri carbonizzati ritrovati a Ercolano. (the Guardian)

Cult

🚨🚨🚨 Gabriella Paiella ha chiesto ad Antonio Banderas se sa di essere diventato un meme grazie alla GIF in cui è molto contento di quello che vede al computer, dal film Assassins. È un’ottima intervista anche per altre ragioni. (GQ)

Animali

Una zebra è fuggita da uno zoo in Germania, finendo in autostrada contromano e causando un incidente stradale. Purtroppo per fermarla le hanno dovuto sparare a morte :( (BBC News)

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