I Tories dovranno scegliere tra il male e il peggio

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in copertina foto di itv, via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Guarda i momenti salienti dello scontro televisivo finale tra Boris Johnson e Jeremy Hunt, candidati per la leadership Tory e quindi per il posto di Primo ministro dell’attuale governo. Il dibattito è stato vinto in agilità da Hunt, che ha saputo fare pressione sulla mancanza di contenuti politici della piattaforma di Johnson, ma è difficile che la trasmissione sposti abbastanza voti per cambiare quella che sembra una vittoria assicurata. Il vincitore sarà annunciato il prossimo 22 luglio. (itv)

Johnson ha portato di nuovo con sé il proprio bagaglio di espressioni eccentriche, promettendo di portare il paese fuori dalla “ruota da criceto della morte,” per farle “riscoprire il proprio mojo.” (Evening Standard)

Gif di Giphy Studios Originals

Il confronto ha messo in luce come i Tories stiano diventando un partito sostanzialmente estremista, legato indissolubilmente alla Brexit — al costo di perdere il voto dei Remainer conservatori — e alla destra statunitense, così tanto da non riuscire nemmeno a difendere il proprio ambasciatore dagli attacchi di Trump. (New Statesman)

Durante il confronto Hunt ha accusato Johnson di essere pronto a forzare una Brexit senza accordo pur di diventare Primo ministro. È importante ricordare che uscire dall’Unione europea rimanendo inizialmente in rapporti con gli altri stati membri solo nel contesto del WTO sarebbe un disastro senza precedenti per l’economia britannica. Lo ammette lo stesso Stephen Barclay, segretario di stato per l’uscita dall’Unione europea che sostiene Johnson, che indica ad esempio come il 40% degli export irlandesi passino per Dover: un’uscita senza accordo creerebbe letteralmente il caos. Ma, fedele alla religione dei brexisti, anche Barclay è certo che “un no–deal sia meglio di nessuna Brexit.” (the Independent)

Con solo tre anni di ritardo, il Labour di Corbyn ha finalmente una posizione chiara sulla Brexit: se il nuovo governo porterà a termine un accordo per l’uscita dall’Unione europea, il partito chiederà che sia indetto un referendum che comprenda l’opzione di rimanere nell’Ue e sosterrà il Remain. Se ci fossero elezioni e dovesse formarsi un governo laburista, il partito cercherebbe di rispettare la volontà espressa nel precedente referendum e proporrebbe una propria soluzione per la Brexit — ma lascerebbe comunque l’ultima parola alla cittadinanza attraverso un secondo referendum. (BBC News)

La soluzione permette a Corbyn di presentarsi alle prossime elezioni — che il leader laburista auspica anticipate — portando i temi del lavoro e dei diritti a un pubblico molto più vasto dei soli Remainer. In questi anni l’egemonia del dibattito sulla Brexit ha schiacciato gli argomenti progressisti fuori dalla politica britannica, e dare la priorità al ritorno al voto — per porre fine a un decennio di governi conservatori — è l’unica soluzione sensata per il partito. (the Canary)

Con la possibilità concreta di nuove elezioni o “peggio” di un secondo referendum, la macchina della propaganda e fake news per la Brexit è ancora in moto: Thomas G. Clark segnala che almeno un blog pro–Brexit utilizza come anteprima dei propri link su Facebook la grafica delle “Breaking News” di BBC, per confondere i propri lettori. (Another Angry Voice)

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Mondo

Sono morte almeno quindici persone, tutte donne e bambini, in un massacro di violenza tribale nella provincia di Hela in Papua Nuova Guinea. La zona è tra le più colpite da episodi di violenza tribale, resa ancora più pericolosa dalla sempre maggiore facilità con cui si possono ottenere armi da fuoco. Secondo una testimonianza raccolta da Kate Lyons si tratta della peggiore strage degli ultimi anni in tutto il paese. (the Guardian)

Secondo la Casa bianca, la soluzione agli attacchi alle petroliere di cui è accusato l’Iran sarebbe una militarizzazione internazionale del golfo di Oman, con la presenza di navi da guerra dei singoli stati che proteggano le proprie imbarcazioni. Navi da guerra: la soluzione ideale per sciogliere la tensione montata nella regione. (Middle East Eye)

Geir Pedersen, l’ambasciatore delle Nazioni Unite che sta provando a trovare una soluzione diplomatica per il conflitto in Siria, è tornato a Damasco per un nuovo round di consultazioni. Pedersen spera che la formazione di un comitato costituzionale apra la porta a un processo politico nella regione che possa portare almeno alla fine delle violenze in Idlib. (Al–Araby Al–Jadeed)

I circa 350 migranti che erano ancora trattenuti all’interno del centro di detenzione di Tajoura dopo il bombardamento di pochi giorni fa sono stati liberati. Lo ha annunciato l’UNHCR con un tweet e poi un comunicato stampa, offrendo assistenza ai migranti, a partire dai più vulnerabili. (Twitter)

La maggior parte di loro, in realtà, è stata semplicemente messa in mezzo alla strada senza un posto dove andare, e ha dovuto cercare di raggiungere autonomamente le strutture dell’UNHCR:

È passato meno di un mese e mezzo dalla strage di Virginia Beach, ma è comunque abbastanza tempo perché i repubblicani lasciassero l’aula impedendo al governo del democratico Ralph Northam di approvare una legge per un maggiore controllo sul possesso delle armi. (the Washington Post, via Outline.com)

Secondo il nuovo ministro dell’educazione del governo israeliano, l’ultra ortodosso Rafi Peretz, l’alto tasso di matrimoni interreligiosi tra gli ebrei statunitensi equivale a un “secondo Olocausto.” (Axios)

Italia

L’uomo morto all’interno del Cpr di Torino si chiamava Faisal Hossain e non Sahid Mnazi, come si era detto in un primo momento — e già questo la dice lunga su come le informazioni circolino difficilmente al di fuori di queste strutture. Hossain si trovava recluso da 5 mesi, in isolamento da alcune settimane per ragioni non sanitarie ma “comportamentali.” I medici legali e le autorità di polizia insistono nel negare che avesse subito violenze e ribadiscono le non meglio specificate “cause naturali” del decesso. I garanti dei detenuti di Torino e del Piemonte hanno chiesto che venga fatta “massima chiarezza,” annunciando un’ispezione nella struttura. La procura ha comunque aperto un’indagine per omicidio colposo e disposto l’autopsia sul corpo del trentaduenne. (Fanpage / la Repubblica Torino)

Ieri sera fuori dal Cpr c’è stata una nuova manifestazione di protesta. Lo striscione esposto dai manifestanti recitava: “Di Cpr si muore, fuoco a tutte le galere. Libertà per tutti e tutte.” (ANSA)

Nella notte di ieri, invece, alcuni ragazzi a volto coperto hanno lanciato fumogeni e bombe carta al di là del muro del futuro Cpr di via Corelli, a Milano. (Milano Today)

Salvini intanto ieri è volato a Mineo, in Sicilia, per annunciare ufficialmente la chiusura di quello che un tempo era il più grande centro d’accoglienza d’Europa, tra le proteste dei lavoratori della struttura, che accusano di essere stati “lasciati in mutande.” (la Sicilia)

Sono stati presentati gli emendamenti voluti dalla Lega al “decreto sicurezza bis”: il partito di Salvini ha trovato un accordo con il M5S per un nuovo pacchetto di norme liberticide, che prevedono multe fino a un milione di euro alle Ong, l’immediata confisca delle imbarcazioni al primo ingresso non autorizzato in acque territoriali e l’arresto in flagrante del comandante. Il M5S si sarebbe opposto, invece, alla cessione di ulteriori poteri al Viminale. Il testo del decreto approderà in aula alla Camera settimana prossima. (Avvenire / la Repubblica)

Quando non se la prende con gli stranieri e con chi li aiuta, il chiodo fisso della Lega è fare regali ai ricchi: va in questa direzione l’idea di una nuova “pace fiscale” (leggasi: condono) per fare cassa in vista della prossima manovra. (Corriere della Sera)

Si è aperta una polemica all’interno del governo per un’intervista rilasciata a Repubblica dal sottosegretario grillino alle Pari Opportunità Spadafora, che ha apertamente criticato Salvini per gli insulti sessisti contro Carola Rackete. Salvini e la Lega hanno chiesto le sue dimissioni, mentre il sottosegretario ha annullato all’ultimo momento la presentazione della relazione sui centri antiviolenza. (Today)

Di Maio ha chiuso alle richieste di ArcelorMittal sull’immunità penale, dichiarando che “La dirigenza dell’azienda non ha nulla da temere dal punto di vista legale se dimostra buona fede continuando nell’attuazione del piano ambientale.” (la Repubblica)

E quindi? La trattativa per il momento è in stallo e il futuro dello stabilimento di Taranto sempre più incerto: la procura ha ordinato infatti lo spegnimento dell’altoforno 2, giudicato non sicuro. (Today)

Un’inchiesta di the Vision rivela l’esistenza di un gruppo Facebook dove i militari della Guardia di Finanza parlano di violenze sessuali, di bombe, e di uccidere Carola Rackete e in generale i politici del Pd. (the Vision)

Cult

“Anche se non voglio nient’altro che portare il mio spettacolo ai fan in Arabia Saudita, dopo aver approfondito meglio il problema credo che sia importante per me chiarire il mio supporto ai diritti delle donne, alla comunità LGBTQ e alla libertà d’espressione.” Dopo le polemiche, Nicki Minaj ha annullato la propria performance in Arabia Saudita. (BBC News)

Duecento anni prima dell’invenzione della stampa di Gutemberg la stampa a caratteri mobili era stata inventata in Corea. L’invenzione di Choe Yun-ui non si è diffusa rapidamente come quella di Gutemberg, spiega M. Sophia Newman su Literary Hub, perché in quegli anni la Corea stava subendo un’invasione — e non si può sottostimare la maggiore difficoltà di avere un numero di caratteri da stampare molto superiore al nostro alfabeto. (Literary Hub, via Kottke)

Tech

Spotify ha rilasciato Spotify Lite, una versione più leggera della propria app per Android costruita per utenti che possono utilizzare pochi dati via internet, o hanno un telefono di qualche anno fa. (the Verge)

Culto

Un’indagine di Michael Isikoff per Yahoo! News ricostruisce le origini della teoria del complotto sull’omicidio del membro dello staff del comitato nazionale democratico Seth Rich durante la campagna elettorale del 2016. L’invenzione che Rich sarebbe stato ucciso da assassini “inviati da Hillary Clinton” è diventata una pietra angolare del culto di Qanon, e avrebbe origini direttamente da un finto “bollettino” fatto circolare dal servizio dell’intelligence russa. (Yahoo! News)

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