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A un miglio da terra

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in copertina, foto di Sea Watch, via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Giorno 16. La Sea Watch 3 è ancora bloccata a un miglio dal porto di Lampedusa: poco dopo le 14 di ieri, la capitana Carola Rackete ha annunciato che avrebbe forzato il blocco e sarebbe entrata in porto, ma le motovedette della Guardia di finanza le hanno intimato un nuovo alt. La Commissione Europea starebbe lavorando per trovare una soluzione per la ridistribuzione di un numero così esorbitante di persone — 42 — in un continente così piccolo — 500 milioni di abitanti — ma il commissario Avramopoulos ha specificato che prima vanno fatte sbarcare. (la Repubblica)

A bordo, in realtà, sono rimasti in 40: nella notte un uomo e un minore sono stati evacuati d’urgenza e portati a terra.

Intanto, una raccolta fondi nata dal basso su Facebook è diventata virale e in 24 ore ha raccolto più di 200 mila euro, che serviranno alla Ong a pagare le sanzioni previste dal decreto sicurezza per aver violato il divieto di ingresso. Il contributo medio è stato di 17 euro. (la Repubblica)

Se volete donare qualcosa anche voi, ecco tutti i modi per farlo. (Twitter)

Mentre Giorgia Meloni continua a chiedere che la nave sia affondata (ha condiviso anche una ridicola infografica al riguardo), a bordo c’è una delegazione di parlamentari di Pd, Sinistra Italiana e +Europa, tra cui Delrio, Orfini e Fratoianni. Delrio ha parlato di “comportamento disumano” da parte del governo, annunciando che la delegazione resterà a bordo finché non sarà consentito lo sbarco. (Twitter / Rai News / la Presse)

Non ci crederete, ma anche Conte ha detto qualcosa: rispondendo a una domanda dei giornalisti a Osaka, dove è in corso il G20, ha definito “di una gravità inaudita” il comportamento di Rackete, appellandosi all’intervento della magistratura. (il Fatto Quotidiano)

Tra sessismo e paternalismo, su Carola Rackete la stampa italiana sta dando il peggio di sé. Il punto più basso è stato toccato probabilmente da questo articolo del Messaggero:

Nei giorni scorsi con gli sbarchi “autonomi” a Lampedusa e non solo sono arrivati sulle coste italiane centinaia di migranti. Quello contro la Sea Watch è soltanto una prova di forza propagandistica sulla pelle delle persone, e l’ha ammesso implicitamente lo stesso Salvini, dicendo che “questa è una battaglia di principio.” (il Sole 24 Ore / il Fatto Quotidiano)

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Mondo

La presidenza della Tunisia ha negato le voci circolate ieri riguardo la morte del presidente Beji Caid Essebsi. Il consigliere alla comunicazione della presidenza della Repubblica Guefrech ha comunque ammesso che le condizioni di salute del presidente sarebbero critiche, anche se stabili. (Al–Araby Al–Jadeed)

A Tunisi, intanto, un attacco suicida ha colpito una pattuglia della polizia in via Charles de Gaulle. È stato ucciso un poliziotto e sono stati feriti tre civili. Un secondo attacco ha colpito una base della guardia nazionale nel distretto al–Qarjani, senza però lasciare vittime. L’ISIS ha rivendicato entrambi gli attacchi. (Al Jazeera)

La coalizione guidata dagli Stati Uniti ha ammesso che dal 2014, negli attacchi aerei contro lo Stato Islamico, avrebbe ucciso 1319 civili. Ma secondo le Ong e i gruppi che monitorano la situazione il numero di civili uccisi potrebbe essere tra i 1600 e gli 8000. (France24)

I mercati tremano di fronte alla possibilità che il G20 finisca senza una tregua alla guerra dei dazi degli Stati Uniti contro la Cina. Uno strano gruppo formato da Vladimir Putin, Narendra Modi e Jean–Claude Juncker ha rinnovato la propria richiesta perché le tensioni siano sciolte. (the Guardian)

La tensione tra Stati Uniti e Iran è arrivata al punto che Trump e il ministro degli Esteri iraniano Zarif si stanno scambiando tweet su quanto sarebbe lunga una guerra contro Teheran. Zarif ha tornato a sottolineare come le sanzioni stesse siano una forma di conflitto equivalente alla guerra. (Al Jazeera)

La seconda serata di dibattito tra i candidati alle primarie democratiche si è conclusa con una sonora sconfitta per Joe Biden. Biden, democratico di lungo corso, si è trovato costretto a difendere posizioni politiche su diritti civili, tasse, e la guerra in Iraq che oggi non sono più difendibili all’interno del partito. Un suo confronto con Kamala Harris, in particolare, potrebbe incrinare la sua base presso l’elettorato di colore. (Vox)

Cercando di contrastare le storie emerse negli ultimi giorni, la Protezione dei confini statunitense ha invitato un gruppo di giornalisti a visitare il proprio sito a Clint, Texas. Il campo era stato chiaramente ripulito per la visita dei giornalisti, ma le testimonianze che arrivano non mettono comunque in luce particolarmente positiva l’agenzia: “La maggior parte dei bambini sono tenuti in stanze con porte di metallo e una vetrata verso l’interno, ma senza finestre,” scrivono Nicole Chavez e Nick Valencia; “la stazione di Clint sembra più una prigione o un campo improvvisato che un centro di detenzione giovanile. Nell’area di ammissione, con nove celle, i bambini guardavano preoccupati dalle vetrate, mentre erano sorvegliati da agenti armati,” scrive Simon Romero. Ai giornalisti che hanno accettato di visitare il campo di concentramento è stato vietato di scattare foto, girare video, e parlare con i bambini. (CNN / the New York Times)

La Camera, controllata dal partito democratico, ha approvato il pacchetto di finanziamento per la gestione dei flussi migratori sul confine con il Messico scritta dai repubblicani al Senato. A differenza della proposta — poi bocciata dal Senato — dei democratici, questa non contiene nessuna salvaguardia sul rispetto dei diritti umani delle persone incarcerate. (NPR)

L’omicidio di Brooklyn Lindsey, di trentadue anni, a Kansas City, segna l’undicesimo omicidio di donne di colore transgender dall’inizio dell’anno negli Stati Uniti. Secondo una pubblicazione di Human Rights Campaign la violenza contro le persone transgender negli Stati Uniti è ai livelli più alti di sempre, e la stragrande maggioranza delle vittime, l’82%, sono donne transgender di colore. (NBC News / link diretto al report)

Italia

Scosse elettriche per manipolare i ricordi dei bambini, sottrarli alle famiglie e collocarli in affido retribuito tra amici e conoscenti: è lo scenario raccapricciante descritto da un’inchiesta della procura di Reggio Emilia sui servizi sociali della Val d’Enza. 16 persone sono state oggetto di misure cautelari, tra assistenti sociali, medici, psicologi, e il sindaco dem di Bibbiano, Andrea Carletti. (il Resto del Carlino)

Il caso ricorda quello dei “diavoli della bassa modenese,” una vicenda di panico satanico avvenuta negli anni ’90 e dietro cui si nascondeva, probabilmente, un giro per pilotare gli affidi dei minori. La storia è stata recentemente riportata alla luce da Pablo Trincia e Alessia Rafanelli con il podcast Veleno. Qui la ricostruzione di Leonardo Bianchi su Vice.

Demolition porn /1: sono state demolite le pile 10 e 11 dell’ex ponte Morandi. L’esplosione finalmente ridisegna il profilo della zona, ancora segnato dalla tragedia dello scorso agosto. (ANSA)

Demolition porn /2: Guarda il video della demolizione dalla diretta video di Local Team. (Local Team, su Facebook)

Demolition porn /3: potrebbe esserci uno spiraglio di speranza sulla procedura d’infrazione. Dalla Finlandia, che dal primo luglio sarà presidente di turno dell’Unione, arrivano segnali di distensione — ma i sette miliardi messi sul tavolo dal governo Conte non bastano, servono garanzie per il prossimo anno. (la Repubblica)

Cult

Nel Regno Unito esiste una comunità LGBTQI anche fuori da Londra: la racconta la fotografa Xanthe Hutchinson, che negli ultimi cinque mesi ha scattato ritratti di persone trans e di genere non binario dal nord dell’Inghilterra. (Dazed)

In un’intervista esclusiva al Financial Times (dietro paywall) Jony Ive, il designer responsabile dei prodotti Apple dal primo iMac in poi, ha annunciato che lascerà l’azienda, per formare un’agenzia di design esterna. (the Guardian)

Avete visto il video completamente demenziale di Boris Johnson che dice che per rilassarsi costruisce modellini di autobus? Guardatelo:

E se Johnson l’avesse detto per manipolare i risultati di Google? Secondo l’azienda di SEO Parallax, sì: internet è pieno di foto e articoli sulla campagna anti–europeista che Johnson aveva condotto, tra le altre cose, con annunci inesatti sui bus di Londra. (Parallax)

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