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Le idee di Brenton Tarrant sono intorno a noi

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Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

HA Hellyer in un editoriale sul Guardian sottolinea come l’islamofobia che ha generato l’attentato di Christchurch sia una minaccia per tutta la società, e non solo per le comunità islamiche. Ma si tratta di un’ideologia che è uscita con decisione dai confini dell’estrema destra, e ora contamina anche “il centro” — come possiamo affrontarla prima di una nuova strage? (the Guardian)

In tutta la Nuova Zelanda si stanno tenendo veglie e occasioni per esprimere la vicinanza di tutta la società alle vittime e alla comunità islamica locale. Nell’attentato terroristico sono state uccise 49 persone. 39 sono in attesa di operazioni per trattare le proprie ferite. Tra questi, 11 sono gravi. La diretta di Radio New Zealand.

Come nella strage di Las Vegas della scorsa estate, in cui erano morte 58 persone, il terrorista ha aperto il fuoco con armi modificate in modo da poter sparare in modo semi automatico. Il governo promette che le leggi sul porto d’armi cambieranno per impedire il possesso di qualsiasi tipo di semi-automatica, ma finché sarà possibile acquistare liberamente armi da fuoco il problema resterà sempre in sospeso. (New Zealand Herald)

Secondo la giornalista musulmana Donna Miles-Mojab, in Nuova Zelanda c’è un problema particolarmente grave nella rappresentazione della comunità islamica. Miles-Mojab ne aveva già scritto quattro anni fa: da allora, la situazione è solo peggiorata. (Newsroom)

È inutile parlare di integrazione se poi non si parla di quando l’integrazione c’è — provate a cercare negli articoli sulla strage, oggi e nei prossimi giorni, se qualcuno vi racconta che la comunità islamica di Christchurch, meno dell’1% della popolazione della città, gestiva la mensa per le persone senza fissa dimora della città. (Ethnic Communities, 30/06/2016)

Ma non preoccupatevi, secondo il presidente degli Stati Uniti i suprematisti bianchi sono “un piccolo gruppo di persone con problemi molto seri.” Dopotutto perché non ci dovremmo fidare dell’opinione della personalità indicata dallo stragista neozelandese stesso come un “simbolo della nuova identità bianca.” (CNN)

Il manifesto di Brenton Tarrant cade all’incrocio tra neofascismo dichiarato e puro shitposting. Nella sezione Q&A del testo c’è di tutto — dal copypasta sui Navy Seals a citazioni di passaggio di Spyro e Fortnite. Su bellingcat trovate raccolte alcuni dei passaggi della “cultura di internet” citati da Tarrant, e le reazioni dei neonazisti su 8chan, dove la strage è stata apertamente celebrata. (Bellingcat)

Dietro il muro dell’ironia nonsense di internet c’è però un sostrato ideologico ragionato — e una parte importante dell’ideologia di Tarrant arriva dagli scritti dell’autore neofascista francese Renaud Camus. Tarrant cita espressamente — insieme a Trump — la figura del politico “anti–bianco” Emmanuel Macron. Tarrant ha viaggiato in Francia proprio nel 2017, mentre il paese era dilaniato da una campagna elettorale violentissima, dove sono rientrati nel dibattito pubblico concetti razzisti che non si vedevano da decenni. (Politico)

Il percorso di normalizzazione della teoria del complotto neonazista del “genocidio dei bianchi” deve tanto a Trump e all’estrema destra “parlamentare” europea. Leonardo Bianchi aveva ricostruito la nascita e lo sviluppo di questo falso mito lo scorso novembre su Vice.

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Lo sciopero per il clima in tutto il mondo

Guarda queste foto dalle manifestazioni studentesche per chiedere un’azione politica contro il cambiamento climatico in tutto il mondo. (Mother Jones)

Dalla Germania al Messico, dalla Repubblica Ceca all’India, si stima che a livello globale siano scesi in piazza più di un milione di studenti, per quella che senza dubbio è la più grande mobilitazione ambientalista della storia. Il Guardian ha seguito tutta la giornata in diretta.

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Anche in Italia l’evento è stato molto partecipato, con cortei e iniziative in moltissime città (per l’esattezza 182): a Milano ieri mattina 100 mila manifestanti hanno riempito piazza del Duomo. In serata c’è stato un altro corteo, partito sempre da largo Cairoli. (il Giorno)

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Da Trento a Napoli, passando per Roma (dove la sindaca Virginia Raggi è stata contestata) e Torino: a seguire la copertura della giornata di ieri in tutta Italia torna un po’ di speranza nel genere umano. (Trento Today / Napoli Today / la Repubblica / Futura.news)

Grande assente, in Italia come altrove, è proprio la politica a cui gli studenti rivolgono i propri appelli — i segnali che qualcuno li stia ascoltando sono davvero pochi. Ma sottovalutare l’impatto di questo movimento sull’opinione pubblica è miope, scrive Niccolò Porcelluzzi sul Tascabile. “Il successo dello sciopero, e l’energia del proto-movimento che intorno a questo si sta formando nelle ultime settimane, nasce dalla capacità di incanalare un’urgenza di futuro, un’alternativa all’indifferenza con cui la classe politica scansa l’angoscia di chi vivrà nel secolo della crisi climatica.

Gif di CalumHeath.

Mondo

Trump ha usato per la prima volta il proprio potere di veto, fermando la legge votata dal Congresso che fermava a sua volta la dichiarazione di stato di emergenza con cui Trump conta di bypassare il Congresso. Una democrazia perfetta, questi Stati Uniti. (the New York Times)

Per il quarto venerdì consecutivo migliaia di cittadini algerini sono scesi in piazza nella capitale per chiedere la fine del governo di Bouteflika. L’anziano presidente ha annunciato lunedì che non si ricandiderà, ma ha anche rimandato le elezioni previste per il 18 aprile. (Al Jazeera)

Canada, Unione Europea e Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni economiche contro la Russia: ad essere colpiti sono individui e società che avrebbero fornito supporto materiale o finanziario all’annessione della Crimea. (the Hill)

Oggi tornano in piazza per il “diciottesimo atto” i gilet gialli, il cui movimento sembra in costante diminuzione — settimana scorsa c’erano circa 30 mila persone in tutta la Francia. Questa giornata sarà un punto di svolta, perché proprio ieri si è chiuso il “grande dibattito nazionale” — la consultazione pubblica voluta da Macron per mediare con i manifestanti. (le Monde)

La consultazione ha mosso più di 1 milione e 800 mila contributi online, e oltre 10 mila riunioni organizzate su tutto il territorio nazionale. Ora bisogna vedere se il governo riuscirà a mettere a frutto questa partecipazione popolare. (BFMTV)

Italia

La storia più inquietante della settimana è la morte di Imane Fadil, una delle testimoni chiave contro Silvio Berlusconi nel processo Ruby Ter. La ragazza, ricoverata all’Humanitas da fine gennaio, è morta lo scorso 1 marzo, ma l’esito degli esami tossicologici dimostra che sarebbe stata esposta a sostanze radioattive — confermando un sospetto che aveva ventilato lei stessa, quello di essere stata avvelenata. La procura ha aperto un’inchiesta e ha sequestrato, tra le altre cose, le bozze del libro che la ragazza stava scrivendo. (la Repubblica Milano)

Dopo i soliti tentennamenti, il presidente del Consiglio Conte ha confermato che l’Italia sottoscriverà il “memorandum” con la Cina per la cosiddetta “via della seta.” Il premier ha ribadito che si tratta comunque solo di un accordo quadro, non vincolante. (Rai News)

È stata scoperta a Biella una discarica abusiva con 5000 tonnellate di rifiuti plastici, stoccati all’interno di un ex lanificio. (Sky TG 24)

A proposito di rifiuti, conoscete Collepardo? È un piccolo centro in provincia di Frosinone, dove si trova il monastero abbandonato in cui dovrebbe sorgere la “scuola per guerrieri culturali” voluta da Steve Bannon per addestrare una nuova generazione di neofascisti. Il reportage di Megan Williams su DW.

Milano

È iniziata ieri e va avanti fino a domani Bookpride, l’ormai tradizionale fiera dell’editoria indipendente, per quest’anno alla Fabbrica del Vapore. (Corriere della Sera)

Cult

Il ministro degli esteri Heiko Maas ha aggiunto la propria voce a quella di chi già da tempo chiede uno sforzo internazionale per regolamentare i robot capaci di uccidere, a cui saranno probabilmente affidate le guerre del futuro. (DW)

Una cosa che lasceremo molto volentieri alle macchine: scrivere poesie. A quanto pare sono anche già abbastanza brave. (Boing Boing)

Questo tizio ha passato tre anni per realizzare una candela a LED ultra realistica e non ci sembra un grande uso del proprio tempo ma il risultato finale è indubbiamente notevole. (Gizmodo)

Fondo del barile

Oh no, dopo Al Bano l’Ucraina ha inserito nella propria lista nera anche Toto Cutugno. (ANSA)

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Gif di Nando’s Malaysia

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