Yendry Fiorentino, Alain Diamond e Davide “Enphy” Cuccu sono i Materianera, trio elettronico dalle più disparate influenze musicale nato nel 2014 a Torino.

Nel 2015 pubblicano il loro primo EP Supernova, che li porta su MTV e gli procura una nomina agli MTV Music Awards; oggi, nel 2018, la loro maturità artistica è più che confermata dall’album di debutto, Abyss, uscito lo scorso marzo. Il prossimo giugno si esibiranno a Cascina Linterno, nel Parco delle Cave, sul palco del one-day-festival #etd, È tutto diverso, di cui the Submarine è media partner. Gli abbiamo fatto qualche domanda, cercando di sondare l’affascinante galassia della loro musica.

Il 10 giugno vi esibirete nella cornice del festival #etd: è tutto diverso, che propone un dialogo importante tra arte e disabilità. Potete anticiparci qualcosa sul vostro live? Come lo adatterete al tema?

Siamo felici di partecipare ad una iniziativa che permette il confronto su un tema ancora poco trattato. Il live che proporremo sarà a tema con l’innovazione tecnologica grazie a REMIDI T8, un guanto controller midi che manda effetti e suoni al tatto, i synth di Davide e le drum machine di Alain.

materianera_foto2davide-dambraIl vostro stesso progetto musicale è diverso (dai gusti dell’ascoltatore medio e dai generi che oggi vanno di più nel nostro paese), caratterizzato dalle vostre precedenti esperienze eterogenee (Yendry ha portato a XFactor la sua voce calda, Davide “Emphy” faceva parte dei Bluebeaters e Alain è un dj e producer sperimentale, ndr). Come valorizzate la vostra diversità?

Semplicemente non ci poniamo limiti o barriere. La nostra “diversità” è nata in modo naturale grazie al fatto che siamo tre elementi molto differenti tra loro che hanno imparato a valorizzare la propria “diversità.” Penso che questo sia un concetto chiave applicabile anche al tema della disabilità.

La vostra musica ha un aspetto molto catartico, non solo per i testi ma anche dal punto di vista delle sonorità, che avvolgono e trascinano. Era uno dei vostri obiettivi crearla così?

In realtà, ciò che accade quando creiamo musica insieme in studio è sempre frutto di un processo che nasce dall’improvvisazione, inizialmente nulla è calcolato. È ciò che ci porta a fare musica che ci piace, senza secondi fini e senza sovrastrutture.

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Il manifesto artistico dei Materianera sono il cosmo e la sua oscurità: cosa vi affascina di essi?

Ci affascina la Materia oscura, ossia quel che esiste, ma non si vede, che è difficile da percepire ma fa parte di noi. È davvero intrigante questa magia del cosmo.

Si può dire che questa oscurità “spaziale” corrisponda ad una certa oscurità e profondità dell’anima, essendo i vostri testi così riflessivi e impegnati?

Si. Soprattutto nel nuovo disco, Abyss, c’è un’analogia tra l’abisso reale e quello umano, in cui si nascondono paure, segreti, subconscio e insicurezze. Questo disco, rispetto al nostro primo lavoro Supernova, ha una dimensione più umana, siamo passati dal macrocosmo al microcosmo.

Il sound che proponete è decisamente internazionale: avete mai pensato di partire e portarlo nello spazio?

Bell’idea! Non ci avevamo mai pensato, ma sicuramente l’idea è quella di diffondere il più possibile la nostra musica in tutto il mondo e chissà un giorno si potranno inviare dei dischi in riproduzione nello spazio, come testimonianza dell’esistenza dell’essere umano!

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The Submarine è media partner della seconda edizione di #ETD festival: seguiremo le attività del festival con contenuti esclusivi, interviste e dirette. Per ricevere tutte le notizie, metti Mi piace su Facebook, e iscriviti al nostro gruppo.

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