Cancellando i nomi degli uomini dalle locandine non resta quasi nessuno.

La primavera inoltrata ci proietta nel clima estivo, costellato di festival, musica e una fitta lista di eventi. Il profilo Instagram Australiano @lineupswithoutmales vuole invece ricordarci che l’uscita delle line–up può essere l’occasione giusta per osservare come la disparità di genere sia ancora un problema diffuso nell’industria musicale.

Questo account ha infatti deciso di mostrare come appaiono le locandine dei Festival provenienti da tutto il paese, una volta cancellati i nomi di artisti maschili. Lo scenario risulta deprimente, soprattutto perché in altri modi non noteremmo questa grossa disparità.

Siamo infatti così abituati all’idea che l’industria musicale sia uno spazio dominato da nomi maschili che la differenza numerica non è impressionante finché non ci viene messa chiaramente di fronte agli occhi.

La questione ha fatto discutere Oltreoceano come In Europa, ed è ormai diventata un tormentone che ciclicamente si ripete ogni anno. Sono molti i  progetti simili a @lineupswithoutmales, che hanno riscontrato lo stesso, triste, risultato. Anche le statistiche continuano a confermare questa tendenza; il Network Femminista musicale “Female:Pressure” già dal 2015 si occupava di raccogliere dati per tenere monitorata la situazione. E così appare evidente come le donne continuino ad avere uno spazio ridotto: solo il 15.7% di rappresentazione in molti dei maggiori Festival mondiali come Coachella, Lollapalooza ed i loro corrispondenti Europei. La cifra però cambia radicalmente quando si parla della presenza delle donne tra il pubblico, infatti arriva a sfiorare il 60%. I Festival sono quindi eventi ad alta affluenza femminile, genere che però non si ritrova altrettanto rappresentato sul palco.

Le interviste, opinioni, analisi riguardo questa disparità sono molto numerose. Tra le teorie più riproposte appare la mancanza di donne nei generi richiesti dai festival.

I Festival infatti costituirebbero un “caso” più evidente per il fatto che spesso tendono ad isolare il Pop (genere che al suo interno contiene il maggior numero di artiste femminili) per dare spazio a generi considerati principalmente maschili come il rock e l’elettronica, scrive Forrest Wickman per Slate.

Un equilibrio sembra ancora molto difficile da raggiungere ma le iniziative non sono mancate. Quelle più interessanti, che hanno provato ad avviare un cambiamento significativo, sono arrivate proprio da artiste femminili. Il Moogfest, nel North Carolina, ha annunciato nel Dicembre 2017 di voler introdurre “Always On” , un livestream di 50 ore con esibizioni continue di artiste donne, transgender e queer. Sarebbe ingiusto però parlare di sessismo al contrario, anche se purtroppo continua a trattarsi di una delle critiche più frequenti. Come dichiarato dalla DJ e curatrice Kaltès, non esistono formule miracolose per contribuire ad una svolta definitiva, ma le “all-female lineups” sono una parte essenziale per combattere il sessismo e le ineguaglianze. Si tratta di una dichiarazione politica, non di una soluzione finale. Sarebbe infatti un controsenso cercare di sostituire una esclusione con un’altra, ma è un metodo efficace per il silenzio ed il comfort dello status quo.

In Italia invece com’è la situazione?

Se @Lineupswithoutmales si concentra sulla situazione Australiana, noi abbiamo voluto capire come si posizioni l’Italia rispetto a questa tendenza. Per capirlo abbiamo utilizzato lo stesso metodo dell’account Instagram, ma questa volta prendendo dieci line–up di festival che si svolgeranno quest’estate in tutta Italia.

UNA GUIDA AI FESTIVAL ESTIVI 2018
(SENZA ARTISTI MASCHILI)

Mi ami Festival – Circolo Magnolia, 25-25 Maggio

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Radar Festival – Parco dell’Idroscalo Milano, 8-9 Giugno

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No Silenz – Cigole, 14-16 Giugno

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Sherwood Festival – Padova, 22 Giugno – 7 Luglio

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Viva Festival – Valle D’Itria, 4-8 Luglio

viva-festival-2018-donneKappa Futurfest – Torino, 7-8 Luglio

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Flowers Festival – Collegno, 10-22 Luglio

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Ortigia Sound System Festival- Isola di Ortigia Siracusa, 25-29 Luglio

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Siren Festival – Chieti, 26-29 Luglio

Color Fest – Lamezia Terme, 4-5 Agosto
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Le maglie nere sono purtroppo due, e vanno sia al Flowers Fest che al Color Fest, che non vedono comparire neanche un nome femminile nella line up. Si spera che almeno il Color Fest possa recuperare, dal momento che fortunatamente alcuni artisti sono ancora da annunciare. Segue il Sheerwood, che occupa una posizione molto bassa nonostante possa vantare diciannove edizioni; quest’anno dall’ambiente indipendente vediamo selezionate soltanto due artiste. La fascia intermedia, dove lo stacco è visibile, è ancora troppo ampia (Ortigia Fest, Siren Fest, Kappa Future, Mi Ami). Infatti solo in due casi si può parlare di una quasi raggiunta parità di genere, No Silenz e Viva, ed è piacevole notare sia parte di questa svolta necessaria anche un festival appena nato (Viva Festival è appunto alla sue seconda edizione). Sempre sulla scia delle novità si trova Radar Festival, annunciato questo febbraio, che sembra arrivare per cambiare le carte in tavola portando sui suoi quattro palchi principalmente donne. Con una grande matrice europea trasporta al Parco dell’Idroscalo di Milano un’interessante selezione della scena R&B contemporanea, rap, elettronica e dance. Con l’hashtag ufficiale #itsokaytosmile, iniziamo a sorridere già da adesso, sperando che questo possa essere un inizio che mantenga vivo il dibattito e che allo stesso tempo metta a disposizione sempre nuove possibilità.

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