I partiti italiani hanno un problema serio con i siti internet: quelle che dovrebbero essere fonti primarie per l’informazione dei cittadini, e quindi dell’elettorato, sono in condizioni pietose, tenuti insieme a stento, quando non in stato di semi–abbandono.

Tasse piatte come la Terra, uscita dalla crisi e salario minimo garantito, università gratuita e libera: nel caso non ve ne foste accorti, è iniziata la campagna elettorale.
meSe l’Italia è arrivata confusa alle scorse elezioni del 2013, agitata dall’ingresso roboante del Movimento 5 Stelle in un sistema politico che nel bene o nel male si stava allineando verso il bipolarismo, preparatevi, perché a questo giro c’è veramente da stare male.

Se vi trovate a inizio campagna elettorale e non avete la più pallida idea di cosa votare, non preoccupatevi troppo (oppure sì): avete davanti a voi due mesi intensi di campagna elettorale. Ma se proprio l’ansia vi divora e volete chiarirvi le idee il prima possibile, non potete fare altro che informarvi. E nel mare di talk show sui sacchetti di plastica e le dirette sul papa di Rai News, il posto migliore dove informarsi è per forza la fonte: andare sul sito dei partiti che potreste votare, leggere cosa scrivono, e decidere per voi.

Per risparmiarvi la fatica, l’abbiamo fatto noi per voi.

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Iniziamo con il partito di governo: il Partito democratico ha un bel sito. Si chiama nel modo giusto, partitodemocratico.it, per cui ci si arriva senza doverlo cercare su Google, ha una grafica non ispirata ma che funziona su schermi di tutte le dimensioni e non offende nessuno, e tanti contenuti sia politici che di attualità accessi facilmente. Per quanto la segreteria del Pd sia in mano ai quarantenni più vecchi d’Italia o forse del mondo, più inaciditi di politici ottuagenari stizziti, il sito del Pd è fatto da qualcuno che sa fare siti internet.

Cose belle: il sito è ben leggibile, scritto grande e con i colori giusti. Siamo riusciti a leggere più di un articolo anche se non eravamo d’accordo senza cavarci gli occhi. Sorprendentemente, considerati i precedenti del Partito, non è distribuito in PDF.

Cose brutte: Quando è stato fatto questo sito tre quarti dei contenuti precedenti sono stati male archiviati e non sono più disponibili, cancellando anni interi di attività politica — una bella metafora del Pd renziano. C’è una cosa che si chiama Wiki e non è una Wiki. Bob, Democratica, Terrazza PD: il Partito vuole disperatamente un brand pop da fare proprio, e ogni tentativo è più ridicolo del precedente.

Voto: 7/10, ci navigherei di nuovo

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La prima cosa che mi sono chiesto navigando sul sito di Forza Italia è stata: ma chi è che va sul sito di Forza Italia? Secondo me se lo sono chiesti anche i webmaster che l’hanno fatto.

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Subito in homepage ci sono una serie di cose incredibili: non fatevi distrarre dal NOME DEL PARTITO, NEL CASO VE NE FOSTE DIMENTICATI O NON RIUSCISTE A LEGGERLO. No, è molto più divertente cosa c’è scritto sotto: il santo del giorno. O per lo meno, forse dovrebbe essere quello — secondo SantodelGiorno.it è San Marcellino di Ancona 🤔. State provando un’attrazione fatale? Cliccate sul menu Adesioni, da dove è possibile tesserarsi al partito di Berlusconi. Tirate fuori la carta di credito: siete pronti a diventare benemeriti azzurri?

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Una volta fatta la tessera sarete anche voi iniziati al Partito, e chissà se un giorno qualcuno vi darà accesso ad Azzurranet, “la intranet di Forza Italia.”

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Cosa c’è dentro? Non lo sappiamo: le nostre più fini doti di giornalismo investigativo — abbiamo digitato “admin” come nome utente e password — sono state inutili contro la scaltrezza forzista.

Cose belle: la pagina Instagram, con citazioni di Silvio Berlusconi che sembrano prese dal Libro della saggezza di Osho e i commentatori più divertenti dell’internet. Di sicuro a causa di tensioni interne — non troviamo altra spiegazione — i tasti Forza Italia Senato e Forza Italia Camera non portano a sezioni del sito ma a siti diversi, tutti diversi, chiaramente gestiti da persone diverse.

Cose brutte: il sito internet di Forza Italia esiste ancora, serve ancora, è ancora aggiornato, vince le elezioni. Preferiremmo consegnarlo agli annali della Storia per provare a ricordarlo con affetto, un po’ come il sito internet ufficiale di Space Jam.

Voto: 3/10, dobbiamo lasciare da parte egoismo e cinismo e agire con grande passione

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È difficile parlare della presenza online del Movimento 5 Stelle: da dove iniziare? Siamo andati sul sito internet ufficiale e non abbiamo trovato nemmeno una riga sul partito. Per fortuna, ignorando la dozzina di siti, blog e forum canonizzati che orbitano attorno al partito, siamo finiti a leggere movimento5stelle.it, il fansite gestito dalla comunità del movimento: un sito tutto strano, che cambia grafica praticamente di pagina in pagina, rivelando di essere stato aggiornato e modificato un po’ come capitava. Un pregio del sito, seppur raffazzonato? Un bel link evidente al programma elettorale: finalmente qualcuno che ci dice cosa vuole fare se lo votiamo 😩

E invece no: il programma elettorale del partito di Casaleggio è stato (così ci dicono) costruito in maniera modulare facendo sondaggi online su Rousseau — insomma, è come un programma elettorale vero, solo che invece di essere un programma elettorale vero è un programma elettorale Lego. Ma noi non partiamo prevenuti — dobbiamo ancora decidere chi votare. Ci troviamo su un sito gigante, per cellulari, disegnato a tutto schermo sul nostro piccolo laptop… OK, normalmente ci lamenteremmo di più, ma c’è di peggio in Italia. Nella pagina sotto poi c’è tutta la spiegazione su quante persone hanno scelto una linea politica piuttosto che un’altra, così siamo sicuri che, se è piaciuta a così tanta gente tanto male non può essere. Ma sopra, sopra c’è un peccato imperdonabile, un fatto inspiegabile. Per ogni categoria del programma, per poter leggere il testo del programma, bisogna schiacciare su questo bottone che manda ogni volta su una cartella di Dropbox diversa, che ha al suo interno ogni volta un solo file: il documento che dobbiamo leggere.

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Cose belle: La cosa più bella? Il bollino “beta,” non ci sono dubbi. Ma anche la pagina “Crea la tua lista,” con le istruzioni per candidarsi come Movimento 5 Stelle alle proprie elezioni amministrative. Uno spaccato bellissimo e anche super spaventoso di politica in franchising che ci ricorda le origini del partito di Casaleggio.

Cose brutte: La sezione Comunicati politici dice tutto quello che vi serve sapere sul Movimento 5 Stelle.

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Voto: Scarica il voto del Movimento 5 Stelle File Pdf – 393 Kb /10

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 Una cosa che mi ha impressionato del sito della Lega Nord è che ci tengono così tanto alla mia privacy che il loro messaggio dei cookie gli copre tutta la testata. Grazie Lega, continua a combattere contro la tirannia dei cookie. Un’altra cosa interessante del sito della Lega? Non c’è un link da nessuna parte, ma neanche uno, a un programma, una sezione che parli di attualità, che presenti i temi di battaglia del partito, niente. Come faccio a odiare i migranti, Lega, se non mi dici perché? Fa un lavoro terribile migliore il sito di Noi con Salvini, il soggetto politico per far votare Lega le persone contro cui parlava la Lega fino a 10 anni fa.

Non c’è un programma e nemmeno uno straccio di testo politico, ma in compenso c’è un link a un altro sito, sotto la voce Gadget, che porta a “Stile Lega Nord” un piccolo negozio online dove è possibile comprare braccialetti, portachiavi e bandiere della Lega. Ma soprattutto: alla modica cifra di 15 euro è possibile comprare il singolo di “D’Eurubati,” una specie di inno della Lega di Salvini, che confessiamo ci eravamo persi, dove c’è proprio tutto, Prodi e la mortadella, i migranti negli hotel, l’Italia schiava di Roma.

Tornando sul sito, che a proposito, è leganord.org e non .it — chissà cos’è successo al primo dominio, registrato con sede in un affittacamere di Roma — troviamo finalmente una sezione, “Letture,” che ci faccia da introduzione a questo movimento. Ma… la sezione letture è vuota.

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L’unico link è a questo Lega Nord Flash che è un piccolo foglietto di propaganda, anche lui distributo in PDF perché a quanto pare i PDF sono la cosa più amata dalla politica italiana, ma l’ultimo numero caricato è dell’aprile 2016. È da quel mese che nessuno della Lega scrive più niente? Che ne è stato Mario Pittoni, direttore responsabile del foglietto da fotocopiare? Sono rimaste persone che sanno scrivere nella Lega? E elettori che sanno leggere?

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Cose belle: a una prima occhiata qualcuno abituato a come i siti internet funzionano nel resto di internet potrebbe pensare che quel carosello in home page porti a articoli, post, qualcosa, e invece no: è solo uno slideshow.

Cose brutte: in tutto il sito abbiamo trovato un solo documento politico: questa pagina farneticante sulla flat tax al 15%. Forse era meglio se non ci fosse stata nemmeno lei: il livello di contorsione mentale per cercare di giustificare la flat tax come norma a favore del ceto medio è da circo.

Voto: 15/100, meno voti per tutti

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Già che siamo in vena, andiamo a vedere il sito di Fratelli d’Italia. Come gli altri, ho cercato di trovarlo senza cercare su Google, perché non voglio che Google sappia che mi sto informando su Fratelli d’Italia. Digito nel mio browser fratelliditalia.it per scoprire che non è il sito del partito di estrema destra ma… un giornale online di “italiani all’estero?” È un sito così strano che vorremmo approfondire, ma non abbiamo tempo.

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Elton Musk però era troppo bello per non citarlo.

Riprovo, memore del caso Lega, e digito fratelliditalia.org — che invece è un negozio di vestiti militari per chi gioca a soft air. Mi sembra perfettamente on brand per il partito di Meloni, ma no, non è il sito giusto.

Alla fine approdo su fratelli-italia.it, e il viaggio è valso la pena. A onor del vero, almeno questo sito sembra essere stato fatto da qualcuno che sa come sono fatti i siti internet. Nel proprio store Fratelli d’Italia vende bei poster per l’entusiasta fascista che però è un po’ in imbarazzo ad appendere un poster del duce in camera. Il sito di Fratelli d’Italia si apre ancora con una slide sul presepe: commenteremmo sulla mancanza di aggiornamenti proprio ora che è stata annunciata la coalizione con il centrodestra, ma no, continuiamo a rimanere così impressionati che a quanto pare per l’elettorato del partito è davvero un problema quello dei presepi. Dev’essere una vita strana.

Il sito ha una sezione news ben gestita, in cui ci sono tutte le dichiarazioni di Giorgia Meloni. In compenso ha un sistema di menù dove se per sbaglio si clicca su un “gruppo” di voci si rompe. Abbiamo cliccato su Movimento > Programma, ma siccome bisognava scendere ancora di più nella tendina successiva, il menu del sito si è rotto e ora non ci fa più vedere quella tendina. Ricarichiamo la pagina, ma ci è già passata la voglia. Alla fine ci siamo arrivati: il programma di Fdi si chiama “Tesi di Trieste,” e vi promettiamo che lo commenteremo in futuro.

Cose belle: Se cliccate su tesseramento online finite su una web app completamente aliena al resto del sito dove non è possibile tesserarsi per anni successivi al 2016 e apparentemente mancante di intere sezioni. La nostra cosa preferita, però, è come scompaiono i popup quando si conferma di aver letto le informative:

Cose brutte: Sul sito c’è una sezione che promette una “WebTV” e già sognavo a occhi aperti e invece è una playlist di YouTube che sia apre con la presentazione alla Camera da parte del Pdl del reato di integralismo islamico. Bocciati: noi siamo per l’autarchia dei palinsesti delle webtv di partito. Non è una battaglia molto più minoritaria di quella sui presepi.

Voto: 2016/10

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Alla ricerca di una boccata d’aria fresca dopo tutto questo fascismo, sono partito alla ricerca del sito di Liberi e Uguali. Università gratuita, priorità al lavoro, ius soli — dovremmo andare un sacco d’accordo. E magari lo siamo anche, o lo saremo? Ma per ora il sito, praticamente, non c’è.

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Questo è il sito di Liberi e Uguali: non una splash page, il sito. Immaginiamo che col tempo la lista avrà un sito: Possibile, Sinistra italiana e Articolo 1 hanno tre siti tutti e tre oggettivamente fatti anche benino. Magari prima del 4 marzo avrà un sito internet anche la loro lista comune.

Cose belle: la relazione introduttiva di Rossella Muroni.

Cose brutte: c’è solo la relazione introduttiva di Rossella Muroni.

Voto: bravo ma non si impegna

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Pretendere contenuti e presenza di un partito vero da quella che è una lista nata in fretta e furia per necessità del Partito democratico, come +Europa di Emma Bonino, non è solo ingiusto nei confronti degli elettori, ma anche di chi ci si impegna. Però dobbiamo dirvi che, se volete saperne di più, dovete andare su piueuropa.eu e non piueuropa.it, come potreste cercare in prima battuta, che invece è un negozio di scarpe un po’ 👀

Voto: 10/10 in promozione per il mese di gennaio

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Un dato di fatto che si può estrapolare da questa gita dell’orrore: ai partiti politici italiani di internet, e dei propri siti internet, non importa. L’unica cosa importante è la presenza sui social network, nella speranza più o meno reale di poter entrare in contatto diretto con propri possibili elettori. Nelle prossime settimane parleremo anche dei social network, alla ricerca dei migliori aforismi e dei peggiori scontorni.

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