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“Usando l’arte immersiva, e tecniche psicoterapeutiche, Wavepaths offre nuovi modi per esplorare ciò che può essere scoperto nelle profondità delle nostre stesse menti.”

2016. Brian Eno sta ancora lavorando alla sua computer-generated music, e a quelle che definisce composizioni auto-evolutive. Viene in quel periodo avvicinato da Mendel Kaelen, master in neuroscienze alla Groningen University e dottorando dell’Imperial College di Londra, che si occupa di psilocibina, LSD, e di tutti gli effetti che le sostanze psicotrope innescano a livello neurologico.

Kaelen incontra Eno e gli suggerisce un utilizzo innovativo per la sua tecnologia: un’applicazione che aiuti a guidare le persone attraverso viaggi psichedelici terapeutici. È  Wavepaths, l’applicazione ancora in fase di sviluppo che genera automaticamente soundtrack rilassanti e individualizzate in modo specifico per quella che viene definita terapia assistita con LSD, o psichedelica. “La musica generativa non tenta di afferrare la tua attenzione”, spiega Eno: “Le sorprese sono in quello che succede all’ascoltatore.”

Kaelen ha studiato la funzione della musica psichedelica in terapia, combinando neuroscienze e ricerca qualitativa. A Londra, nel gruppo di Psychedelic Research guidato da Robin Carhart-Harris, è il principale scienziato di Psychedelic Survey, una piattaforma di ricerca che si occupa della psichedelia, dei suoi effetti sul cervello umano e delle sue potenzialità a livello terapeutico.

All’interno della terapia psichedelica, la musica è considerata un’importante componente terapeutica. Wavepaths è l’epilogo di cinque anni di lavoro (di cui uno a stretto contatto con Eno), tra studi di neuroimaging, ricerca clinica e ricerca online, che insieme concorrono oggi a fornire oggi un primo quadro empirico descrittivo delle funzioni terapeutiche della musica psichedelica, e delle modalità più efficaci di utilizzo per massimizzare i risultati positivi della terapia.

Leggiamo nell’abstract reso pubblico da Kaelen: “Usando l’arte immersiva, tecniche psicoterapeutiche e tecnologie intelligenti, Wavepaths offre nuovi modi per diventare più intimi con noi stessi e con gli altri, per ascoltare ciò che le nostre emozioni ci dicono, per esplorare ciò che può essere scoperto nelle profondità delle nostre stesse menti, e per guidare cambiamenti significativi nella nostra vita personale.”

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Una versione dell’applicazione – ancora in fase di sviluppo – sarà resa disponibile per il pubblico, mentre un’altra con funzionalità aggiuntive sarà destinata a psicoterapeuti professionisti che utilizzano la musica nelle loro terapie. Ulteriori versioni speciali e personalizzate saranno dedicate a determinate sostanze, come MDMA o psilocibina, e disponibili per il lavoro clinico attraverso l’utilizzo di sostanze psichedeliche.

Ma l’utilizzo della musica come terapia – per disturbi d’ansia, depressione, autismo – così come il concetto di terapia psichedelica, non sono affatto nuovi. Solo negli ultimi dieci anni, innumerevoli studi clinici hanno dimostrato la capacità di combinare queste sostanze chimiche illegali con sessioni di terapia per la cura una vasta gamma di disturbi: l’MDMA per la PTSD, l’LSD per la depressione, l’ayahuasca per i disturbi alimentari.

La differenza e la novità, nel caso di Wavepaths, è che creerà un unico brano musicale su misura per ogni ascoltatore, basato sui suoi gusti specifici e sulle necessità psicologiche.

Il software di intelligenza artificiale e gli algoritmi di computer-generated music andranno a comporre la musica, ma l’interfaccia sarà reattiva, in modo che gli utenti (oi loro terapeuti) possano modificare il man mano l’andamento e la generazione della musica, e dunque la terapia stessa. Inoltre l’applicazione raccoglierà i dati dagli utenti in forma anonima, e li utilizzerà per costruire modelli e spettri terapeutici differenti e a disposizione dell’utente, che contribuirà alla formazione di una vera e propria “biblioteca musicale terapeutica” in continua evoluzione e generazione.

L’idea – presentata per la prima volta all’annuale Horizons: Perspectives on Psychedelics di New York a inizio autunno – mette a disposizione di un’idea diffusasi, per chiare ragioni, dagli anni ’70 (quella della terapia musicale psichedelica) tutte le potenzialità della tecnologia moderna – in particolare, di quella musicale.

“È molto gratificante vedere che il mondo, ancora una volta, pare reagire di fronte alle potenzialità della terapia psichedelica. Speriamo che la parificazione di questi modelli terapeutici a quelli proposti dalla medicina mainstream sia solo questione di tempo. E che, quanto il processo sarà finalmente in atto, i terapeuti psichedelici possiedano gli strumenti necessari per svolgere il loro lavoro al meglio” afferma Amanda Feilding della Fondazione Beckley, che lavora alla ricerca psichedelica da quarant’anni e che ha finanziato il dottorato di Kaelen.

Wavepaths è quasi pronta e presto sarà disponibile sugli App Store. Inutile dire che non vediamo l’ora di provarla.