Rossa e resistente: la terracotta dell’Antica Fornace Curti

DIAFRAMMA || Questo mese, un’edizione speciale: tutti i giorni un progetto tratto dal corso di Fotografia per l’Architettura presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano.

a cura di Nicolò Piuzzi

Fornace Curti è un progetto di Stefano Bonassi

“La prima bottega della Fornace era situata alle Colonne di S. Lorenzo sul Naviglio che scorreva dove ora passa la Via De Amicis. Era il lontano 1400 e per volere di Bianca Maria Visconti, moglie dell’ allora Duca di Milano Francesco Sforza, si iniziava il cantiere dell’ospedale Maggiore (Ca’ Granda) su progetto di Antonio Averulino detto il Filarete. Fu allora che l’ esecuzione di parte delle formelle e dei mattoni sagomati modellati dal Solari e dal Guiniforte venne affidata alla Fornace di Giosuè Curti nobile al servizio degli Sforza. Nel medesimo periodo anche Fondulo, architetto e scultore delle formelle della Certosa di Pavia effettuò dai Curti la cottura di molti dei suoi fregi architettonici.”

Tra il Naviglio Grande ed il Santuario di Santa Rita è rimasto intatto un antico borgo che, pur essendo a soli 15 minuti dal Centro di Milano, solo da qualche decennio è stato inglobato nella città.

Al centro di questo contesto di stile medievale, l’Antica Fornace Curti e oltre venti ateliers di artisti contribuiscono a creare una seducente atmosfera di Montmartre milanese, presentandosi come un’oasi nel deserto.

Nell’insieme si presenta come un pittoresco agglomerato, composto da un insieme di edifici costruiti in epoche diverse ma in armonia tra loro: le strutture più moderne hanno inglobato le più antiche rispettando tuttavia le caratteristiche iniziali creando un intreccio di cortili e scale su cui si affacciano portici, laboratori e studi di artisti. Nel cortile d’ingresso vi è un raffinato giardino di piante esotiche in vaso curato dallo stesso Alberto Curti, che così espone anche le fioriere più ricercate della sua produzione.

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