L’iniziativa rappresenta una grande vittoria per i comitati, che da mesi lamentavano la chiusura della struttura alla cittadinanza.

Due giorni di festa, tra assemblee, musica, sport e cibo, per la prima volta in Italia all’interno di un centro d’accoglienza straordinario (CAS): è il bilancio positivo della manifestazione Libera Montello, organizzata dal comitato Zona 8 Solidale negli spazi dell’ex caserma milanese, che da novembre scorso ospita 350 richiedenti asilo.

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Una struttura enorme, a lungo sotto utilizzata, finita sotto i riflettori per l’opposizione e le polemiche contro l’accoglienza da parte delle destre — da Casapound a Salvini, che più di una volta si è fatto vedere davanti alla caserma. Polemiche a cui il quartiere ha saputo rispondere con determinazione, prima con una grande manifestazione a favore dell’accoglienza, il primo novembre dell’anno scorso, al momento dell’arrivo dei profughi, e ora con questa “due giorni” solidale.

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L’iniziativa rappresenta una grande vittoria per i comitati, che da mesi lamentavano la chiusura della struttura alla cittadinanza. A gennaio scorso, la prefettura aveva vietato l’accesso al pubblico che avrebbe dovuto assistere a un’amichevole tra la squadra dell’Oratorio San Gaetano e le Black Panthers FC, squadra di calcio composta interamente da richiedenti asilo, nel campetto presente all’interno della caserma.

Dopo mesi di pressioni sulla prefettura, anche la partita ha potuto finalmente svolgersi ieri, nell’ambito di un piccolo torneo che ha visto in campo sei squadre, di cui cinque composte da migranti — ospitati non solo alla Montello, ma anche in altri centri del milanese: Membretti, Fratelli Zoia, Bresso.

Oltre al torneo di calcio, nella giornata di ieri ci sono stati incontri con gli alunni delle scuole della zona e una grande assemblea pubblica — nel parco di via Tolentino, davanti all’ex caserma — interamente gestita dai richiedenti asilo, per discutere soprattutto delle nuove politiche del governo in materia di immigrazione, e di come organizzarsi per proseguire la mobilitazione a favore dell’accoglienza e dell’inclusione.

 

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Oggi pomeriggio, la manifestazione si è conclusa con il racconto del viaggio fino all’Italia di un ragazzo del Gambia, ospite dell’ex caserma, e con la musica dei percussionisti Mitoka Samba. Questa mattina un gruppo di richiedenti asilo ha partecipato alla maratona della Stramilano.

“Ci teniamo a precisare che l’idea di fare una festa — o meglio, una due giorni con iniziative politiche e momenti di aggregazione e socialità — non è per diventare una sorta di arredo di questo CAS, ma per creare una breccia,” spiega Davide, uno degli organizzatori. “I centri d’accoglienza sono da sempre luoghi militarizzati, chiusi, in cui le persone vivono in una sorta di semi-libertà, sotto un regime di sorveglianza.”

La caserma Montello, per certi versi, rappresenta un’eccezione positiva nel quadro dei CAS, anche grazie all’attenzione mediatica che ha ricevuto. Ma altrove la situazione è molto diversa: per esempio nell’hub di Bresso, dove sono ospitate circa 600 persone in condizioni al limite del disumano. I centri d’accoglienza straordinaria dovrebbero servire soltanto da soluzione d’emergenza, ma di fatto rappresentano la regola dell’accoglienza in Italia, ospitando circa il 78% del totale dei richiedenti asilo.

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“Deve cambiare radicalmente il modo in cui il governo gestisce l’immigrazione in Italia, dall’accoglienza al sistema dei permessi di soggiorno,” continua Davide. “Dobbiamo chiedere che a tutti venga consentito il diritto incondizionato all’esistenza, per poter vivere legalmente in Italia, dove al momento ci sono circa 500 mila persone senza permesso di soggiorno: questa struttura legislativa serve soltanto a creare uno spazio d’ombra, di illegalità.”

La risposta dei cittadini all’iniziativa è stata positiva, con qualche centinaio di partecipanti sui due giorni. Nonostante le critiche dell’opposizione di centrodestra, alla caserma non ci sono state lamentele. “Non ho visto un quartiere diviso. Gran parte della cittadinanza si è schierata assolutamente a favore dell’arrivo di nuovi concittadini.”

— FIN —

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