Cédric Herrou è stato chiamato a giudizio al tribunale di Nizza per aver fornito aiuto a diversi migranti eritrei nella Val Roya, sul confine italo-francese. Potrebbe essere condannato a cinque anni di reclusione e a una multa di 25 mila e cinquecento euro.



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Herrou è citato in giudizio con l’accusa di favoreggiamento per aver facilitato l’ingresso, la circolazione e la presenza irregolare sul territorio francese di duecento stranieri senza permesso di soggiorno. Inoltre, è accusato di aver aperto illegalmente un campo profughi che ha ospitato fino a sessanta migranti in uno spazio di proprietà di SNCF, la società delle ferrovie francesi.

Il campo, aperto a ottobre, è stato smantellato dalle forze dell’ordine e Herrou è stato arrestato. Anche due mesi prima era stato arrestato per aver trasportato oltre confine, dall’Italia alla Francia, otto migranti eritrei. Tuttavia, Cédric non ha subito conseguenze legali: l’accusa, infatti, è caduta in quanto è stato accertato che l’attivista avesse agito spinto da motivi umanitari.

Cédric ha trentasette anni, è un agricoltore e un militante per la difesa dei diritti dei migranti.

Si mantiene vendendo i prodotti della sua terra — come uova, olio e paté di olive — che trasporta con un furgoncino. L’accusa sostiene che con quel furgoncino l’agricoltore ormai da qualche mese trasporti anche migranti.

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Molti di questi, infatti, nel tentativo di oltrepassare il confine fra Italia e Francia, prendono la via delle montagne e attraversano la Val Roya. Più di settant’anni fa, in quelle stesse valli, i residenti della zona aiutavano gli ebrei che scappavano dall’Italia a rifugiarsi lontano dalle persecuzioni razziali.

Herrou è accusato inoltre di aver aiutato centinaia di famiglie e bambini, soprattutto eritrei e sudanesi, a superare la frontiera e di averli ospitati nel suo giardino, dove aveva costruito una sorta di tendopoli. L’agricoltore francese è consapevole dell’illegalità delle sue azioni, ma dichiara al procuratore di Nizza, Jean-Michel Pretre, “ci sono stati quattro morti in autostrada. La mia non-azione e il mio silenzio mi avrebbero reso complice, e io non voglio esserlo.”

Cédric è diventato un eroe locale per i suoi gesti di umanità.

Con oltre il 55% dei voti è stato eletto l’Azuréen de l’année 2016, l’uomo della Costa Azzurra dell’anno. “Non sono molto stupito di questo voto. Si vede che il problema migratorio è un lutto condiviso da migliaia di persone. I cittadini sono favorevoli all’apertura di un centro di accoglienza per i migranti presso il nostro dipartimento e questa non è la volontà di una manciata di militanti di estrema sinistra” ha sostenuto Herrou dopo la sua elezione a uomo dell’anno.

L’attivista parla ai suoi sostenitori attraverso la pagina facebook Cédric Herrou Val Roya (https://www.facebook.com/cedric.valroya?ref=ts&fref=ts), in cui si scusa per non essere stato all’altezza nei giorni di stress che hanno preceduto il processo e dichiara di battersi “per difendere i diritti dei suoi visitatori e amici e perché lo Stato e le istituzioni rispettino la legge e i diritti di tutti.”

Sono stati organizzati eventi a sostegno di Cédric a Nizza e sono molte le petizioni che girano in rete a suo favore, come per esempio quella pubblicata su Mes Opinions che a oggi ha raccolto oltre 32mila firme.

Herrou fa parte di un gruppo di cittadini e attivisti che assistono i migranti quasi clandestinamente, quando questi vengono fatti scendere dal treno che supera il confine italo-francese e rimandati in Italia. Cédric, infatti, non è l’unico a essere stato arrestato e perseguito per le sue azioni umanitarie.

Sono molti i francesi che nell’ultimo anno sono stati chiamati in causa per aver aiutato dei migranti.

A dicembre 2015, per esempio, una attivista di 72 anni è stata condannata a una multa di 1500 euro per aver aiutato due eritrei alla stazione di Nizza.

La Procura di Nizza ha dichiarato che solo il 10 febbraio sarà reso noto il verdetto che deciderà del futuro di Cédric Herrou.

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