Giovedì scorso il partito di Erdogan, l’AKP, ha presentato una proposta di legge che, di fatto, legalizza gli stupri su minori “consenzienti” avvenuti prima del 16 novembre, nel caso in cui l’autore della violenza accetti le nozze riparatorie.

La mozione dell’AKP — il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo — è stata presentata durante una sessione parlamentare notturna ed è passata, anche se non ha ottenuto il voto della maggioranza. Per questo sarà nuovamente discussa in Parlamento il 22 novembre.

Come prevedibile, la proposta ha scatenato numerose proteste. Da un lato, i partiti dell’opposizione e le grandi ONG hanno ribadito che si tratta di un tentativo di legalizzare e incoraggiare le violenze sessuali su minori e il fenomeno delle spose bambine.

Dall’altro, il governo ha dichiarato che il disegno di legge è stato mal interpretato e che il suo obiettivo è quello di proteggere chi è troppo giovane per sposarsi legalmente.

Omer Suha Aldan, deputato del partito di opposizione CHP, in un’intervista al Turkish Daily Hurriyet ha dichiarato che la mozione “incoraggia i matrimoni forzati e legalizza il matrimonio con gli stupratori”.

“Se un uomo di 50 o 60 anni può sposare una bambina di 11 anni dopo averla violentata, e la sposa anni dopo, lei ne subirà le conseguenze.” E prosegue, “la ragazzina vivrà in una prigione per tutta la vita.”

Il ministro della Giustizia Bekir Bozgad ha precisato in un incontro con la stampa che l’opposizione ha distorto il contenuto del disegno di legge e il primo ministro, Binali Yildirim, ha invitato i membri del AKP a parlare con l’opposizione riguardo alla proposta.

Yildirim ha inoltre dichiarato che “ci sono persone che si sposano presto. Non conoscono la legge, e hanno bambini,” e prosegue “il padre viene incarcerato e il bambino è lasciato solo con la madre.” Il primo ministro spiega poi che “oltre 3000 famiglie vivono così.”

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Il Codice Civile turco indica come età minima per il matrimonio la maggiore età. Tuttavia un report delle Nazioni Unite indica che in Turchia il fenomeno delle spose bambine è molto sviluppato.

I matrimoni nel paese non sono registrati, per cui si nota facilmente come questo fenomeno riesca a dilagare senza essere fermato. In Turchia è considerato come stupro l’atto sessuale con un minore, ma il contatto sessuale con un minore fra i 15 e 17 anni può essere perseguito solo quando c’è un reclamo.

A luglio il paese ha annullato una normativa che prevedeva di accusare di abuso sessuale tutti gli atti sessuali che includevano bambini sotto i 15 anni.

KADEM — Associazione delle Donne e della Democrazia — ha dichiarato che uno dei maggiori problemi della proposta è come determinare elementi legati a “costrizione, minaccia e volontà.”

La figlia di Erdogan, Sumeyye, è fra i dirigenti di KADEM. Anche lei si interroga su come determinare il fatto che la minore al tempo dello stupro fosse consenziente o meno.

Anche Ayse Baykal, giornalista curatrice di una rubrica sul Turkish Daily Hurriyet, testimonia che anche le donne dell’AKP si stanno opponendo per la prima volta al governo riguardo la nuova mozione di legge.

L’hashtag #Tecavuzmesrulastirilamaz (che significa “lo stupro non si può legittimare”) da venerdì è fra i primi trend su Twitter. Solo martedì prossimo sapremo se la Turchia accetterà la proposta della maggioranza, depenalizzando gli stupri sui minori.

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