Si è conclusa il 21 settembre la seconda stagione di Mr. Robot, rivelazione televisiva degli ultimi due anni. La serie tv è stata subito elogiata per la regia citazionistica, attenta ad ogni dettaglio, e per una sceneggiatura che non nasconde l’obbligo culturale nei confronti di autori come Chuck Palahniuk e Hunter S. Thompson.

Se non volete spoiler del finale di stagione andate a leggere qualcos’altro su The Submarine.

Nell’ultima puntata, eps2.9_pyth0n-pt2.p7z, al protagonista (e con lui allo spettatore) viene finalmente rivelato il piano architettato dalla sua doppia personalità Mr. Robot e dal socio Tyrell Wellick. Per ripristinare il database andato perso nell’attacco informatico, la E-Corp ha deciso infatti di stampare tutti i dati e raccoglierli in unico edificio altamente protetto — si da il caso che Eliot, Tyrell e il Dark Army abbiano già trovato un modo per far saltare in aria l’intero archivio.

Ovviamente ci toccherà aspettare fino al prossimo anno per sapere che fine faranno i dati dei clienti della E-Corp e con loro il destino dei protagonisti. Su una cosa però il finale ci illumina: in caso di eventi catastrofici — umani o naturali — che mettessero in serio pericolo l’esistenza dell’internet, la salvezza delle nostre vite online (dati, documenti, informazioni, ecc…) potrebbe risiedere nella stampa cartacea.

Sam Esmail, il creatore di Mr. Robot, ha dimostrato una perspicacia nello sfruttare gli eventi del recente passato come spunti narrativi, dalla già citata Enron alle attività di Occupy Wall Street. Tutta la serie è in realtà un grande what if sulla condizione della società moderna, non deve stupire dunque che l’ideatore della serie si sia spinto a ipotizzare quello che potrebbe essere il suo futuro prossimo. 

E a nostra insaputa, il futuro immaginato da Esmail potrebbe essere già in atto.

Nel suo ultimo documentario Lo and Behold, Werner Herzog intervista esperti e luminari del settore informatico per scoprire segreti e caratteristiche del World Wide Web. Jonathan Zittrain, studioso alla Harvard Law School, racconta al regista di un progetto di nicchia chiamato Wikipedia Emergency Project, progetto che prevede la stampa delle pagine dell’enciclopedia online in caso di grandi disastri naturali.

Screenshot dal film Lo and Behold di Werner Herzog.

C’è chi invece nella stampa di Wikipedia ha intravisto il lato artistico. È il caso del Wikipedia Print, progetto d’arte di Michael Mandiberg che consiste nella pubblicazione di 7,473 volumi contenenti una parte di Wikipedia inglese, l’intento è quello di rispondere alla domanda “How big is it?” (Quanto è grande? n.d.r). Conclusa l’impresa i file sono stati caricati per la pubblicazione sul sito di editoria Lulu.com.

Se domani la maschera da Rich Uncle Pennybags apparirà nel vostro televisore parlandovi di complotti globali e rivoluzione sociale, non sorprendetevi troppo, Mr. Robot si è avverato. A quel punto iniziate a stampare Wikipedia, non si sa mai.

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