Si fanno chiamare Niger Delta Avengers e il loro obiettivo è chiaro: paralizzare l’economia nigeriana. Come? Attaccando gli oleodotti e gli impianti delle grandi multinazionali del petrolio.

Mercoledì 1 giugno il gruppo ha fatto esplodere due pozzi di petrolio della Chevron, una settimana dopo aver danneggiato le linee elettriche di alcune strutture della compagnia.

Venerdì 3 giugno, nelle prime ore del mattino, gli Avengers hanno distrutto un oleodotto di proprietà Eni e innescato una serie di esplosioni ai danni di un oleodotto della Shell, che così è stata costretta a chiudere un terminale da 250.000 barili al giorno.

Questi attacchi servono perfettamente quella che è la loro promessa, ossia di azzerare la produzione di petrolio di tutte le compagnie che operano in Nigeria. Finora non si trovano fonti attendibili riguardo eventuali vittime umane, ma in un recente tweet il gruppo ha negato di essere responsabile della morte di alcuni militari dell’esercito nigeriano.

Il più popoloso stato africano si trova già in una situazione di crisi economica e questi attacchi non fanno che esacerbare la situazione, dal momento che il prodotto interno lordo dipende quasi interamente dall’esportazione di petrolio e i numerosi sabotaggi hanno ridotto la produzione petrolifera della Nigeria al minimo da 20 anni, oltre ad aver contribuito negli ultimi giorni a spingere in rialzo i prezzi del greggio.

La Nigeria non è affatto nuova a questo tipo di attacchi: i conflitti nella zona del delta del Niger vanno avanti dagli anni Novanta, per mano di  gruppi come il Movimento per l’Emancipazione del Delta del Niger (MEND), che gli Avengers oggi considerano obsoleto e corrotto.

I gruppi cambiano, ma vogliono sempre le stesse cose.

Vogliono che la zona del Delta riceva più benefici dall’estrazione del petrolio, tramite una ripartizione più equa dei profitti, da destinare alla costruzione di scuole, ospedali, strade e impianti di purificazione dell’acqua.

La regione del Delta è devastata e impoverita dopo oltre quarant’anni di intense attività estrattive e abusi, per i quali sia le compagnie petrolifere che lavorano nel Paese sia lo stesso governo sono responsabili. Tale responsabilità è stata confermata dalla sentenza della Corte di Giustizia della Comunità economica degli stati dell’Africa occidentale (Ecowas) nel dicembre 2012.

“Secondo la Corte, il diritto al cibo e alla vita sociale degli abitanti del delta del Niger è stato violato a causa della distruzione dell’ambiente e quindi della distruzione della loro possibilità a guadagnarsi da vivere e a godere di uno standard di vita sano e adeguato. La Corte ha inoltre dichiarato che sia il Governo della Nigeria sia le aziende petrolifere hanno violato i diritti umani e culturali degli abitanti della regione.”

Anche voci autorevoli della comunità internazionale come Maria Rita D’Orsogna, docente dell’Università Statale della California, ritengono la situazione la conseguenza di decenni di soprusi e sfruttamenti: “Ovviamente la violenza è sempre da condannare, ma è questo il risultato di cinquant’anni di sfruttamento irresponsabile da parte di Chevron, Agip e Shell in Nigeria. A un certo punto scoppia.”

Le autorità nigeriane stanno cercando di correre ai ripari per non aprire una seconda zona calda militare anche nel Sud del Paese, visto che nel Nord è accesissimo lo scontro con Boko Haram. A questo proposito, il 7 giugno il ministro del petrolio nigeriano Emmanuel Ibe Kachikwu ha annunciato l’avvio di trattative con i Niger Delta Avengers, smentite però dal gruppo tramite il loro account Twitter:

Data la risposta secca del gruppo, la situazione nel delta del Niger continuerà ad essere esplosiva.


Note
Le compagnie petrolifere attive in Nigeria sono: Nigerian National Petroleum Company, Shell Petroleum Development Company, ELF Petroleum Nigeria ltd, AGIP Nigeria PLC, Chevron Oil Nigeria PLC, Total Nigeria PLC ed Exxon Mobil.

No more articles

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi