Chi protesta per le riaperture negli Stati Uniti? Neo-nazisti e scettici dei vaccini

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in copertina, foto di Dennis Kosuth, via Twitter

Queste proteste sono particolarmente pericolose, perché rischiano di normalizzare l’idea di non vaccinarsi anche per il virus del Covid-19, se e quando un vaccino sarà pronto

California. Migliaia di persone sono tornate a protestare in manifestazioni pro–coronavirus contro le misure di lockdown a Sacramento, San Francisco, San Diego e in molte città più piccole della costa, tra cui Huntington Beach, dove è stata ordinata la chiusura delle spiagge. Le manifestazioni continuano a rappresentare una netta minoranza, seppur rumorosa, della popolazione. Ma il problema da gestire è più grave: molte amministrazioni locali stanno emettendo ordinanze in senso contrario a quelle del governatore Newsom, permettendo riaperture già da domani — compresi ristoranti e palestre. Sottovalutare queste manifestazioni, e la loro influenza politica, è pericoloso: il Tea Party di 10 anni fa è nato esattamente così.

A Sacramento la polizia alla fine ha arrestato 32 persone, che sono poi state rilasciate. Tra loro c’erano anche due delle organizzatrici della protesta, parte della Freedom Angels Foundation, un noto gruppo contro i vaccini. Non si tratta di un caso isolato: molti attivisti contro i vaccini hanno trovato una piattaforma nelle proteste contro il lockdown anche a New York, in Colorado e in Texas. Il movimento contro la vaccinazione è molto forte in California, dopo l’approvazione da parte dello stato di una legge più rigida sull’obbligatorietà dei vaccini in seguito ad un’epidemia di morbillo a Disneyland.

Un breve a parte sul movimento contro i vaccini negli Stati Uniti: come in Italia, anche negli Stati Uniti la teoria del complotto sulla poca sicurezza dei vaccini è stata promossa nella politica mainstream. Oggi, il fondatore del ReopenAmerica Project, che chiede la riapertura totale negli Stati Uniti, è un consulente che ha lavorato con i repubblicani in diversi stati nella loro opposizione alle leggi sull’obbligo vaccinale. L’idea che i vaccini facciano male alla salute dei bambini non è considerata una stramberia da una parte sostanziale della popolazione, anzi — la maggioranza dei genitori la pensa così. Queste proteste sono molto pericolose, perché rischiano di normalizzare l’idea di non vaccinarsi anche per il virus del Covid–19, mettendo a rischio la riuscita della campagna di vaccinazioni — che sarà già un enorme sforzo per tutti i paesi del mondo.

A Chicago, invece, alla manifestazione “Re–Open Illinois” dell’altro ieri molti manifestanti si sono presentati con cartelli che facevano riferimento al nazismo — sicuramente non perché il governatore dello stato J.B. Pritzker è di origini ebraiche. Tra i cartelli, è diventato virale quello di una donna che aveva scritto “Arbeit macht frei, JB.” La cosa incredibile, ovviamente, è che il testo, “il lavoro rende liberi,” andrebbe letto in questo caso in senso positivo. Il cartello è stato condannato dal Memoriale di Auschwitz, che svolge su internet un importante lavoro di controllo sulle infiltrazioni neonaziste nella destra contemporanea.

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