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L’emergenza incendi in Australia è ancora lontana da una soluzione

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in copertina, foto via Twitter

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Vi ricordate l’intervento dell’esercito per contrastare l’espansione degli incendi annunciato da Morrison? L’avete scoperto praticamente a tempo al commissario dell’agenzia dei vigili del fuoco del Nuovo Galles del Sud, Shane Fitzsimmons, che ha attaccato il Primo ministro dichiarando di aver scoperto del dispiego delle truppe “dai giornali.” (the Sydney Morning Herald)

Per celebrare l’inefficacia della propria amministrazione — immaginiamo — Scott Morrison ha pubblicato su Twitter un video che elenca le misure con cui il governo sta affrontando la crisi, in cui una musichetta allegra accompagna un montaggio progressivamente più drammatico. (Twitter)

Nel Victoria è rientrato lo stato d’emergenza per diversi incendi, ma la situazione è lontana dalla risoluzione, e resta molto pericolosa. La crisi potrebbe tornare ad aggravarsi nel corso della settimana prossima, giovedì e venerdì prossimo in particolare, a causa di un nuovo aumento delle temperature. (the Age)

Il New Matilda ha lanciato una campagna di crowdfunding per “rimandare Morrison in vacanza alle Hawaii” — in caso il Primo ministro rifiuti, i proventi andranno ad un’organizzazione no-profit che si occupa di assistere gli animali il cui habitat naturale è stato distrutto dagli incendi. (Facebook)

In questo momento sui Southern Highlands del Nuovo Galles del Sud sta piovendo. Secondo i vigili del fuoco le piogge non saranno sufficienti a spegnere gli incendi più grandi, ma dovrebbero riuscire a impedire la formazione di nuovi piccoli incendi. (Twitter)

Il fuoco aveva assediato la regione nel corso della giornata di sabato, distruggendo diverse case. Le foto della giornalista del Guardian Jessica Hromas, dal liveblog della testata. (the Guardian)

(Per capire: si tratta di incendi talmente grossi che sono in grado di generare tempeste — come hanno spiegato i meteorologi del Victoria.) (Quartz / Twitter)

Leggi lo studio sul cambiamento climatico commissionato dall’opposizione al professor Ross Garnaut nel 2007, in cui si prevedeva esattamente che gli effetti del cambiamento climatico sulla stagione degli incendi del bush australiano sarebbero stati direttamente osservabili nel 2020. (Ross Garnaut, via r/australia)

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Mondo

Si allargano le proteste pacifiste negli Stati Uniti: si sono tenute in settanta città, organizzate da CODEPINK e Act Now to Stop War and End Racism. Secondo gli attivisti l’assassinio di Suleimani sostanzialmente costituisce l’inizio di una guerra con l’Iran. (NBC News)

Guarda gli attivisti di Los Angeles che urlano in coro “Hey, hey Donald J. How many kids did you kill today,” e quelli che assediano l’hotel di Trump a Washington. (Twitter)

Decine di migliaia di persone stanno partecipando invece al funerale di Suleimani. La processione è iniziata questa mattina a Ahvaz, dopo che il suo corpo è stato riportato in Iran. Migliaia di persone hanno partecipato anche al corteo funebre che si è tenuto ieri a Baghdad. (Al Jazeera / BBC News)

Superato lo shock iniziale, è sempre più sospetta la mancanza di prove fornite dall’amministrazione Trump per giustificare l’attacco. Si è parlato di attacchi “imminenti” che Suleimani stava progettando. Ma si tratta di una giustificazione molto fragile, e implicitamente lo ammette anche il capo degli Stati maggiori riuniti Mark Milley, che sottolinea che, essendo questi presupposti attacchi già organizzati, potrebbero avvenire comunque, anche dopo la morte di Suleimani. (E, ovviamente, se non ci dovessero essere attacchi contro gli Stati Uniti nelle prossime settimane, non si tratterebbe della dimostrazione dell’efficacia dell’operazione, perché senza prove specifiche, non possiamo sapere se questi attentati erano stati pianificati davvero.) (CNN)

Vi ricordate quando Trump dichiarava che aveva ordinato l’assassinio di Suleimani “per fermare una guerra, non per iniziarne una”? Era l’altroieri. Ieri il presidente degli Stati Uniti invece era già completamente fuori controllo su Twitter, scrivendo che gli Stati Uniti avevano pronti 52 obiettivi in Iran — uno per ogni ostaggio degli eventi all’ambasciata statunitense di Teheran tra il 1979 e il 1981 — tra cui “diversi di alto livello e importanti per l’Iran e la cultura iraniana,” e che sarebbero stati colpiti “molto in fretta e molto forte.”

All’una di notte di Washington Trump twittava vantandosi degli acquisti di nuovi materiali militari — per due trilioni di dollari — e si diceva pronto ad usarli contro l’Iran “senza esitazioni.”

La situazione in Libia continua a essere instabile. Un attacco aereo — in questo momento non rivendicato da nessuna forza pro–Haftar — ha colpito una scuola militare a Tripoli, uccidendo 28 cadetti e ferendone diverse dozzine. Lo scontro tra il governo di accordo nazionale e le milizie di Haftar ha ucciso finora 280 civili e più di 2000 militari, e ha causato 146 mila sfollati. (Al–Araby Al–Jadeed)

Poche ore prima il parlamento libico si era espresso all’unanimità contro l’accordo di cooperazione con la Turchia. Il parlamento ha votato anche per tagliare qualsiasi rapporto con la Turchia, e per denunciare al–Serraj di “alto tradimento,” perché ha chiesto l’aiuto di un paese estero. Non è chiaro se l’amministrazione deciderà di rispettare il voto del parlamento, però. (Al Jazeera)

Il gruppo islamista Al–Shabab ha attaccato una base militare nella contea di Lamu, dove sono presenti militari statunitensi e keniani. Mentre scriviamo i combattimenti sono ancora in corso, anche se almeno quattro dei miliziani che hanno attaccato la base sono già stati uccisi. (Arab News)

Il caso degli accoltellamenti a Villejuif è stato passato alle autorità anti–terrorismo. La polizia ha trovato una borsa dell’autore dell’attacco che conteneva letteratura salafita. L’aggressore aveva interrotto lo scorso giugno il trattamento per problemi psichiatrici che gli erano stati diagnosticati durante l’infanzia. (France 24)

Italia

Avvenire ha ottenuto un video che testimonia le torture che avvengono abitualmente a Bani Walid, un centro di detenzione “informale” controllato dalle milizie libiche. Nel video — mandato ai familiari della vittima per costringerli a trovare i soldi per il riscatto — si vede una donna eritrea appesa a testa in giù e ripetutamente bastonata. A causa delle torture, a Bani Walid in due mesi sono morte almeno 6 persone. (Avvenire)

A Lutago, frazione del comune di Valle Aurina in Alto Adige, un’auto ha investito nella notte a grande velocità un gruppo di persone che si trovava sul bordo della strada: il bilancio è di 6 morti e 11 feriti, tutti turisti tedeschi. L’automobilista sarebbe un 28enne del posto, trovato con un tasso alcolemico elevato. (Corriere della Sera)

33 migranti, tra cui due bambini di 5 e 9 anni, sono sbarcati nella notte a San Cataldo, nel leccese. Si tratta di profughi curdi provenienti da Iran e Iraq, partiti dall’Albania al termine di un viaggio durato una settimana. Quando sono stati trovati dai soccorritori, dieci di loro erano in serio stato di ipotermia. (Lecce Prima)

Di Maio e Zingaretti si sono incontrati a sorpresa a Palazzo Chigi, per “definire i prossimi obiettivi di governo.” Una nota congiunta dei due staff ha parlato di “clima molto positivo e costruttivo.” La strategia comune di Pd e M5S potrebbe essere quella di anestetizzare la Lega elaborando una legge elettorale proporzionale con una soglia di sbarramento alta. Ma il vertice tra i due leader sancisce anche la fine del canale privilegiato tra Zingaretti e Conte — escluso dalla trattativa. (la Repubblica / Linkiesta)

C’è polemica per le affermazioni della ministra per l’Innovazione Paola Pisano, che ha parlato di “un’unica identità digitale” fornita dallo stato per accedere non solo ai servizi digitali della Pubblica amministrazione, ma anche a “i nostri conti in banca, per esempio andare al cinema, per esempio prenotare un auto.” Pisano ha poi specificato che non si riferiva a una nuova “password di stato,” ma all’identità digitale SPID già in uso. (ANSA)

Ops, Giambattista Borgonzoni, padre della candidata leghista alle regionali in Emilia, ma sostenitore del Pd, ha pubblicato una foto su Facebook insieme al portavoce delle “Sardine” Mattia Santori. (Adnkronos)

A proposito, che fine hanno fatto le Sardine? Finita la pausa natalizia, è ricominciato il calendario delle manifestazioni: ieri circa 4 mila persone sono scese in piazza a Faenza (dove oggi parlerà Salvini), mentre il 6 gennaio ci sarà una mobilitazione a Riace, al fianco di Mimmo Lucano. (Ravenna Today / Fanpage)

(A proposito di quest’ultima manifestazione, Salvini ha scritto su Twitter che “sono sempre i soliti, quelli che vorrebbero colonizzare la Calabria portando mezza Africa in Italia,” agitando davanti ai propri sostenitori le solite paranoie naziste della sostituzione etnica.)

L’appuntamento più importante, però, sarà quello del 19 gennaio, a una settimana dalle elezioni, quando si terrà un grande concerto in Piazza VIII Agosto a Bologna. (Evento Facebook)

Milano

In mancanza di piogge e vento, l’aria di Milano è ancora irrespirabile e lo sarà probabilmente per tutta la prossima settimana. Sono stati registrati picchi allarmanti in alcune zone della città, tra i 150 e i 180 microgrammi di Pm10 per metro cubo (il limite è 50). In questa situazione di emergenza, la Lega ha pensato bene di organizzare un sit-in di protesta contro le zone a traffico limitato di Area B e Area C. (Milano Today)

Cult

Per dimostrare attenzione all’emergenza climatica, l’Associazione della stampa straniera di Hollywood, che organizza i Golden Globes, offrirà agli ospiti del gala di stasera un menu interamente vegetariano. (Consequence of Sound)

Il Colorado Ultraviolet Transit Experiment è un progetto finanziato dalla Nasa per costruire e lanciare in orbita un satellite che, attraverso la spettroscopia, analizzi la composizione dell’atmosfera degli esopianeti. Tutto serissimo, ma l’acronimo del progetto è CUTE, e quindi il logo non poteva che essere così:

Via Twitter

I Rage Against the Machine, freschi di reunion, saranno gli headliner del primo weekend del Coachella — nonostante il proprietario del festival sia notoriamente un finanziatore milionario del partito repubblicano statunitense.

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