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Quanti pezzi può ancora perdere il Movimento 5 Stelle?

Verso l’estrema destra con Paragone, verso il centro con Fioramonti: l’esplosione al rallentatore del Movimento 5 Stelle continua, mentre nessuno — certamente non Di Maio — riesce a trovare una collocazione e una linea per il partito.
Verso l’estrema destra con Paragone, verso il centro con Fioramonti: l’esplosione al rallentatore del Movimento 5 Stelle continua, mentre nessuno — certamente non Di Maio — riesce a trovare una collocazione e una linea per il partito.

Benvenut* a TRAPPIST, il podcast senza termini di Paragone.

La rottura al rallentatore tra Gianluigi Paragone e il Movimento 5 Stelle si è (quasi) consumata: i probiviri hanno sancito l’espulsione dal partito, ma l’ex direttore della Padania ha dichiarato che “dovranno portarlo via con la forza” — eppure sembra non avere più nessuna stima del M5S che chiama “il Nulla.” In (quasi) contemporanea procede la rottura con l’ex ministro dell’Istruzione Fioramonti, che si è unito al Gruppo Misto, in attesa di lanciare la propria avventura politica, “Eco” — sia per ecologia che per economia che per il lol. Tra l’altro: siamo davvero sicuri che ci sia spazio, in Italia, per un nuovo partito ambientalista?

La crisi del Movimento 5 Stelle, però, se possibile è ancora più profonda, con spaccature anche all’interno del fronte populista, tra Di Maio e Di Battista, e enormi difficoltà di progetto — come la questione della quasi–nazionalizzazione di Autostrade, che si trascina da un anno e mezzo, e difficilmente può andare da qualche parte.

Show notes

In questa puntata sono con voi: Sebastian Bendinelli @sebendinelli e Alessandro Massone @amassone

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in copertina, foto via Facebook, rielaborazione the Submarine

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