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L’abbandono scolastico di Fioramonti

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la scrivania di Lorenzo Fioramonti, in una foto postata dal ministro quando ha annunciato le dimissioni, un caso esemplare di cornici girate dal lato sbagliato della scrivania. (via Facebook)

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Il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti si è dimesso dalla propria carica in polemica con le scarse risorse stanziate dal governo per l’università, la scuola e la ricerca. Fioramonti, finora pentastellato, andrà probabilmente a creare un gruppo autonomo alla Camera, con qualche altro esule del proprio vecchio partito. (la Repubblica)

Per quanto la mossa sia un esempio di coerenza — il ministro aveva dichiarato ancora prima del giuramento che si sarebbe dimesso se non avesse trovato almeno tre miliardi di euro per il suo settore nella manovra — risulta comunque politicamente bizzarra, visto che probabilmente andrà a sostenere il governo in ogni caso. Quello che è certo è che i dissapori con il M5S partono da lontano. (Il Manifesto)

In questi mesi Fioramonti è stato a dir poco iperattivo, forse la personalità più discussa di questo governo Conte 2. Dalle tasse su merendine e bibite gasate, alle “assenze giustificate” per gli scioperi per il clima, passando per l’annuncio di voler portare la guru indiana Vandana Shiva nel Consiglio scientifico per lo sviluppo sostenibile, le mosse di Fioramonti sono state un microcosmo del grillismo più classico. Secondo un retroscena di Susanna Turco la settimana scorsa avrebbe cercato di organizzarsi da solo una “ola di solidarietà” da parte del proprio partito, che gli chiedesse di non dare le dimissioni. La ola non c’è stata. (l’Espresso)

Le minacce di dimissioni del ministro non si erano per altro affatto fermate dopo la formazione del governo. Fioramonti era tornato a mettere il punto sui “tre miliardi” lo scorso 5 novembre, in un’intervista a Repubblica: “Questo governo con questa Finanziaria deve fare tante cose e io apprezzo lo sforzo: non far aumentare l’Iva, ridurre il cuneo fiscale, intervenire sulla sanità. Ma quella che io propongo è una questione centrale: ricerca, università, scuola. E il dibattito fin qui è stato insufficiente.” (la Repubblica, 5/09/2019, dietro paywall)

Ma com’è la situazione di scuola, università e ricerca nella manovra? Se è vero che ci sono nuove risorse, non si può negare che si tratti di investimenti comunque timidi in un settore che in Italia avrebbe bisogno di un ingente flusso di risorse. Tra le disposizioni ci sono più risorse destinate alla formazione dei docenti con l’obiettivo potenziare la qualificazione in materia di inclusione scolastica e un incremento di 31 milioni di euro al Fondo integrativo statale per la concessione di borse di studio. Tutte le novità, elencate da Nicoletta Cottone. (il Sole 24Ore)

Cosa significa questo per il governo? Conte vorrebbe cercare di tappare la falla il prima possibile facendo in modo che nessuno se ne accorga, tra pranzi e cene di Natale, ma il pressing interno, in particolare di Italia Viva, è logorante. Un possibile candidato potrebbe essere il parlamentare M5S Nicola Morra, presidente della commissione antimafia. (Huffington Post)

L’eventualità della formazione di un gruppo ex–M5S “responsabili,” una sorta di “partito di Conte” di cui si parla da tempo, metterebbe in mostra un’altra volta la fragilità del partito della Casaleggio, agitato dalla perdita clamorosa di consensi dopo il governo con la Lega. Conte sperava che l’esperienza meno nevrotica di questa seconda esperienza governativa riuscisse a far dimenticare i dissapori, ma finora questa concordia proprio non si vista, nemmeno all’interno dei due partiti di maggioranza. (Corriere della Sera)

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Mondo

Un aereo con cento persone a bordo si è schiantato poco fuori Almaty, in Kazakistan. L’aereo ha perso quota e si è scontrato prima con una barriera di cemento, per poi schiantarsi contro una palazzina di due piani. Al momento i media riportano 12 vittime. La causa dell’incidente è ancora sconosciuta. (CNN)

Il numero delle vittime del tifone Phanfone, che ha colpito le Filippine il 25 dicembre, è salito a 28, con ancora 12 persone disperse. Si tratta del settimo tifone a colpire le Filippine nel corso di quest’anno. Per la tempesta sono state fatte evacuare più di 58 mila persone. (BBC News)

Negli ultimi due giorni sono stati soccorsi circa 300 migranti lungo le coste della Spagna. Il 25 dicembre sono stati soccorsi lungo le coste di Spagna e Marocco circa 200 migranti, ieri altri 100, vicino alla Costa Blanca. (Al Jazeera)

Il presidente iracheno Barham Salih ha dichiarato che è pronto a dimettersi piuttosto che nominare Asaad al-Eidani, il governatore di Basra nominato Primo ministro dal blocco al–Binaa, vicino all’Iran. Salih ha spiegato la propria decisione — offre di dimettersi perché la costituzione non permette al presidente di rifiutare le nomine a Primo ministro — per evitare ulteriori proteste. Uno degli argomenti principali della contestazione in Iraq è la denuncia dell’ingerenza iraniana nella politica del paese. (Middle East Eye)

Sono state uccise almeno 30 persone in scontri tra milizie e commercianti nel distretto di Bangui, nella Repubblica Centrafricana. I commercianti stavano protestando contro le tasse imposte dai gruppi di miliziani. È stato appiccato il fuoco a più di 40 negozi del mercato, e le fiamme si sono estese poi e hanno ingoiato quattro o cinque case, secondo i testimoni. I vigili del fuoco volontari sono riusciti a controllare due incendi nel mercato, ma non sono riusciti a raggiungere le abitazioni in tempo, bloccati dalle sparatorie. (France 24)

Netanyahu ha vinto le primarie del Likud, mettendo al sicuro la propria leadership, incontrastata dal 2005. In realtà, secondo il risultato del voto — Netanyahu ha ottenuto il 72,5% dei consensi, Saar 27,5% — il Primo ministro israeliano non era in particolare difficoltà nemmeno questa volta, ma le sue difficoltà giudiziarie lasciavano aperta la possibilità di un ribaltone interno. Sarà di nuovo lui a guidare il partito alle elezioni del prossimo 2 marzo 2020, malgrado sia veramente difficile immaginare che questa volta, alla terza elezione consecutiva, il Primo ministro riesca a formare una maggioranza. (the Daily Beast)

Erdogan ha annunciato che la Turchia potrebbe inviare truppe in Libia già il mese prossimo. L’intervento sarà votato in parlamento e dovrebbe passare l’8 o il 9 gennaio. L’accordo tra il Governo di accordo nazionale e la Turchia prevede che sia necessaria la richiesta esplicita di al–Sarraj per l’intervento militare turco — richiesta che ancora non è stata ufficializzata, ma il ministro dell’Interno Fathi Bashagha in una dichiarazione di ieri ha fatto intendere si tratta di una cosa imminente. L’intervento turco rischia di aggravare ulteriormente la “guerra per procura” in Libia. (DW)

Continua a consolidarsi il consenso attorno a Bernie Sanders come vero contendente alla candidatura democratica. Dopo una fase in cui il senatore del Vermont sembrava essere stato oscurato da Warren, ora Sanders è tornato al secondo posto nei sondaggi nazionali, e, dovesse arrivare primo in Iowa, New Hampshire e Nevada, potrebbe trovarsi sulla strada per la nomination. (POLITICO)

Relatable: Donald Trump ha passato la pausa natalizia praticamente sempre su Twitter, dando sfogo alle proprie preoccupazioni per l’impeachment, attaccando Nancy Pelosi e poi il governatore californiano Newsom per l’emergenza delle persone senza dimora nello stato. Il giorno dopo, si è divertito con un piccolo scandalo montato su Twitter per la rimozione del suo cameo in Mamma, ho riperso l’aereo da una trasmissione natalizia del film sulla tv canadese. (Newsweek / Deadline)

Crisi climatica

Il ministero dell’Ambiente australiano ha rilasciato dati sconfortanti: gli incendi del bush in Nuovo Galles del Sud hanno ucciso circa il 30% dei koala dello stato — più di 8000 animali. (the Guardian)

Italia

Il Secolo d’Italia, in un editoriale a firma del direttore Francesco Storace (…) ha raffigurato il cronista di Repubblica, Paolo Berizzi,
imbavagliato e prigioniero delle BR
. Berizzi si occupa spesso di neofascismo ed estrema destra, con cui come dimostra l’editoriale di Storace l’Italia non ha proprio nessun problema al momento. (La Repubblica)

Non c’è così nessun problema che ieri è stata imbrattata con una svastica, a Roma, una lapide dedicata alla partigiana Tina Costa. (Repubblica Roma)

Il 31 dicembre scadono ben 73 contratti collettivi nazionali del lavoro. In particolare andranno trattati nuovamente quelli per settori come la logistica e le consegne, una professione che negli ultimi anni sta subendo modifiche drammatiche. (AGI)

Oltre a questo il governo avrà molto da fare sul fronte lavoro, in particolare al MISE: il 2019 lascia in eredità 159 vertenze aperte, di aziende che rischiano la chiusura e un bagno di sangue occupazionale per i dipendenti, come per il caso Alitalia. (Today)

Milano

Qualche novità sulla questione esuberi Auchan: Esselunga ha annunciato l’intenzione di acquistare sei punti vendita del fuggitivo colosso francese. La situazione, però, è lontano dall’essere del tutto risolta, con ancora quasi 3000 posti di lavoro a rischio. (Milano Today)

Cult

L’esperienza drammatica della Prima Guerra Mondiale ha pesato in modo drammatico sulla vita personale di coloro che l’hanno combattuta, tra cui J.R.R. Tolkien e la sua opera, il Signore degli anelli, che “parla di morte” e iniziò a concepire in un ospedale da campo a Birmingham. (il manifesto)

Gif via Tumblr

Il governo francese ha bloccato l’esportazione del “Cristo deriso,” l’ormai famosa opera di Cimabue rimasta appesa per decenni in una cucina di Compiegne. Degli anonimi collezionisti americani erano disposti a sborsare 24 milioni di dollari, ma la tavoletta è stata dichiarata tesoro nazionale. (ANSA)

Spazio

Sta succedendo qualcosa a Betelgeuse, la supergigante rossa della costellazione di Orione: da tre mesi a questa parte sta brillando sempre meno intensamente, e, anche se si tratta di una stella semiregolare — la cui brillantezza varia naturalmente — questo calo sembra essere particolarmente drastico, facendo sospettare agli scienziati che presto potremmo assistere alla sua esplosione in supernova. (National Geographic)

Cucina

In Australia e Nuova Zelanda è in corso il ritiro di tantissime bottiglie di una nota marca di salsa sriracha perché quando le si apre fanno schizzare salsa da tutte le parti. (the Guardian)

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Gif di Johnny Slicks

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