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Prolungare la COP25 non è servito a niente

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in copertina, foto via Twitter

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Vi ricordate i proclami ambiziosi dell’inizio della COP25? Alla fine quest’anno non si è riusciti a fare nemmeno quelli. Il summit si è concluso domenica dopo pranzo, due giorni dopo la conclusione prevista di venerdì, attivando la “regola 16” dei procedimenti climatici delle Nazioni Unite, e rimandando le decisioni in molte aree all’anno prossimo. (Carbon Brief)

L’Unione europea, insieme ai piccoli Stati insulari, aveva spinto per misure più ambiziose — ma le loro proposte si sono scontrate con l’ostruzionismo di Stati Uniti, Brasile, India e Cina, tra gli altri. Alla fine, è stato firmato un accordo praticamente vuoto, in cui i paesi si ripromettono di arrivare con nuovi piani per tagliare le emissioni in tempo per la conferenza di Glasgow, l’anno prossimo. (BBC News)

Non è stato raggiunto, insomma, nemmeno il risultato — considerato già un grosso compromesso ideologico dagli attivisti — di regolamentare un “mercato delle emissioni,” un meccanismo che permette ai grandi emissori di “impattare” i propri eccessi su scala globale. (the Guardian)

Estendere la conferenza, insomma, non è servito a quasi niente. Servirà a qualcosa far passare un anno? È difficile vedere i presupposti per un cambiamento quando le differenze sono così drastiche. Al termine della conferenza, Bolsonaro ha bollato la COP25 come un “gioco commerciale,” e ha attaccato di nuovo frontalmente l’Ue: “Vorrei sapere, c’è stata una risoluzione per riforestare l’Europa, o continueranno solo ad annoiare il Brasile?” (France 24)

Il governo brasiliano ha passato il resto della giornata a trollare le conferenza: poche ore dopo il ministro dell’Ambiente Salles ha pubblicato su Twitter la foto di un grosso piatto di carne, commentando: “Per compensare le nostre emissioni alla COP, un pranzo vegetariano!” (Twitter)

David King, il rappresentante del governo britannico per gli accordi di Parigi del 2015, è stato particolarmente franco: “Temo che finché avremo Trump negli Stati Uniti e Bolsonaro in Brasile sarà incredibilmente difficile riuscire a ottenere consenso tra tutti i paesi.” (BBC News)

Gif di ADHD

António Guterres si è detto “deluso” dal risultato. “La Comunità internazionale ha perso un’opportunità importante per mostrare maggiore ambizione nell’affrontare la crisi climatica.” Ma il Segretario generale deve essere contrattualmente obbligato all’ottikismo, e ha aggiunto che “non dobbiamo rassegnarci, e io non mi rassegnerò. Sono ancora più determinato per far sì che il 2020 sia l’anno in cui tutti i paesi si impegneranno a fare quello che la scienza ci dice sia necessario.” (UNFCCC)

Nel suo discorso inaugurale, vecchio ormai di ben tredici giorni, Guterres concludeva tuonando: “Dimostriamo di avere la forza politica di fare quello che il mondo ci chiede: qualsiasi compromesso sarebbe un tradimento dell’intera famiglia umana e di tutte le generazioni future.” Quindi se diciamo che con il non–risultato di ieri i leader del mondo hanno “tradito l’intera famiglia umana e tutte le generazioni future” stiamo solo citando il Segretario generale.

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Mondo

La polizia indiana ha caricato gli studenti dell’università Jamia Millia Islamia, a Jamia Nagar, in Nuova Delhi. Gli studenti stavano protestando contro la riforma della legge sulla cittadinanza, che offre un percorso per la cittadinanza ai migranti da paesi confinanti — a patto che non siano musulmani. Gli scontri si sono estesi anche all’interno del campus universitario: i militari hanno anche lanciato gas lacrimogeno. (Al Jazeera)

La repressione delle proteste in Libano è diventata più violenta nelle ultime ore, con ripetuti usi di proiettili di gomma. Il numero dei feriti, che vi avevamo dato a 43 ieri, è salito fino a 130. Oltre a sparare sulla folla, i militari hanno usato cannoni ad acqua, e gas lacrimogeno. Gli attivisti hanno accusato la polizia di aver inviato agenti in borghese perché infiltrassero le proteste, per giustificare gli scontri violenti. (Al–Araby Al–Jadeed)

In un’intervista a Fox News, l’ex direttore dell’FBI James Comey, licenziato da Trump, ha commentato il report del dipartimento di Giustizia sulle indagini dell’FBI, sottolineando che il documento conferma che non ci sia stata nessuna motivazione politica dietro le indagini, ma ammettendo che l’agenzia non ha rispettato i propri standard. Trump ha colto l’ammissione di colpa al balzo per fare quello che farebbe qualsiasi presidente di una democrazia del primo mondo: minacciare pubblicamente l’ex direttore di “anni in prigione,” pretendendo scuse personali. (POLITICO)

A proposito di democrazie del primo mondo in cui va tutto bene: nonostante la BBC fosse così schierata con i Tories da cancellare le risate del pubblico contro Johnson in un servizio televisivo, al Primo ministro non è bastato. Ancora furibondo per la copertura su Radio 4 della vicenda del bambino ammalato di polmonite costretto a dormire per terra in ospedale, Downing Street ha dichiarato che sta valutando di decriminalizzare il non–pagamento del canone BBC, mettendo in serio pericolo la sostenibilità della tv pubblica britannica. In campagna elettorale Johnson aveva ripetuto più di una volta di essere contrario al canone, perché “altri canali hanno trovato modo di andare avanti senza.” (the Guardian)

Mentre Carrie Lam continua la propria visita a Pechino, la polizia ha aggredito piccoli assembramenti di manifestanti che protestavano in diversi centri commerciali in tutta Hong Kong, usando spray al peperoncino e gas lacrimogeni in almeno due circostanze. Contemporaneamente, si è svolta una nuova manifestazione in supporto al governo, che però ha raccolto solo un migliaio di partecipanti. (Reuters)

Italia

C’è stata una nuova rivolta al Cpr di corso Brunelleschi a Torino: alcuni detenuti hanno bruciato materassi, distrutto televisori, divelto porte e inferriate, e sono saliti sul tetto dei container. La polizia è intervenuta “per riportare la calma,” ma risulta che l’area rossa del centro di detenzione sia stata quasi completamente distrutta. (TGCOM 24 / Facebook)

Il Cpr di Torino è tristemente noto per le condizioni disumane a cui sono costretti i migranti in attesa di deportazione: l’ultima protesta era avvenuta a fine novembre, dopo uno sciopero della fame naturalmente ignorato dalle autorità. (Melting Pot / Torino Today, 23/11)

Ciononostante, il governo prosegue con l’apertura dei nuovi Cpr — dovrebbero essere uno in ogni regione, come previsto da Minniti e confermato dai suoi successori Salvini e Lamorgese, in piena continuità. Da oggi sarà operativo quello di Gradisca, in Friuli, che a pieno regime potrà trattenere fino a 150 persone. L’unica preoccupazione del Pd locale? Che insieme al Cpr non rimanga operativo anche il centro d’accoglienza (CARA), per non imporre “un simile peso” alla popolazione. (Rai News / il Friuli)

Quello di Macomer, invece, avrebbe dovuto essere inaugurato tra due giorni, ma la Corte dei Conti ha chiesto un rinvio per via di un’irregolarità formale nell’appalto per la gestione. Per l’apertura del Cpr di Milano in via Corelli non c’è ancora una data ufficiale. (l’Unione Sarda)

Di Maio ha presentato ieri ufficialmente la sua nuova segreteria politica il Team del Futuro, ovvero il gruppo di “facilitatori” scelti per riorganizzare il partito: si tratta di 6 persone che affiancheranno direttamente il “capo politico” (i “facilitatori organizzativi”) a cui si aggiungono 12 referenti di altrettante “squadre tematiche.” Tra i volti più noti, ci sono Danilo Toninelli e Paola Taverna. Entro gennaio saranno scelti i “facilitatori regionali,” che sono la seconda fase della riorganizzazione, in vista degli “stati generali del movimento per progettare i prossimi vent’anni dell’Italia.” (il Fatto Quotidiano)

Gif via Gaby del Sur

La nuova organizzazione dovrebbe mitigare il malcontento interno sulla gestione verticistica del Movimento, ma di fatto la squadra è composta per la maggior parte da fedelissimi di Di Maio e Casaleggio. Se vuoi farti del male, puoi riguardare qui la diretta completa dell’evento (il Sole 24 Ore / YouTube)

Rientrate le divisioni interne alla maggioranza, il Cdm ha approvato in serata il decreto di salvataggio per la Banca Popolare di Bari, attraverso un finanziamento fino a un massimo di 900 milioni di euro alla Banca del Mezzogiorno – Mediocredito Centrale. (Adnkronos)

Com’è andata la prima assemblea nazionale delle Sardine? Dall’incontro è emersa la volontà di prestare attenzione alle periferie e alle località di provincia: “Uno degli obiettivi delle Sardine fino a fine gennaio sarà raggiungere il più possibile territori che, spesso perché in difficoltà, si sono rivelati più vulnerabili ai toni populisti.” Nessuna discussione, invece, su “temi politici specifici,” mentre l’abrogazione dei decreti sicurezza assume una nuova formulazione per far tutti contenti: “Rivedere il concetto di sicurezza, e per questo abrogare i decreti attualmente vigenti.” (Facebook)

I portavoce del movimento continuano a escludere la possibilità di costituire una lista civica da presentare alle elezioni, ma Mattia Santori, commentando i sondaggi sul consenso verso le Sardine, ha detto che l’obiettivo è conquistare più del 25% degli italiani. (Adnkronos)

Milano

Otto pullman dell’Azienda siciliana trasporti faranno la spola tra il Nord e la Sicilia per consentire agli universitari fuori sede di potere tornare a casa per le vacanze di Natale. Per le tariffe folli delle compagnie aeree moltissimi ragazzi rischiavano — e rischiano — di non poter trascorrere le feste con i propri cari. (il Giorno)

Problemi con le nocciole turche nella vita vera: la Toksoz ha deciso di trasferire tutti gli impiegati di Pernigotti a Milano, dallo stabilimento di Novi Ligure. L’azienda era già stata al centro di polemiche mesi fa, a causa di una politica aziendale quantomeno noncurante verso i propri dipendenti. (il Secolo XIX)

Cult

Sognate una carriera nel giornalismo ma non sapete dove cominciare? L’editore del quotidiano di questo piccolo paese di 1000 abitanti in Alaska sta cercando un nuovo proprietario a cui cederlo gratuitamente, per cercare di rilanciarlo. (the Guardian)

È il momento di parlare con serietà della settimana lavorativa di quattro giorni. (Inverse)

L’ascesa di Skywalker, l’ultimo film di Star Wars, al cinema il 18 dicembre, dovrebbe essere l’ultimo film della “saga” iniziata 42 anni fa — ma Kathleen Kennedy, la presidente di Lucasfilm, non nasconde che i nuovi personaggi di questa trilogia torneranno in futuri film del franchise. (Los Angeles Times)

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Gif di Hovermade

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