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Le sardine provano a decidere cosa fare da grandi

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Le “sardine” hanno raggiunto il proprio obiettivo: Piazza San Giovanni ieri era pienissima, con almeno 100 mila persone. Dal palco è intervenuta la presidente dell’Anpi Carla Nespoli: “Le partigiane e i partigiani sono con voi. La costituzione italiana non è afascista. È antifascista.” (la Repubblica Roma)

Come sempre, nessuna bandiera politica, ma “Bella Ciao” cantata a ripetizione insieme all’Inno di Mameli e cartelli a forma di pesce ovunque. Guarda un po’ di foto della manifestazione e la diretta di tutto l’evento realizzata da Repubblica. (il Post / YouTube)

Sono intervenuti anche Pietro Bartolo, ex medico di Lampedusa e ora eurodeputato del Pd — “Siamo i partigiani del 2020, dobbiamo resistere” — e Giorgia Linardi, portavoce della Ong Sea-Watch: “Le sardine sono la società civile che si riappropria delle proprie piazze. Noi non siamo altro che tutti e tutte voi in mare, a fare quello che tutti e tutte voi fareste, e cioè tendere una mano nei confronti di chi ha bisogno.” (Faro di Roma / YouTube)

Gli interventi di Bartolo e Linardi hanno impresso un orientamento più esplicitamente politico alla manifestazione, e infatti l’unico punto davvero politico dei sei programmatici annunciati da Mattia Santori dal palco è l’abolizione dei decreti sicurezza. Gli altri riguardano questioni di “metodo” e sono perfetti per una letterina di buone intenzioni a Babbo Natale:

  • Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a lavorare invece che fare campagna elettorale permanentemente;
  • Che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente sui canali istituzionali;
  • Pretendiamo trasparenza dell’uso che la politica fa dei social network;
  • Pretendiamo che il mondo dell’informazione protegga, difenda e si avvicini alla verità, e traduca tutto questo nostro sforzo in messaggi fedeli ai fatti;
  • Che la violenza venga esclusa dai toni e dai contenuti della politica in ogni sua forma. La violenza verbale venga equiparata a quella fisica.

(HuffPost)

Santori in realtà ha subito attenuato l’unica rivendicazione concreta: “Non chiediamo l’abrogazione, ma la modifica del decreto sicurezza.” Dal palco, poco prima, l’espressione esatta che aveva utilizzato era “ripensare,” ma poi, incalzato dalla folla, aveva detto: “Lo sto dicendo, okay, abrogare.” (Corriere della Sera / Video)

Il più entusiasta nell’arco parlamentare è stato il segretario del Pd Zingaretti, che ha ringraziato i manifestanti per “l’idea di politica inclusiva e sana.” “Belle le proposte che avete lanciato, faremo di tutto per metterle in atto ed essere all’altezza del vostro impegno” — dice il segretario di un partito che è al governo da mesi senza aver mai messo mano ai decreti sicurezza ¯\_(ツ)_/¯ (Facebook)

Ma qual è il futuro di questo movimento? Oggi proveranno a deciderlo i 150 delegati provenienti dalle piazze di tutta Italia, che si incontreranno nel palazzo occupato di SpinTime Labs per cercare di definire meglio le rivendicazioni e i prossimi passi da seguire. Ieri Santori è stato meno netto nell’escludere qualsiasi futuro concretamente politico per le sardine: “Noi lo escludiamo perché non è la strada che vorremmo noi. Poi naturalmente, nel momento in cui il vuoto di rappresentanza sarà tale che ci chiederanno di farlo, lo prenderemo in considerazione. Ora come ora non ci è stato chiesto.” (il Secolo XIX)

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Mondo

L’ex presidente sudanese Omar al–Bashir è stato condannato a due anni in una casa di riposo per corruzione e possesso di fondi stranieri — per il caso dei 25 milioni di dollari ricevuti dal principe saudita Mohammed bin Salman. Il tribunale ha deciso di non mandare Bashir in prigione, considerata l’età avanzata. Nel corso della giornata, i suoi sostenitori sono scesi in strada per dimostrargli la propria vicinanza. Ma la Sudanese Professionals Association, l’organizzazione diventata testa del movimento di protesta, sostiene che questo non sarà l’ultimo caso contro Bashir, e insiste perché l’ex presidente sia processato per crimini contro l’umanità in Darfur. (Middle East Eye)

Beirut. La polizia ha di nuovo attaccato i manifestanti anti–governativi, sparando gas lacrimogeno e proiettili di gomma contro la folla. Secondo la Croce rossa sono i feriti sono stati 43, di cui dieci ricoverati in ospedale. La settimana prossima il parlamento libanese dovrebbe nominare un altro premier. (Al–Araby Al–Jadeed)

Continua a salire la tensione in Libia: la Turchia ha confermato la propria disponibilità ad assistere direttamente il governo di al–Serraj. Il Governo di accordo nazionale libico non ha ancora inviato la richiesta diretta di truppe di supporto, ma la pressione di un imminente assalto da parte di Haftar potrebbe accelerare la situazione. Intanto, camminando su un filo sottile per mantenere il proprio nuovo rapporto con la Russia, la Turchia ha anche confermato l’importanza dell’acquisto del sistema missilistico S-400, che Ankara si è impegnata a perfezionare “a prescindere dalle conseguenze.” (the Guardian / Al Jazeera)

Cos’hanno in comune tutti questi sindaci in vista che stanno annunciando il proprio endorsement per Michael Bloomberg? Hanno ricevuto borse, donazioni o pacchetti di supporto dalla fondazione di Bloomberg, per un totale di milioni di dollari. OK. (the New York Times)

Gif di Tim and Eric.

Tutti i media statunitensi hanno ricevuto conferma che l’amministrazione Trump si sta preparando ad annunciare una riduzione drastica delle truppe statunitensi in Afghanistan — circa 4000 dei 12 mila e rotti militari presenti. L’annuncio potrebbe arrivare già la settimana prossima. (CNN)

In un editoriale per l’Observer, Jeremy Corbyn ammette la propria responsabilità per la sconfitta del Labour, ma insiste sulla solidità del proprio programma — in particolare, Corbyn rivendica di aver sconfitto retorica dell’austerity. L’editoriale non è soltanto un’ammissione di sconfitta, però: è la conferma della linea ideologica del leader del Labour e della sua corrente, nella imminente lotta per per l’anima del partito. (the Guardian)

Rhea Mogul parla con un’attivista di Hong Kong, colpita da stress post–traumatico in seguito ai violenti scontri con la polizia in cui è stata coinvolta partecipando al movimento di protesta. Secondo la psichiatra Phyllis Chan il caso dell’attivista intervistata è tutto tranne che isolato: i continui scontri e la tensione in cui è piombata la città causeranno sul lungo termine una crisi della salute mentale nella città. (Hong Kong Free Press)

Italia

Dopo l’impasse sul “salvataggio” della Banca Popolare di Bari, Conte ha rassicurato che “non tuteleremo nessun banchiere.” Il piano del governo per salvare l’istituto di credito prevede la trasformazione di Mediocredito Centrale in una banca di investimento, con cui ricapitalizzare anche la Popolare di Bari. Ma ancora non c’è una data certa per il prossimo Cdm che dovrà approvarlo. Intanto, le inchieste sulla Banca Popolare di Bari sono due. (HuffPost / la Repubblica Bari)

Indagato per “scambio elettorale politico-mafioso” con la ’ndrangheda, il presidente della Regione Valle d’Aosta Fosson si è dmesso, insieme agli altri due assessori indagati. Fosson sostiene però la propria “totale estraneità rispetto ai fatti.” (ANSA)

Milano

Un centinaio di persone ha partecipato ieri alla “catena musicale” in ricordo di Giuseppe Pinelli, terminata con la deposizione di una nuova corona di fiori davanti alla lapide posta da “gli studenti e i democratici milanesi.” (HuffPost)

Crisi climatica

Gli attivisti di Extinction Rebellion hanno scaricato un camioncino di letame davanti all’ingresso della location della COP25 di Madrid, accompagnando lo sterco con un messaggio: “Le cagate finiscono qui.” (Reuters)

La conferenza ONU doveva concludersi ormai due giorni fa, ma i negoziati si sono completamente arenati, di fronte a una spaccatura sempre più ampia tra paesi più ricchi e paesi poveri, su come dividere e come garantire la riduzione delle emissioni su scala globale. Alden Meyer, uno specialista della Union of Concerned Scientists, ha dichiarato: “Partecipo ai negoziati climatici dal 1991, quando sono iniziati, ma non ho mai assistito alla disconnessione totale che abbiamo visto qui a Madrid — tra quello che dice la scienza, quello che chiede il mondo, e quello di cui parlano i negoziatori.” (DW)

Ma serve a qualcosa protrarre la conferenza? Non è chiarissimo. Secondo l’inviato climatico della Papua Nuova Guinea “nelle ultime 24 ore, il 90% dei partecipanti non ha collaborato al processo.” Le autorità cilene, che stanno gestendo comunque la conferenza, anche se è stata spostata a Madrid, si dicono più ottimiste, sostenendo che l’accordo è “quasi arrivato.” Anche la ministra per l’Ambiente cilena Schmidt, però, ammette che raggiungere un accordo è particolarmente difficile, “ma ne vale la pena.” (Euronews)

Cult

Guarda come procedono i lavori per mettere in sicurezza la struttura di Notre–Dame, otto mesi dopo l’incendio che ne ha distrutto il tetto e la guglia. (France 24)

Avete visto The End of the F***ing World su Netflix? Il suo creatore, Jonathan Entwistle, è al lavoro su un reboot di… Power Rangers. Sì, ha così poco senso che non si può non essere intrigati. (UPROXX)

A proposito di Netflix — sul servizio di streaming, a partire dal 4 gennaio, sarà disponibile Dracula, la nuova miniserie BBC di Steven Moffat, già autore di Sherlock e Jekyll. (Tor.com)

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Gif di Blackhis, via Hulu

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