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Un nuovo favore di Trump all’estrema destra israeliana

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in copertina,  Trump incontra Netanyahu a Gerusalemme, nel 2017, foto ambasciata statunitense di Tel Aviv, su Flickr

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L’amministrazione Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti non considerano gli insediamenti israeliani nella West Bank una violazione delle leggi internazionali. L’annuncio è l’ennesimo regalo politico di Trump a Netanyahu, proprio mentre si consumano le ultime ore del mandato di Benny Gantz per formare un governo. Rimossa la minaccia di ripercussioni da parte degli Stati Uniti, la decisione statunitense di fatto apre allo scenario di una annessione unilaterale di tutti i territori palestinesi da parte di Israele. (the New York Times)

Palestinesi, attivisti e gruppi in difesa dei diritti umani hanno criticato aspramente la decisione. Il portavoce presidenziale palestinese Nabil Abu Rudeinah sottolinea che il governo di Washington “non è qualificato o autorizzato a cancellare le risoluzioni della legge internazionale, e non ha titolo per garantire legalità a nessun insediamento israeliano.” (Al Jazeera)

Federica Mogherini ha dichiarato che l’Unione europea continua a considerare l’occupazione dei territori palestinesi illegale, rinnovando le richieste europee a Israele di “terminare le attività colonizzatrici, secondo i propri obblighi in quanto potere occupante.” (Al Arabiya)

La dichiarazione dell’ufficio del Primo ministro israeliano si commenta da sola: “Questa decisione riflette una verità storica — che non siamo colonizzatori stranieri in Giudea e Samaria. (…) La decisione dell’amministrazione Trump è corretta nel sottolineare come chi ha negato categoricamente la legalità delle colonie non solo nega la verità e la storia, ma impedisce anche il progresso della pace, che può essere ottenuto solo attraverso negoziati diretti tra le parti.” (Haaretz)

Ma perché la decisione statunitense arriva ora? Secondo l’analista dell’International Crisis Group Ofer Zalzberg potrebbe trattarsi di una mossa preventiva in vista di due decisioni della Corte penale internazionale previste per il 2 dicembre. (Twitter)

Per il 2 dicembre sono infatti attese due decisioni della procuratrice capa della Corte Fatou Bensouda, riguardo all’incidente della Mavi Marmara del 2010 e alla guerra di Gaza del 2014. Secondo le indicazioni della Camera preliminare della CPI, se Bensouda non dovesse bloccare i casi, si potrebbe arrivare rapidamente a una condanna che inquadrerebbe le colonie israeliane come un crimine di guerra. (the Jerusalem Post)

Secondo David Halperin, direttore esecutivo dell’Israel Policy Forum, potrebbero non esserci conseguenze profonde alla decisione statunitense: “È difficile capire in questa istanza se c’è una strategia o se si tratta di un colpo singolo pensato per il breve termine. (…) Gli Stati Uniti non rivestono più nessun ruolo nel processo di pace.” (Al–Monitor)

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Mondo

Le guardie della rivoluzione islamica hanno avvertito gli attivisti iraniani che rischiano di affrontare una repressione “decisa.” Il governo finora ha minimizzato il ruolo delle proteste, sostenendo che si tratti di una sollevazione di facinorosi. Internet rimane completamente bloccato in tutto il paese, per cui non stanno arrivando dalle strade testimonianze degli scontri. (Al–Araby Al–Jadeed)

È chiaro che la repressione in corso è già molto violenta, ma nel corso della giornata di ieri sono circolati due report completamente diversi sul numero di vittime. Secondo alcune fonti sono morte 12 persone, secondo altre fino a 36. Almeno 1000 persone sono state arrestate. (Middle East Eye)

Il movimento di protesta in Cile ha incassato una vittoria fondamentale: è stato raggiunto l’accordo politico per la stesura di una nuova Costituzione, che sostituisca il testo imposto dalla dittatura di Pinochet nel 1980. Il prossimo aprile si terrà un referendum per confermare la volontà della cittadinanza per ottenere una nuova costituzione, e a ottobre si voterà per eleggere una convenzione che stenderà il nuovo testo nei successivi nove mesi. Il testo verrà poi riconfermato con un altro voto. (the New York Times)

La tensione al Politecnico di Hong Kong non si è ancora esaurita, anche se la situazione è parzialmente rientrata. Dozzine di attivisti si sono arresi alla polizia nel corso della giornata, ma almeno ancora un centinaio restano barricati nel campus. Nel corso della giornata ci sono stati diversi episodi rocamboleschi, con studenti che cercavano di sfuggire al blocco della polizia. (CNN)

La capa esecutiva Carrie Lam della città ha parlato della necessità di un “approccio umanitario” alla situazione, ma le sue stesse parole — oltre alle azioni della polizia — disegnano una situazione profondamente diversa. Secondo Lam “le università sono diventate fabbriche di armi, sembrano dei campi di addestramento militari.” Lam ha invitato gli studenti a disarmarsi e consegnarsi alla polizia, che li arresterà — insomma, un’offerta che non si può rifiutare. (Hong Kong Free Press)

La seconda settimana di testimonianze pubbliche sulle indagini per l’impeachment è appena iniziata, ma gli effetti si stanno già facendo vedere: secondo un sondaggio ABC News/Ipsos, il 70% dei cittadini statunitensi concorda sul fatto che le azioni di Trump fossero sbagliate, e secondo il 51% i suoi crimini meritano un impeachment. Solo una persona su quattro, il 25%, ha risposto che Trump non ha fatto niente di male. (ABC News)

Guarda Elizabeth Warren che parla a Pod Save America di Venezuela e dell’abuso di potere internazionale degli Stati Uniti. Warren, che nei mesi scorsi ha fatto parlare di sé per le proprie proposte economiche progressiste, è particolarmente debole sulla politica estera — dove ha spesso posizioni per niente progressiste. (Twitter)

Italia

Le navi delle Ong nel Mediterraneo non sono un pull factor, ovvero: la loro presenza non incentiva in nessun modo le partenze dei migranti dalla Libia. A dirlo, questa volta, è un nuovo studio realizzato da Matteo Villa e Eugenio Cusumano per lo European University Institute (a questo link lo studio completo). L’argomento del pull factor è stato alla base della criminalizzazione del soccorso portata avanti dai governi italiani dal 2017 in poi — ma ad aver ridotto le partenze sono stati gli accordi criminali con la Libia, non la guerra contro le Ong. (Internazionale / EUI)

Intanto, Salvini è indagato di nuovo dalla procura di Agrigento per sequestro di persona e omissione d’atti di ufficio. Il caso riguarda i 164 migranti tenuti per 20 giorni a bordo della nave Open Arms a mezzo miglio dalle coste di Lampedusa, lo scorso agosto. Come per il caso Diciotti, anche stavolta il fascicolo dovrà passare al Tribunale dei Ministri. (la Repubblica)

Salvini si beccherà anche la querela di Ilaria Cucchi, che ha deciso di procedere dopo le affermazioni dell’ex ministro sulla “droga” dopo la sentenza sull’omicidio di suo fratello. “Il signor Salvini non può giocare sul corpo di Stefano Cucchi. Non posso consentirglielo,” ha scritto su Facebook. (Rai News)

Quello che terribilmente comincia a essere noto come “movimento delle sardine,” nato a Bologna per contestare un comizio di Salvini, ha replicato il proprio successo a Modena: nonostante la pioggia, circa 7 mila persone hanno riempito piazza Grande, per contestare la campagna elettorale del leader leghista. (la Repubblica Bologna)

Nuove iniziative sono già previste nelle altre città che saranno toccate dal tour dell’ex ministro dell’Interno, da Parma (lunedì 25 novembre), a Rimini (domenica 24), ma anche fuori dall’Emilia Romagna: a Genova ci sarà una manifestazione il 28 novembre. (la Repubblica Parma / News Rimini / Genova 24)

Senza rendersi conto che queste manifestazioni spontanee sono nate anche per sopperire all’incapacità della politica di offrire una rappresentanza al fronte civile anti-leghista — e infatti gli organizzatori finora hanno sempre fatto professione di post-ideologismo, invitando i partecipanti a non portare bandiere — il Pd sta cercando in tutti i modi di cavalcare il movimento:

Non sappiamo se si tratta di un dietrofront o se quello di prima era un bluff: fatto sta che ArcelorMittal ha comunicato ai lavoratori che ha sospeso le procedure di spegnimento degli impianti e riaprirà gli uffici commerciali, in attesa della sentenza del Tribunale di Milano — che sta indagando per vari reati in ambito fallimentare e per “false comunicazioni.” (Fanpage)

La trattativa con il governo riprenderà venerdì, quando è previsto un nuovo incontro tra Conte e i vertici dell’azienda. Ieri il ministro Gualtieri ha detto che “l’Ilva non chiuderà,” e che il governo è al lavoro su tutti gli scenari. (Corriere della Sera / TGCOM 24)

Un’inchiesta di Stefano Vergine per Fanpage — basata sulle testimonianze di una fonte che fino al 2017 ha lavorato per l’amministrazione della Lega — sostiene che il partito di Salvini avrebbe pagato decine di dipendenti con fondi pubblici per 15 anni, utilizzando le risorse dei gruppi regionali. Solo in Lombardia la spesa sarebbe attorno ai 7 milioni di euro. Secondo la fonte di Fanpage, l’ideatore dello schema sarebbe nientemeno che Giorgetti, per dieci anni alla guida della sezione lombarda del partito. (Fanpage)

Crisi climatica

Gli incendi che continuano a devastare il bush australiano hanno riempito Sydney di fumo: in molte aree della città la qualità dell’aria è 10 volte peggiore dei limiti consentiti, e le autorità hanno invitato i cittadini a stare a casa. (the Australian)

Foto via Twitter.

Cult

Il capitalismo spiegato bene: Marie Kondo, diventata famosa a livello mondiale per il proprio metodo di mettere in ordine in casa conservando solo lo stretto necessario, ora ha un negozio dove vende oggetti di arredamento e moda da comprare dopo che avete buttato i vostri. (the Guardian)

Dozzine di attivisti che si oppongono alla censura puritana di Facebook contro il nudo hanno protestato fuori dagli uffici londinesi dell’azienda. Gli attivisti, guidati da Vicky Martin artista specializzata in tatuaggi con finalità mediche, hanno gonfiato di fronte alla sede di Facebook un enorme seno nudo. La protesta contro la censura sessista del servizio continua dal 2013. (Dazed)

La serie prequel al Signore degli Anelli, che letteralmente nessuno aveva chiesto, è già stata confermata per una seconda stagione, prima ancora che venga prodotta la prima. (Deadline)

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