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Un anno dopo i Gilet gialli hanno cambiato la politica francese

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in copertina, foto via Twitter

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In occasione del primo anniversario dall’inizio delle proteste, i Gilet gialli sono tornati in piazza in Francia. Lo scontro con la polizia era garantito: le forze dell’ordine hanno usato gas lacrimogeno e cannoni ad acqua, i contestatori hanno bruciato barricate, vandalizzato banche e tirato ciottoli contro la polizia. Alla fine della giornata sono state arrestate 147 persone. (BBC News)

Secondo gli organizzatori hanno partecipato alla protesta 39530 persone in tutto il paese. A Parigi erano in strada in circa cinquemila, e gli scontri erano iniziati già in tarda mattinata in place d’Italie. Malgrado le proteste si siano largamente ridimensionate in Francia, gli attivisti con cui hanno parlato Aline Lecler e Cécile Bouanchaud hanno interiorizzato questo anno di scontri: anche chi non prende parte agli scontri con la polizia ne riconosce l’utilità, e riconosce di essere parte dell’ondata di proteste che hanno interessato diverse regioni del mondo nel corso del 2019. (le Monde)

Osservando la danza tra black bloc e polizia in place d’Italie un attivista intervistato da Libération si chiede se tra i violenti della protesta non ci fossero infiltrati della Brigade anti-criminalité. Willy Le Devin e Charles Delouche erano in piazza con i contestatori mentre la polizia cercava di contenere le proteste. (Libération)

Malgrado gli scontri di ieri, il movimento dei Gilet gialli ha perso la propria propulsione nel corso dell’anno, e Macron può dire di essere sopravvissuto a un cataclisma che raramente lascia i politici in carica tutti interi. Ma l’effetto dei Gilet gialli sul dibattito politico francese è stato fortissimo, e durerà probabilmente molto di più della loro capacità di organizzare proteste. “Hanno rimesso la classe di lavoratori invisibili e inaudibili al centro del dibattito pubblico,” commenta il ricercatore Frédéric Gonthier. (France 24)

Anche Julia Hamlaoui e Lionel Venturini sottolineano come il movimento abbia “ricentrato” il dibattito politico francese. I Gilet gialli hanno riportato alla luce le fratture del paese: l’accesso al lavoro, i problemi del trasporto, l’impoverimento del territorio, e la crisi del servizio pubblico. Il movimento ha saputo rapidamente crescere oltre le proprie origini sulla tassa sui carburanti, facendo propri i temi dell’emergenza climatica e della necessità di una transizione ecologica. Ma senza ammettere i compromessi in termini di giustizia sociale che il governo Macron sembrava disposto ad accettare. (l’Humanité)

La prossima sfida per il movimento sarà l’appuntamento del 5 dicembre. L’obiettivo è far scendere in piazza tutti i fronti del movimentismo attivati in questi mesi — dagli studenti al movimento ambientalista, passando proprio per i Gilet gialli, allargando il fronte dello sciopero sulla riforma delle pensioni. (le Parisien)

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Venezia subacquea

Non c’è pace per Venezia: nella notte l’acqua è tornata a salire e per questa mattina è previsto un picco di marea di 160 cm. La situazione dovrebbe tornare lentamente alla calma a partire da domani. Intanto, il sindaco Brugnaro è stato nominato commissario straordinario per l’emergenza: dovrà gestire i 20 milioni stanziati dal governo per i primi aiuti e risarcimenti alla popolazione colpita. (la Repubblica / Quotidiano.net)

La situazione a Campo San Polo il 15 novembre. Foto di Giovanna Munarini

Ieri hanno visitato la città la ministra Lamorgese e la presidente del Senato Casellati, ma in questi giorni a Venezia sta andando praticamente chiunque, per farsi fotografare con gli stivali di gomma e cercare di capitalizzare un po’ di consenso. Per questo, gli attivisti di Fridays for Future hanno esposto ieri sul ponte di Rialto uno striscione con la scritta “Da Venezia a Matera, basta passerelle elettorali.” (Twitter / Venezia Today)

Campiello S. Toma’, 15 novembre. Foto di Giovanna Munarini

Ma perché l’acqua lagunare fa così tanti danni? Oltre alla corrosione naturale dovuta al sale, l’acqua della marea che invade Venezia è anche molto inquinata. (AGI)

Mondo

Gotabaya Rajapaksa ha vinto le elezioni presidenziali in Sri Lanka. Ex ministro della Difesa, Rajapaksa ha vinto concentrando la propria attenzione sulla questione della sicurezza interna — un tema diventato particolarmente sensibile dopo l’attentato dello scorso aprile, che ha ucciso 269 persone. Ma il futuro presidente ha un passato a dir poco problematico: durante il proprio mandato al ministero della Difesa, al termine della Guerra civile, sono state uccise dai militari più di 40 mila persone, mentre i ribelli Tamil cercavano rifugio tra i civili. (Al Jazeera)

Nel corso della giornata di ieri l’Iran è stato attraversato dalle proteste: in tantissimi sono scesi in piazza per contestare l’aumento dei prezzi e il razionamento del petrolio. Il governo, colpito pesantemente dalle sanzioni statunitensi, ha annunciato un aumento dei prezzi del petrolio del 50% per i primi 60 litri consumati mensilmente, e del 300% per i litri successivi. Nella repressione delle proteste è stata uccisa una persona a Sirjan. Il governatore della contea Mahmoudabadi ha confermato l’uccisione, sottolineando però che alle forze di sicurezza non era assolutamente stato dato il permesso di sparare sulla folla. Non sono ancora tuttavia chiare le dinamiche dell’uccisione. (Al–Araby Al–Jadeed)

Le proteste di settembre hanno portato almeno a quale risultato in Egitto — il mese scorso il governo ha reintegrato 1,8 milioni di persone nel programma nazionale di buoni alimentari, e dal primo dicembre i prezzi di olio, zucchero, riso e farina sarà tagliato nel contesto del programma di sussidi saranno ulteriormente tagliati. Insieme al taglio delle tasse sui carburanti, si tratta di rilevanti concessioni nel contesto delle politiche di austerità imposte da al–Sisi. (Middle East Eye)

Il governatore democratico John Bel Edwards è riuscito a conservare il proprio posto nelle elezioni in Louisiana, sconfiggendo Eddie Rispone, uomo d’affari e candidato repubblicano molto vicino a Trump. La rielezione di Edwards, che segue a distanza di meno di un mese la vittoria del democratico Beshear in Kentucky, sembra indicare un vero e proprio prosciugamento dei consensi per il presidente. In Louisiana, nel 2016, alle elezioni presidenziali, i repubblicani avevano vinto con 20 punti di vantaggio. (CNN)

La vittoria di Edwards avrà un impatto molto diretto sulle prossime elezioni, perché impedisce ai repubblicani di ridisegnare i confini dei collegi dello stato per manipolare il voto, sottolinea David Nir. (Twitter)

Il comitato della Camera ha pubblicato le trascrizioni delle deposizioni di Timothy Morrison e Jennifer Williams, due funzionari di alto profilo della Casa bianca, specializzati sulla Russia e gli affari europei. Nella propria testimonianza Williams ha descritto la telefonata di Trump come “inusuale e inappropriata,” e che riguardava “l’agenda politica personale del presidente, piuttosto che gli obiettivi di politica estera degli Stati Uniti.” (CNBC)

Nel Regno Unito, in piena campagna elettorale, poteva esserci un partito in più: Nick Boles, ex ministro Tory uscito dal partito durante la crisi di aprile sulla Brexit, è da allora al lavoro per mettere insieme un partito centrista da lanciare in caso di fallimento della spinta per un secondo referendum per la Brexit. Ma con la Brexit sospesa a dopo le elezioni sembra che il treno per Boles e gli altri centristi — rimasti anonimi per ora — sia perso. (the Guardian)

Italia

Dopo la procura di Milano, anche quella di Taranto ha aperto un fascicolo sul caso Ilva-ArcelorMittal, in seguito alla denuncia dei commissari governativi. Si indaga per “danno all’economia nazionale,” con l’ipotesi che la chiusura dell’acciaieria facesse parte di un piano studiato a tavolino per eliminare un concorrente e guadagnare quote di mercato. (la Repubblica)

Intanto, già dal 26 novembre chiuderà “per mancanza di ordini” il treno nastri 2, l’impianto che trasforma le bramme d’acciaio nei laminati piani (coils). Ma secondo i sindacati — e non solo loro — non è vero che mancano le commesse: ArcelorMittal sta semplicemente spostando la produzione altrove, in vista dello spegnimento dell’impianto. (il Fatto Quotidiano)

Ma tranquilli raga, è tutto a posto, adesso con i Mittal ci parla Calenda:

Gif da funk.

Dalle pagine del Corriere si vengono a sapere tutti i giorni nuove idee fantasiose che — telefonate di Calenda a parte — dovrebbero risolvere la situazione: l’ultima è quella di “affiancare ArcelorMittal” con un intervento di diverse aziende pubbliche (da Cdp a Finmeccanica), che possano assorbire gli esuberi e convincere i franco-indiani a rimanere. (Corriere della Sera)

Sul fronte operaio, invece, prende corpo l’idea dell’insubordinazione, lanciata dal leader della Uilm Palombella e accolta bene anche dagli altri sindacati. Uno “sciopero al contrario” per non rendersi complici dello spegnimento dell’acciaieria. Domani alle 11 si riunirà il consiglio di fabbrica, per decidere i prossimi passi della mobilitazione. (il Messaggero)

Un imprenditore di Melito di Napoli è stato arrestato per sequestro di persona e sfruttamento del lavoro: teneva segregati 43 operai in nero, tra cui una donna incinta e due minorenni, in una stanza chiusa con una porta blindata, adibita a laboratorio per la lavorazione di pellami. (Rai News)

Crisi climatica

Nel corso della giornata di ieri gli attivisti di Extinction Rebellion hanno bloccato il terminal dei jet privati di Ginevra. Il terminal è un vero e proprio hub per lo spostamento delle élite, che raggiungono la città per visitarne le banche, le case d’asta e gli ospedali privati. Gli attivisti del circolo di Ginevra hanno descritto il trasporto attraverso jet privati come assurdo: “Abbiamo bloccato il terminal per difendere i principi di giustizia climatica e sociale. Si tratta di un mezzo di trasporto completamente assurdo.” (Reuters)

Cult

Su Disney+, il nuovo servizio di streaming della Disney, ci saranno tutte e 30 le stagioni dei Simpson, ma saranno in 16:9 invece che nell’originale 4:3, e questo renderà incomprensibili molte delle gag della serie. Dall’inizio del 2020 dovrebbe tornare, però, la possibilità di vedere le prime 19 stagioni anche in 4:3. (the Verge)

A cosa servivano queste tinozze egizie risalenti a circa 5600 anni fa? A preparare la birra. (Scientific American)

Siamo felici di comunicarvi che dopo l’exploit dello scorso ottobre 2018, quando un’opera d’arte realizzata da un’intelligenza artificiale è stata venduta all’asta da Christie per 432.500 dollari, le opere realizzate da macchine e algoritmi sono state sostanzialmente un flop nel corso di quest’anno. Venerdì scorso due opere di Obvious Art — il collettivo del successo dell’anno scorso — sono state vendute per 13 mila e 20 mila dollari, venti volte meno. L’effetto novità, insomma, è già finito. (Dazed)

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Gif di Sarah Zucker

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