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Lontano dai riflettori, il Mediterraneo è ancora una crisi umanitaria

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in copertina, foto via Twitter

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65 migranti sono arrivati a bordo di una barca a vela fino a Roccella Jonica, sulla costa calabrese, dalla rotta greco-turca. L’imbarcazione si è incagliata a poche miglia dalla costa, e i migranti — per la maggior parte iracheni e iraniani — sono stati soccorsi dalla Guardia costiera. (Dire)

Intanto, la nave Diciotti con 69 naufraghi a bordo — soccorsi nei giorni scorsi dal rimorchiatore Asso 29 — dovrebbe arrivare questa mattina a Pozzallo. (il Giornale di Sicilia)

Quindi il governo ha accantonato definitivamente la politica dei porti chiusi? Mica tanto: la nave delle Ong SOS Méditerranée e Medici Senza Frontiere, Ocean Viking, è da quattro giorni in mare con 104 naufraghi a bordo, in attesa che i centri di soccorso italiano e maltese si coordinino per l’assegnazione di un porto sicuro. Tra loro, ci sono 40 minori e due donne incinte. (Fanpage)

“È più facile morire in mare che vivere in Libia.” In un comunicato, SOS Méditerranée raccoglie le testimonianze di alcuni dei naufraghi, che raccontano le atrocità vissute nei campi di detenzione libici. “Ci auguriamo che le autorità marittime, con il supporto degli stati membri UE, trovino una soluzione per un rapido sbarco dei 104 sopravvissuti, in conformità con la legge,” scrive Louise Guillaumat, vicedirettrice delle operazioni della Ong. (SOS Méditerranée)

Altre storie sono raccolte da Ilaria Solaini, inviata di Avvenire a bordo della nave: “Gli uomini venivano infilati in dei buchi nel pavimento, legati, lasciati senza cibo né acqua e picchiati a ripetizione,” racconta una donna. (Avvenire)

Che la situazione nei centri di detenzione libici sia inaccettabile è stato riconosciuto anche dalla viceministra degli Esteri Emanuela Del Re, che ne ha chiesto la chiusura, auspicando però un vago “approccio pragmatico e umanitario.” Non è chiaro quale sia la posizione del governo sul tema, dato che a settembre la ministra Lamorgese ribadiva che gli accordi con la Libia sarebbero rimasti. (Onu Italia / la Repubblica, 23 settembre)

Mentre i governi europei, dopo il bluff degli accordi di Malta, continuano ad affrontare le migrazioni in ottica d’emergenza, domenica notte proprio a Malta è scoppiata una rivolta nel centro di detenzione di Hal Far. La situazione è tornata alla “normalità” verso le 4 del mattino. I migranti trattenuti nel centro — molti nell’attesa indefinita di una deportazione in altri paesi europei — da tempo denunciavano le condizioni di vita al suo interno. (euronews)

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Mondo

Cosa rende diverse le proteste in Libano di questi giorni rispetto alle proteste del 2015? Per prima cosa è diverso chi protesta: quattro anni fa erano organizzazioni della società civile, in questi giorni le proteste sono agitate da giovani, disoccupati e sottoccupati. Il consolidamento delle proteste da persone disoccupate a ceto medio indica la nascita di una “nuova alleanza,” scrive Rima Majed, mossa da una rinnovata coscienza di classe, e dal rigetto del neoliberismo. (Middle East Eye)

Il gabinetto del Primo ministro Hariri ha approvato un piano di riforme che prevede, tra le altre cose: il dimezzamento degli stipendi per ministri e presidenti; l’abolizione del ministero dell’Informazione; l’istituzione di un comitato anti–corruzione, che cerchi di recuperare fondi statali rubati; riforme e rinnovamento del settore energetico; e la promessa di non istituire nuove tasse per tutto il 2020. Ma non basta: il movimento di protesta chiede le dimissioni dell’intero governo e la formazione di un consiglio di giudici, non di politici, che guidi il paese verso nuove elezioni. (Al Jazeera)

Anche secondo Lama Fakih, direttrice della divisione Crisi e conflitto di HRW, le riforme proposte dal governo non sono abbastanza. Il problema alla radice delle proteste, l’azzeramento della fiducia dei cittadini nei confronti della politica, non si risolve proponendo riforme improvvisate. (Human Rights Watch)

Si chiude oggi il cessate il fuoco nel Rojava. Con l’“accordo storico” di Trump già alle spalle, Erdogan vola a Sochi, per incontrare Vladimir Putin, con il quale discuterà quali potrebbero essere i prossimi passi della propria invasione della Siria. Le due settimane di guerra hanno prodotto più di 300 mila sfollati, di cui 70 mila bambini. (Reuters)

In Bolivia sono scoppiate proteste in seguito all’annuncio da parte dell’ufficio elettorale nazionale che non sarebbe stato pubblicato il conto dei voti, subito dopo l’annuncio che il presidente Morales sarebbe riuscito a evitare di confrontarsi al secondo turno con l’ex presidente Carlos Mesa. Nel corso delle proteste, è stato appiccato il fuoco alle sedi degli uffici elettorali delle città di Sucre e Potosi. (Al Jazeera)

Netanyahu ha annunciato che rinuncia al proprio mandato per formare un governo di coalizione, e ha addossato la colpa al proprio rivale Gantz, del partito “centrista” Blu e bianco. Netanyahu ha dichiarato che Gantz ha rifiutato di incontrarsi con l’ex Primo ministro, e ha impedito la formazione di un governo guidato da lui, malgrado sia “quello che vuole il popolo.” Il presidente Rivlin ha annunciato che il mandato passerà formalmente a Gantz il 23 ottobre, e che avrà a sua volta 28 giorni per provare a formare un governo. Il suo successo dipenderà interamente dalla possibilità di un’alleanza con la Lista comune dei partiti arabi. (Quartz)

Al quarto giorno di protesta in Cile, la capitale Santiago era virtualmente paralizzata — l’amministrazione ha rispettato lo “stato di guerra” voluto dal presidente Piñera, e mezzi pubblici, banche, e scuole sono rimasti chiuse, mentre la città è stata invasa da più di diecimila soldati. Anche il presidente stesso ammette tra le righe di aver reagito con eccessiva aggressività alle proteste, e preferisce parlare ora di un nuovo “accordo sociale,” aprendo il dibattito anche all’opposizione. Le proteste, pacifiche, sono continuate per tutta la giornata di lunedì, ignorando le promesse strappate a Piñera. (the New York Times)

Elezioni in Canada: gli exit poll danno Trudeau in vantaggio, ma senza i numeri per avere una maggioranza parlamentare. Trudeau resterà quindi Primo ministro, ma sarà costretto a guidare un governo di minoranza, e dovrà provare ad appoggiarsi alle opposizioni di sinistra per approvare qualsiasi legge. (CNBC)

Ma come è venuta a Trump l’idea di fare pressione sull’Ucraina facendo leva sugli scandali di corruzione? Glielo hanno suggerito Orban e Putin. I due avversari locali dell’Ucraina non avrebbero mai detto a Trump che l’Ucraina avesse in mano prove utili contro i Biden, ma Putin gli avrebbe raccontato del passato come comico di Zelensky, sottolineando i suoi legami con un oligarca avverso a Mosca. La ricostruzione di Greg Miller, Greg Jaffe, John Hudson e Ellen Nakashima. (the Washington Post)

Trump sta esaurendo le opzioni per i candidati alla posizione di segretario alla Sicurezza interna. Gli ufficiali della Casa bianca hanno avvisato Trump che i due nomi che aveva scelto — Kevin K. McAleenan e Mark Morgan — sono ineleggibili, e tutte le altre persone in lizza hanno espresso la propria preferenza a non ricoprire la carica. La lista è comunque molto breve, perché i candidati devono anche essere allineati alle politiche repressive di Trump nei confronti dell’immigrazione. (the New York Times)

La pressione dell’impeachment si fa sentire sempre più forte su Trump, che ieri si è lanciato in un monologo di 70 minuti nel corso della propria riunione di gabinetto, alla presenza di un gruppo di giornalisti. Daniel Dale e Tara Subramaniam hanno provato a contare tutte le volte che il presidente ha mentito nel corso del discorso, e sono almeno venti. C’è di tutto, dal rapporto che ha costruito con Kim Jong-un — che ignorava Obama, ma rispetta lui — all’accordo con la Turchia — un accordo storico, che tutti hanno cercato di strappare. Trovate la lista completa sul sito di CNN.

Hong Kong. La polizia ha di nuovo aggredito i manifestanti, che si erano riuniti in una commemorazione per i tre mesi dell’aggressione della triade a Yuen Long, quando un gruppo di un centinaio di uomini vestiti di bianco hanno aggredito contestatori e passanti. Gli attivisti accusano la polizia di essere collusa con il gruppo di violenti: ci sono molti video di conversazioni di agenti con uomini vestiti di bianco, che però non veniva arrestati. Nei giorni successivi all’aggressione, solo 34 uomini sono stati arrestati per gli attacchi, di cui 28 sono poi stati liberati senza accuse. (Hong Kong Free Press)

Italia

Al vertice di Palazzo Chigi di ieri è stato dato il contentino al Movimento 5 Stelle: il “carcere per i grandi evasori” ci sarà — dovrà essere incluso in fase di conversione in legge del decreto fiscale — ma ci saranno anche le strette sul contante e gli incentivi all’uso dei pagamenti elettronici, rimandati però a luglio. È stata rinviata, invece, la discussione sulle aliquote agevolate per le partite Iva. (la Repubblica)

È una “tregua armata” all’interno della maggioranza, titola stamattina l’HuffPost. Ma è una tregua particolarmente flebile, che non risolve i principali nodi politici e lascia aperta “la domanda delle domande”: “Chi dà le carte nel governo? Chi ha il potere in mano?” (HuffPost)

L’accordo arriva grazie alla mediazione di Dario Franceschini con Luigi Di Maio, che si sono incontrati prima del vertice per siglare un’intesa. Ma i malumori all’interno del Movimento 5 Stelle si fanno sempre più rumorosi. Sono in molti a chiedersi il senso delle battaglie scelte dal capo politico, con messaggi in una chat di gruppo del partito che si chiedono “Stiamo diventando il partito che giustifica i piccoli evasori fiscali?” Dai deputati in commissione Bilancio le critiche alla linea di Di Maio sono forti: “Perché siamo stati fatti passare come fiancheggiatori di chi non paga le tasse?” (Corriere della Sera)

Lo storico complesso architettonico della Cavallerizza reale di Torino è andato a fuoco. Le cause dell’incendio sono ancora sconosciute, ma si ipotizza che si tratti di un incendio doloso. Non è la prima volta che succede, nel 2014 le fiamme distrussero i magazzini del Circolo dei Beni Demaniali. Nel corso della giornata l’incendio è stato contenuto, e secondo la sindaca Appendino c’era il rischio che i danni fossero molto più ingenti. (la Stampa)

Milano

A Milano il maltempo si è fatto sentire soprattutto su scuole, asili e altre strutture pubbliche, svelando così ancora una volta la sistematica mancanza di interesse per garantire un servizio efficiente ai cittadini da parte delle istituzioni statali. (Il Giorno)

Il monte Stella è stato realizzato nel 1947 con i detriti dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale, e a breve dovrebbe subire una “ristrutturazione.” (Repubblica Milano)

Ambiente

Nel più grande parco nazionale dello Zimbabwe, negli ultimi due mesi, almeno 55 elefanti sono morti a causa della siccità. Il parco nazionale di Hwange è severamente sovraffollato — potrebbe ospitare al massimo 15 mila elefanti ma ne ha circa 53 mila — e la siccità che sta colpendo lo Zimbabwe è la peggiore degli ultimi anni. (the Guardian)

Cult

Installate TikTok: venite per i corti esilaranti prodotti da tantissimi giovani, rimanete per… i video di decapitazioni dell’ISIS? Il servizio è stato recentemente invaso da video di propaganda per lo Stato islamico. Sono stati rimossi, ma si tratta dell’inizio di una nuova fase, e di una nuova serie di sfide, per Bytedance, l’azienda cinese che produce il social network. (the Wall Street Journal)

Jessica Heron-Langton ci presenta Jeffrey Cheung e Gabriel Ramirez, fondatori di Unity, un collettivo fondato nel 2017 che da allora lavora per migliorare la rappresentanza LGBTQ+ nel mondo dello skateboarding, dove c’è ancora molta omofobia, transfobia e misoginia. “La mentalità da bulli è ancora prevalente (…) le cose sono migliorate un po’ negli ultimi anni, ma è molto comune sentire offese sessiste.” (Dazed)

Va bene, volete vedere l’ultimo trailer di Star Wars: the Rise of Skywalker? È su YouTube.

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