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in copertina, foto via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Il G7 di quest’anno si è aperto in un contesto a dir poco agitato: l’emergenza degli incendi nella foresta amazzonica, la guerra dei dazi degli Stati Uniti, le minacce del Regno Unito per una Brexit no–deal. E questo senza nominare il rischio di recessione in Germania e Giuseppe Conte, presente in Francia senza un governo alle proprie spalle. (Al Jazeera)

Macron, padrone di casa del summit, ha cercato di dettare un’agenda dai toni vagamente progressisti, all’insegna della difesa della democrazia, dell’uguaglianza di genere, e affermando centralità di educazione e ambientalismo. Ma il G7 si è aperto all’ombra delle dichiarazioni di Donald Tusk, che ha ammesso che “questo summit sarà un altro difficile test di unità e solidarietà del mondo e dei suoi leader.” Secondo Tusk potrebbe essere addirittura “l’ultima occasione per ricostruire la nostra comunità politica.” (France 24)

Fuori dal resort di Biarritz dove si sono incontrati i leader del mondo la polizia francese si è di nuovo fatta riconoscere per la violenza sistematica contro i contestatori. Le forze armate hanno usato cannoni ad acqua e gas lacrimogeni contro le persone che manifestavano contro il G7, mentre degli elicotteri volteggiavano sopra le teste dei contestatori. Dopo mesi di proteste, l’amministrazione francese non aveva nessuna intenzione che i contestatori potessero rovinare la scena del G7, che era praticamente militarizzato — attorno al resort erano schierati tredicimila poliziotti. (Reuters)

In realtà questo G7 inizia già in tono minore, perché per la prima volta non sembra prevedere la firma di una dichiarazione finale. La decisione è arrivata dopo il colpo di testa di Trump al summit in Canada dell’anno scorso. Per evitare una nuova manifestazione di discordia tra i leader, quest’anno la dichiarazione finale non si farà del tutto: problema risolto! (DW)

A questo giro Trump ha deciso di fare la festa a Macron, twittando dichiarazioni entusiastiche sul presidente e sul G7. Ma dietro le quinte i funzionari della Casa bianca hanno criticato aspramente la gestione del summit da parte della Francia, accusando il presidente francese di essere interessato ad “argomenti di nicchia” come il cambiamento climatico; invece di parlare di economia. Secondo lo staff della Casa bianca gli argomenti portati sul tavolo del G7 sarebbero stati costruiti per isolare Trump — ammettendo così implicitamente che Trump non solo si rifiuta di agire per limitare il cambiamento climatico, ma evidentemente è anche contro la parità di genere. (the New York Times)

Trump ha dichiarato di essersi trovato particolarmente bene al pranzo del G7, chissà se ha potuto degustare del buon vino francese, che ha minacciato di tassare (controlla le note) ieri, prima di partire per il G7. Trump aveva rinnovato le minacce alla Francia in risposta alle ragionevoli pretese europee di tassare i giganti della tecnologia statunitensi. (Reuters)

Guarda questo video pubblicato dalla Casa bianca in cui Trump annuisce senza ascoltare Macron, che gli parla di politica, per poi rispondergli parlando di quanto gradevole fosse il tempo a Biarritz. (Mediaite)

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Mondo

Yemen. L’occupazione di Aden da parte dei secessionisti del Consiglio di Transizione del Sud ha completamente destabilizzato la regione. A nord di Aden, attorno alla città di Taiz, un movimento salafita sostenuto dagli Emirati si è scontrato con le forze governative del partito al–Islah, sostenuto dall’Arabia Saudita. Taiz è su uno dei fronti della guerra che ha sconvolto in questi anni lo Yemen tra forze sostenute da Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti e ribelli Houthi. (Middle East Eye)

La polizia del Bangladesh ha ucciso due rifugiati Rohingya che erano accusati di aver a loro volta ucciso un funzionario di partito. Secondo attivisti presenti sul posto che sono rimasti nell’anonimato, si tratterebbe di una messa in scena della polizia. Le uccisioni arrivano solo due giorni dopo l’inizio fallimentare dei rimpatri volontari in Rakhine, a cui hanno preso parte esattamente zero rifugiati. Quasi un milione di rifugiati Rohingya vivono in condizioni emergenziali nei campi profughi del Bangladesh. (Al–Aradi Al–Jadeed)

Dai birrifici agli editori: tutte le imprese statunitensi stanno alzando gli scudi contro i dazi di Trump contro la Cina. Aziende medio piccole stanno considerando di non aprire nuovi negozi, di ridurre il personale, e di alzare i prezzi per far fronte alle tariffe sull’import. (CNBC)

Sordo alle critiche, Trump insiste che se decidesse, avrebbe “assolutamente il diritto di ordinare alle aziende statunitensi di interrompere tutti i rapporti con la Cina.” Trump ha citato una legge del 1977, l’International Emergency Economic Powers Act che tecnicamente gli permetterebbe di dare un ordine del genere — ma si tratta di una disposizione che non è mai stata usata per dare ordini così colossali. (CNN)

Un giornalista locale ha chiesto a Joe Biden che impressione gli aveva fatto la cittadina di Keene, dove si trovava per un conferenza stampa. Biden ha risposto tessendo le lodi del Vermont. Peccato che Keene sia in New Hampshire. (the Hill)

In una lettera ottenuta dall’Observer Boris Johnson ha chiesto di verificare la legalità di chiudere il parlamento britannico per cinque settimane a partire dal 9 settembre, in modo da impedire azioni parlamentari che potrebbero portare a ulteriori rimandi della Brexit. Johnson potrebbe voler inquadrare l’uscita dall’Unione europea come un caso del “popolo contro il parlamento.” Promemoria: Johnson è primo ministro per aver vinto le primarie interne del partito conservatore, con il voto di 90 mila persone su 140 mila. (the Guardian)

La polizia di Hong Kong ha di nuovo caricato i contestatori dopo che avevano acceso dei fuochi nel distretto di Kwun Tong. Altri scontri, e in questo caso anche con lancio di gas lacrimogeni, sono stati registrati nel distretto di Wong Tai Sin. I contestatori stavano smontando lampioni su cui erano installate telecamere a circuito chiuso. Le autorità insistono che non siano equipaggiate per effettuare riconoscimento facciale — anzi, che automaticamente censurino volti e targhe dalle foto — ma i contestatori non ci credono. (the New York Times)

Diciannove personalità della politica locale di Hong Kong si sono riunite insieme alla capa esecutiva della città Carrie Lam Yuet-ngor e l’hanno esortata ad iniziare a offrire concessioni ai contestatori — partendo dal ritiro completo della legge sull’estradizione e aprendo un’indagine sulla violenza di polizia. Lam non ha risposto positivamente alle pressioni degli altri politici, e ha ammesso che dalla polizia sono arrivate forti pressioni contro una possibile indagine. Gli uffici della capa esecutiva hanno provato a ipotizzare alternative — tra cui, scrive il Post, anche una “indagine senza indagini” — ma non hanno ancora trovato soluzioni convincenti. (South China Morning POst)

Italia

Proseguono le trattative per la formazione del nuovo governo, che stanno diventando sempre più convulse. Una parte del gruppo dirigente stellato sta chiaramente sognando Salvini, una parte il Pd; il quale a sua volta non vuole Conte premier, che ieri a Biarritz ha detto “mai più con la Lega.” Uhm. Intanto, sottobanco, sembra prendere quota il nome di Roberto Fico come possibile premier. (ANSA)

Ieri il partito più diviso è stato il Movimento 5 stelle, profondamente spaccato su tutti i fattori della trattativa. È emerso che l’accordo per un nuovo governo probabilmente andrà votato su Rousseau — una mossa che potrebbe complicare ulteriormente la trattativa col Pd. Inoltre, anche vari membri prominenti del Movimento, come Alessandro Di Battista, sarebbero favorevoli a un ritorno con la Lega, o alle urne. (HuffPost)

Il Movimento sarebbe rimasto sconcertato, secondo alcuni, dalla rivolta della propria base sui social network contro l’accordo col Pd. A parte l’affidabilità di un metro di paragone simile, è indubbio che quando si fonda la propria comunicazione per più di cinque anni contro “i piddini,” o “il partito di Bibbiano” può succedere di spiazzare il proprio elettorato. (Corriere della Sera)

Intanto al Meeting di Rimini di Comunione e Liberazione, che ogni anno cerca di raggiungere nuove vette di pervasività e lobbismo, si è tenuto un incontro in cui erano presenti Gelmini, Giorgetti, Delrio, Speranza, Romeo, Lupi. Tema: “Intergruppo sussidiarietà: le riforme istituzionali.” Ok. (il Sussidiario)

Milano

I nuovi tram di Milano verranno forniti da una ditta svizzera, entreranno in funzione dal 2021 e soprattutto saranno B I D I R E Z I O N A L I (la Repubblica Milano)

Cult

Una casa di produzione statunitense sta scritturando “giovani artisti tra i 35 e i 45 anni, più alti di un metro e settanta, e non parte di organizzazioni sindacali” (sic) per organizzare un reality show di appuntamenti sul mondo dell’arte. Se passate da Los Angeles, è la vostra occasione. (Dazed)

Gif di the Bachelorette

Tom Holland e Kevin Feige hanno cercato di tranquillizzare i fan sul futuro dei film di Spider-Man. È particolarmente comica la dichiarazione di Feige, secondo cui “hanno raccontato la storia che volevano raccontare” — sarà per quello che l’ultimo film del franchise finiva con un colpo di scena. (Entertainment Weekly)

Se proprio dovete, qui trovate una descrizione, scena per scena, del trailer del prossimo film di Star Wars, presentato dal D23 Expo e non ancora online. (Gizmodo)

Scienza

Benvenuti nel futuro: questa astronauta potrebbe essere responsabile del primo crimine nello Spazio. Ma purtroppo non si tratta di una bella storia da romanzo giallo, ma di una brutta crisi coniugale con la propria moglie che ha portato Summer Worden a essere accusata di furto d’identità, nello spazio. La moglie di Worden è Anne McClain, diventata famosa nei mesi scorsi per essere la prima donna astronauta a fare una passeggiata nello spazio. (the New York Times)

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