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I due dibattiti per le primarie mettono in luce la crisi del Partito democratico statunitense

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Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Secondo giro di dibattito delle primarie democratiche, secondo giorno. Joe Biden se l’è cavata meglio rispetto al disastro di giugno, ma resta un candidato debolissimo. Durante tutto il dibattito il tema centrale sono rimaste le proposte di Sanders e Warren, malgrado non fossero presenti (erano stati estratti per partecipare al dibattito di martedì). (Vox)

Forse spaventati proprio dalla poca solidità di Biden, o forse dal rafforzamento di Warren, che sembra si stia imponendo come candidata progressista alternativa a Sanders, sono due giorni che politici e commentatori liberal democratici hanno internalizzato le accuse di Trump ai candidati “socialisti,” accusandoli di proporre soluzioni — scegliete voi — populiste, troppo costose, irrealizzabili, ingiuste. A prescindere da chi vinca le primarie, è impossibile non vedere il partito indebolito da questi dibattiti, incapace di accettare nuove soluzioni e nuove idee quando il proprio elettorato si è già spostato da tempo. (the New York Times)

A differenza degli anni precedenti, dove le differenze tra candidati erano legate a singoli punti di programma, il partito democratico statunitense è diviso ora da una profonda spaccatura ideologica, che riguarda tutto: dall’identità del partito nella scena politica a quale futuro immaginare per gli Stati Uniti. La moltiplicazione dei candidati, che ci ha portato a questo punto, con serate piene di personaggi che si riducono più o meno a sole comparse, era il primo sintomo di quella che sta diventando una crisi. (USA Today, via Outline.com)

Tra le difficoltà di Biden — e sono tante, tipo apparentemente confondersi tra il proprio numero di telefono di campagna elettorale e il proprio sito internet — la più grave è forse la profonda incomprensione non solo dei sistemi di sanità pubblica o single payer, ma anche della propria proposta di espansione dell’Obamacare. (the Verge / Libby Watson, su Twitter)

Questo secondo giro è andato meno bene invece per Kamala Harris, che sembrava essersi imposta come antagonista forte di Biden il mese scorso, ma che questa volta è finita nel mirino di molti altri candidati. (TPM)

Il tema della sanità, naturalmente centrale nel dibattito progressista, essendo su questo fronte gli Stati Uniti un paese particolarmente arretrato, rende la faida interna al partito democratico inavvicinabile per chi non segua la politica da vicino. Nella prima parte della serata di ieri i candidati si sono rimbalzati critiche sulle rispettive proposte. Ma ognuno ne ha una e sono tutte diverse — e nessuno si è preso la briga di spiegarle, non l’hanno fatto i moderatori e non l’hanno fatto i candidati. (Raw Story)

(È quasi come se non fosse un problema che è stato largamente risolto in vaste parti del mondo.)

Il momento peggiore del dibattito di ieri è stato però, prevedibilmente, il segmento sulla “gestione” delle migrazioni. All’angolo per difendere le politiche retrograde di Obama in materia, Biden si è trovato a sposare gli argomenti dei repubblicani, sottolineando la presunta differenza tra chi “chiede asilo politico,” e chi “attraversa il confine illegalmente, che è un crimine.” Biden ha rivendicato il diritto dello stato di respingere le persone che migrano “illegalmente,” come se i suoi critici nel partito fossero per i confini aperti. Purtroppo non lo sono, ma il discorso è un altro: il dibattito nel partito è sulla necessità di decriminalizzare la migrazione, l’unica soluzione per impedire che le persone restino per mesi incarcerate al confine. (Vox)

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Mondo

Tre funzionari statunitensi hanno fatto trapelare ai media che Hamza bin Laden, figlio di Osama bin Laden e considerato suo erede, sarebbe morto. Le fonti restano anonime, e non hanno specificato se gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo nella sua uccisione. L’ultima dichiarazione di bin Laden risale al 2018 quando aveva auspicato un’insurrezione araba contro l’Arabia Saudita. (NBC News)

L’amministrazione Trump ha imposto sanzioni specificamente contro il ministro degli Esteri iraniano Zarif, aumentando ulteriormente la tensione con Teheran. Sono stati bloccati i possedimenti di Zarif negli Stati Uniti, e sarà vietato ad entità statunitensi di avere rapporti commerciali con il ministro. Due settimane fa Zarif aveva viaggiato negli Stati Uniti, ma per recarsi alle Nazioni Unite a New York. (Middle East Eye)

In Sudan centinaia di persone sono tornate in strada per protestare contro l’uccisione dei cinque studenti di lunedì scorso. Molti contestatori hanno stampato le foto dei ragazzi uccisi, sottolineando come non stessero prendendo parte a nessuna manifestazione violenta — in realtà, tra l’altro, quella a cui avevano partecipato gli studenti non era neanche una protesta specificamente contro la giunta militare in quanto tale, ma per la mancanza di viveri e benzina. (Al–Araby Al–Jadeed)

Amnesty International torna a condannare le “condizioni crudeli e disumane” in cui sono costretti i carcerati in Egitto. L’annuncio arriva due giorni dopo la notizia che circa 130 detenuti stiano facendo uno sciopero della fame da sei settimane per protesta contro la loro situazione. Secondo il report di Amnesty il paese avrebbe incarcerato un migliaio di oppositori politici per soffocare il dissenso. Secondo Mahmoud Gaber, direttore del gruppo per i diritti umani di Istanbul Adalah, “l’Egitto continua spedito verso la propria trasformazione in una dittatura.” (Al Jazeera)

Chen Daoxiang, il comandante della guarnigione dell’esercito cinese a Hong Kong, si è espresso per la prima volta riguardo alle proteste delle scorse settimane — con una non troppo velata minaccia: ulteriori scontri violenti non saranno più tollerati, e l’esercito è pronto a difendere “la sovranità della Cina.” (South China Morning Post)

Italia

Nel pomeriggio di ieri sono finalmente sbarcati i 116 naufraghi tenuti in ostaggio sulla Gregoretti. Salvini lʼha annunciato su Facebook presentandola come una vittoria — dato che i migranti saranno accolti in 5 paesi europei, mentre 50 resteranno in Italia ospitati dalla Cei — ma a sbloccare la situazione è stata soprattutto lʼispezione sanitaria disposta dal procuratore capo di Siracusa, che ha dimostrato la presenza a bordo di 29 malati, di cui 2 gravi. (il manifesto / ANSA)

Non è chiaro, come al solito, quali saranno i tempi dei trasferimenti dei migranti — che per il momento sono stati reclusi nellʼhotspot di Pozzallo, a parte una donna ricoverata in ospedale — ma è chiaro che i paesi che hanno dato disponibilità allʼaccoglienza sono esattamente quelli che hanno sottoscritto lʼaccordo rifiutato dal governo italiano lo scorso 22 luglio:

Finito un dossier, se ne apre subito un altro: la nave Alan Kurdi della Ong Sea-Eye ha soccorso ieri 40 persone su un gommone al largo della Libia. La “Guardia costiera libica” ha chiesto alla Ong di riportarli a Tripoli, richiesta naturalmente rifiutata dallʼequipaggio, che ora sta facendo rotta verso Lampedusa. Il ministro Salvini, con la complicità di Toninelli e Trenta, ha già firmato il divieto di ingresso in acque italiane. (il Post / Twitter / Adnkronos)

Non sono bastate otto ore di Consiglio dei Ministri per trovare unʼintesa tra Lega e M5S sulla riforma della giustizia: un accordo di massima è stato trovato sulla giustizia civile e sulla riforma del Csm, ma il provvedimento è stato licenziato “salvo intese.” (ANSA)

I nodi da dirimere riguardano la riforma del processo penale e, forse, la prescrizione, ma la Lega vorrebbe riscrivere completamente il testo. Protesta il ministro Bonafede: “La riforma non può essere bloccata da giochetti.” (la Repubblica)

Di certo il confronto non partiva dalle migliori premesse: in diretta su Facebook, Salvini in mattinata aveva trattato Bonafede come un bambino — “ci mette pure la buona volontà” — derubricando la sua riforma a “acqua fresca,” mentre secondo Di Maio si trattava di una proposta “epocale.” (il Fatto Quotidiano)

Per non farsi mancare nulla, lʼex sottosegretario Armando Siri è indagato per autoriciclaggio, per dure mutui “anomali” concessi dalla Banca Agricola di San Marino. (la Repubblica Milano)

Unʼindagine della procura di Reggio Calabria sui rapporti tra politica, imprenditoria e il clan ʼndranghetista dei Libri ha portato allʼarresto di 17 persone, tra cui alcuni esponenti politici locali di spicco: cʼè un ex capogruppo di Forza Italia, ora coordinatore regionale di FdI, un consigliere comunale e il capogruppo del Pd in consiglio regionale. (la Repubblica)

Nella notte del 30 luglio 33 mezzi per la raccolta dei rifiuti, parcheggiati in un deposito, sono stati dati alle fiamme a San Giovanni Rotondo, nel foggiano. Si tratta certamente di un incendio doloso, probabilmente legato alla procedura di aggiudicazione di un nuovo appalto per la gestione dei rifiuti, a cui partecipa anche lʼazienda che possedeva i mezzi incendiati. (la Gazzetta del Mezzogiorno)

Milano

A proposito di roghi di rifiuti, sono iniziati i lavori sul sito di via Chiasserini, alla Bovisasca, dove un gigantesco incendio distrusse un deposito abusivo di rifiuti nellʼottobre 2018. I detriti saranno trasferiti, mentre i rifiuti saranno “accumulati e coperti con teli.” (Askanews)

La giunta regionale ha approvato una delibera per recepire il nuovo sistema integrato delle tariffe dei mezzi pubblici, che però potrebbe tradursi, a partire da ottobre, in rincari fino al 40% per chi si sposta usando solo Trenord. (Corriere della Sera Milano)

Ambiente

Il presidente Putin ha chiesto lʼintervento dellʼesercito per contrastare gli incendi che stanno continuando a devastare la Siberia, dichiarando lo stato dʼemergenza. Oltre alle emissioni e alla devastazione delle foreste, gli incendi rischiano di accelerare lo scioglimento dei ghiacci artici. (DW)

Questa è una foto satellitare scattata il 28 luglio, che dimostra lʼestensione del fumo sprigionato dai roghi (via Phys.org):

Cult

Niente da fare: a poche settimane dallʼevento, a causa di una serie di incidenti organizzativi e legali, il festival che avrebbe dovuto celebrare solennemente il 50simo anniversario di Woodstock è stato annullato. (the Guardian)

Siamo molto tranquilli di sapere che Facebook sta finanziando studi sulla possibilità di creare dispositivi in grado di leggere il pensiero. (MIT Technology Review)

A giudicare dalle offerte di lavoro di Ustwo Games, lo studio avrebbe iniziato a lavorare sul terzo capitolo di Monument Valley, il loro puzzle game surrealista di culto. (the Verge)

Fondo del barile

– Io: beh ma forse questa storia dei rapporti tra la Lega e la Russia è esagerata.
– Sindaco leghista di Sassuolo: i 54 operai di questa ditta fallita dovrebbero accettare di essere ricollocati in Russia. (la Repubblica Bologna)

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