Negli Stati Uniti iniziano i rastrellamenti contro i migranti

https://thesubmarine.it/wp-content/uploads/2019/07/D_X6hUdXsAIFPXm.jpg

in copertina, una protesta contro l’ICE a Chicago,
foto di Alex Van Camp via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Sono iniziati a New York i rastrellamenti dell’ICE contro i migranti senza documenti. L’authority che “gestisce le migrazioni” a livello federale ha condotto raid in almeno due quartieri della città, testimonia una fonte del Wall Street Journal.

L’amministrazione di New York, insieme al procuratore distrettuale di Manhattan Cyrus Vance, sta lavorando per offrire supporto legale gratuito alle comunità di migranti senza documenti. In tutto il paese migliaia di persone hanno partecipato a manifestazioni contro i rastrellamenti, e le metropoli colpite dalla misura oppressiva stanno cercando di organizzare sistemi per difendere le persone. (Vox)

I nostri preferiti sono questi contestatori che hanno abbassato la bandiera statunitense che sventolava davanti a un centro dell’ICE per sostituirla con una bandiera messicana. (ThinkProgress)

In tutte le città colpite dalla misura le amministrazioni comunali e i volontari hanno organizzato gruppi di supporto legale e numeri di telefono d’emergenza per denunciare i raid. Anche le polizie locali si sono schierate dalla parte delle comunità di migranti, garantendo che non collaboreranno con gli agenti federali. (NPR)

“Il terrorismo deliberato di questa amministrazione contro le famiglie e le comunità di immigrati diventa peggiore di giorno in giorno,” ha commentato Mary Bauer, vicedirettrice legale dell’Immigrant Justice Project del Southern Poverty Law Center. Dall’annuncio dei raid tantissime famiglie di migranti hanno iniziato a far scorte alimentari in modo da non dover uscire di casa quando non è necessario. (the Guardian)

Tutte le volte che qualcuno bussa alla porta, ti spaventi,” ha dichiarato una donna al New York Times. La donna aveva già organizzato una piccola vacanza a Disney World per sua figlia, di quattro anni, e il resto della famiglia. Ma alla notizia dei raid, i legali che seguono la sua richiesta di cittadinanza le hanno consigliato di cancellare il viaggio. (the New York Times)

La paura raggiunge anche i cittadini che hanno completa cittadinanza statunitense ma non sono caucasici. Dennis Romero racconta di come molti cittadini, tra cui molti ispanici, escano portando con sé il passaporto, in modo da poter dimostrare immediatamente di avere la cittadinanza agli agenti. (NBC News)

Intanto la tensione attorno ai campi di concentramento sul confine ha raggiunto il punto di rottura. Un uomo di sessantanove anni ha preso d’assalto, da solo, un centro di detenzione con l’obiettivo di dargli fuoco, dice la polizia, che l’ha ucciso quando si è avvicinato alla struttura armato. (Kiro7)

* * *

Vuoi ricevere Hello, World! tutte le mattine direttamente via email? Sostieni the Submarine e abbonati alla newsletter. In cambio, oltre alla tua rassegna stampa preferita direttamente in inbox, riceverai link e contenuti extra, e la nostra eterna gratitudine.

* * *

Mondo

Francesca Mannocchi ha raccolto la testimonianza di alcuni migranti sopravvissuti agli attacchi ai campi di concentramento in Libia, il bombardamento del 3 luglio e l’assalto dello scorso aprile. Secondo Magdalena Mughrabi, una portavoce di Amnesty International, gli incidenti “dimostrano la necessità urgente che tutti i migranti e rifugiati siano liberati dai centri di detenzione.” (Middle East Eye)

Un bombardamento russo ha colpito un campo di sfollati a Idlib, uccidendo quindici persone, tra cui sei bambini. Il campo ospitava rifugiati dalla vicina provincia di Hama, scappati dalle stesse violenze che li hanno raggiunti a Idlib. Qualche ora dopo un altro attacco aereo nella zona ha ucciso un uomo e una donna incinta. (Al–Araby Al–Jadeed)

Migliaia di persone sono tornate a protestare a Khartoum, in Sudan, nel quarantesimo giorno dalla strage del Ramadan, in cui un gruppo paramilitare ha ucciso più di cento persone che contestavano la giunta militare che ha sostituito al–Bashir. (Al Jazeera)

Il Daily Mail ha altri leak esplosivi dalle mail dell’ormai ex ambasciatore britannico Kim Darroch. In un memorandum inviato a Downing Street l’ambasciatore scriveva che l’abbandono dell’accordo nucleare con l’Iran da parte di Trump è stato un atto di “vandalismo diplomatico” per “fare un dispetto a Obama.” (Daily Mail)

Intanto, secondo fonti governative sentite dal Sunday Times, sarebbe stato identificato il responsabile della diffusione delle email di Darroch. (the Guardian)

Verso mezzanotte è tornata la luce a Manhattan, dopo un blackout che per alcune ore ha lasciato al buio la città, bloccando i passeggeri in metropolitana e interrompendo gli spettacoli a Broadway. (the New York Times)

In una mossa a dir poco trumpiana, alla vigilia della Presa della Bastiglia Macron ha annunciato che a settembre la Francia istituirà un “comando spaziale militare,” per migliorare le capacità di difesa del paese. Il presidente francese ha dichiarato che “Rinforzeremo la nostra conoscenza della situazione spaziale, e proteggeremo meglio i nostri satelliti, anche in modo attivo.” Se vi sembra che non voglia dire niente, è perché non vuole dire niente. (France 24)

Intanto, dopo la dispersione violenta dell’occupazione dell’altro giorno al Pantheon, la repressione poliziesca dei sans papier del movimento dei “Gilet noirs” passa anche dalla minaccia delle deportazioni: 21 dei partecipanti alla manifestazione si trovano ora in detenzione amministrativa nell’equivalente dei nostri CPR, per verificare il loro diritto a rimanere in Francia. (Libération)

Il primo ministro Edouard Philippe, a cui i Gilet noirs chiedevano un incontro, si è limitato a commentare su Twitter che “la Francia è uno stato di diritto, con tutto ciò che comporta: rispetto delle regole che si applicano al diritto di soggiorno, rispetto dei monumenti pubblici e della memoria che rappresentano.”

Italia

Ma quindi, chi l’ha invitato Gianluca Savoini alla cena con Putin a Palazzo Madama lo scorso 4 luglio? Secondo Palazzo Chigi, è stato Claudio D’Amico, “Consigliere per le attività strategiche” di Salvini ed ex parlamentare leghista. D’Amico è anche il “capo sviluppo progetti” dell’Associazione Lombardia-Russia. Non si capisce come questa notizia riduca le responsabilità dirette di Salvini. (la Repubblica / Corriere della Sera)

A riprova, la Stampa ha pubblicato la mail con la richiesta di D’Amico per l’accreditamento di Savoini alla cena. (la Stampa dietro pawyall, qui riassunto da Next Quotidiano)

E mentre Salvini continua a negare che Savoini abbia fatto parte della delegazione ufficiale del ministro in Russia, BuzzFeed pubblica alcune email dello stesso Savoini che lo smentiscono: “Non ho un ufficio al ministero ma collaboro direttamente con Matteo Salvini a seconda delle sue richieste. Conoscendoci da sempre.” (BuzzFeed)

Intanto Gianluca Meranda, l’avvocato che ha rivelato a Repubblica di essere stato presente durante la trattativa al Metropol, sarà sentito nei prossimi giorni dalla procura di Milano. Meranda avrebbe partecipato all’incontro “in qualità di General Counsel di una banca d’affari anglo-tedesca debitamente autorizzata al commodity trading ed interessata all’acquisto di prodotti petroliferi di origine russa.” (Rai News)

Per il ministro dell’Interno, però, si tratta solo di fantasie: e per questo non ha intenzione di riferire in Parlamento. (AGI)

Ma questa storia avrà qualche effetto sull’elettorato? Secondo un sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, il 58% degli elettori giudica “grave” lo scandalo.

Il segretario Zingaretti ha aperto i lavori dell’Assemblea nazionale del Pd definendo il partito come “unica alternativa credibile” a questa deriva italiana e rifiutando con decisione il “modello salvini”: “Il comando assoluto di una persona è la premessa della sua solitudine e della sua sconfitta: credo a un partito che sopravviva ai suoi leader. Serve un partito radicalmente nuovo, una comunità organizzata.” Ma, al di là delle vaghe dichiarazioni di principio, la direzione non è assolutamente chiara. (Fanpage)

Come va il razzismo in Italia? Alla grande: una scuola elementare di Fossò, in Veneto, ha presentato ai propri alunni un modulo di iscrizione con la richiesta di specificare la propria “etnia,” se sinti, rom o caminante. Dopo le polemiche, la dirigenza della scuola ha fatto marcia indietro, dicendo di essere stata “male interpretata.” (Avvenire)

A Erba, invece, la sindaca Veronica Airoldi vuole dedicare una via al nonno Alberto, podestà della città tra gli anni Trenta e Quaranta, convinto aderente alla Repubblica di Salò e zelante attuatore delle leggi razziali. La proposta ha scatenato le proteste dell’opposizione e dell’Anpi locale. (la Repubblica)

Forti incendi stanno devastando in questi giorni alcune aree costiere in Puglia – a Gallipoli, nel parco Punta di Pizzo, è stato trovato un morto carbonizzato – e in Sardegna, dove soltanto ieri sono stati domati 41 incendi, che in alcuni casi hanno spinto a evacuare agriturismi e campeggi. (la Gazzetta del Mezzogiorno / Casteddu online)

Cult

La piramide “piegata” del faraone Sneferu è ora aperta al pubblico. Famosa per la sua forma bizzarra, dovuta a un errore di costruzione, la piramide è una delle quattro fatte costruire dal faraone, fondatore della Quarta Dinastia. (the Guardian)

Vi ricordate che Elon Musk ha finanziato una start–up di neuroscienze che vuole collegarvi il cervello al computer? Martedì prossimo l’azienda rivelerà a che cosa stava lavorando. (Gizmodo)

La faida su Twitter più bella del week–end è: ma Godzilla è un drago, sì o no? (Tor.com)

* * *

Gif di STR

Se ti piacciono Hello, World e the Submarine, ricorda di recensire la pagina su Facebook. A domani! 👋

Se ti piace il nostro lavoro e vuoi sostenerci, abbonati alla newsletter di Hello, World!, la nostra rassegna stampa del mattino.

Se invece vuoi discutere con la redazione, ci trovi su Ogopogo, il nostro gruppo Facebook.

Related

Share via

 

Ti piace il nostro lavoro? Sostienici!

Abbonati alla newsletter

di Hello, World!

 

Ogni mattina, una rassegna di link da leggere, vedere e ascoltare, direttamente nella tua inbox.