In questa puntata incontriamo Wolf Bukowski, guest blogger di Giap e firma di Internazionale e Jacobin Italia, per parlare del suo ultimo libro, La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro per edizioni Alegre.

Nel suo saggio, Wolf sonda quelle che dagli anni ‘90 sono le ossessioni di amministratori locali e governanti del nostro paese: la sicurezza e il decoro, armi per discriminare e allontanare da città sempre più trincerate e impaurite tutti coloro che cadono nella fumosa categoria di “indecoros*”.

Com’è facile immaginare, nella classifica di chi ha diritto ad accedere alla città del decoro, i migranti poveri sono all’ultimo posto. Né consumatori, quindi inutili ad alimentare la macchina del capitale, né detentori di cittadinanza, quindi vulnerabili e facili da espellere. “Essi sono colpiti da divieto d’accesso o di permanenza, e sono sempre irregolari da qualche punto di vista (permesso di soggiorno, di lavoro, autorizzazione commerciale…) perché le regole sono confezionate precisamente per escluderli. Ogni strategia di sopravvivenza che mettono in campo viene considerata, quando non direttamente criminale, come minimo indecorosa.” (p.154)

Assieme a Wolf esploriamo come la retorica della sicurezza e del decoro alimenti la ripartizione della società in un “noi” e un “loro.” I dispositivi contro il degrado includono panchine anti bivacco, muri, transenne, conversione di giardini pubblici in parcheggi, multe per chi beve da bottiglie di vetro in strada e daspo urbano. Ma anche l’incremento di pattuglie e militari nelle periferie, e il fiorire di associazioni di volontari che organizzano eventi “di cleaning” (sic!) per togliere “graffiti su palazzi, monumenti e case.”

Al centro del libro e della nostra conversazione restano però le responsabilità della sinistra istituzionale nell’aprire varchi alla destra che quando arriva a governare trova la porta spalancata e il pavimento ben lucidato. Colpe che, al contrario dei graffiti sui muri, sono impossibili da ripulire.

Potete comprare La buona educazione degli oppressi. Piccola storia del decoro qui

Ai microfoni: Maria Mancuso e Wolf Bukowski
Redazione: Maria
Editing e post-produzione: Maria
Musica: Francesco Fusaro

Show notes

Presentazioni di “La buona educazione degli oppressi”
La buona educazione degli oppressi
Un taccuino di viaggio racconta narrazioni tossiche
Luigi Lollini, “Degrado e decoro sono parole magiche…”

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