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Lo stallo sulla presidenza della Commissione europea

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in copertina, foto via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

La rottura tra Merkel e Macron sulla presidenza della Commissione europea è ufficiale: Macron si è opposto di nuovo alla nomina di Manfred Weber, il candidato del PPE. Secondo il presidente francese serve “una persona che abbia credibilità e savoir faire,” per fare in modo che le istituzioni europee mostrino un “rinnovamento” dopo il risultato delle elezioni. (DW)

Macron preferirebbe quindi l’ex commissaria al commercio Margrethe Vestager, ma anche il negoziatore per la Brexit Michel Barnier e lo “Spitzenkandidat” del PSE, Frans Timmermans. (le Figaro)

Per arrivare a qualsiasi nome di compromesso, comunque, servirà il supporto da parte di più di un gruppo parlamentare, un processo che richiederà necessariamente consultazioni approfondite — fino a quel momento, probabilmente, nessun leader politico si sbilancerà nel nominare direttamente un’altra o un altro candidato. (Bloomberg Businessweek)

La posizione di Weber è complicata dal suo legame con il Parlamento europeo, dove siede da 15 anni. “Non sarò un uomo del Consiglio, sarò un uomo del Parlamento,” ha detto più volte, ed è proprio questo che non piace a molti capi di stato e di governo, che temono di perdere almeno in parte il controllo della Commissione. (Politico.eu)

Secondo Timmermans, invece, la nomina del presidente della Commissione non è strettamente prioritaria, prima serve decidere quali saranno le priorità politiche dell’Unione per i prossimi cinque anni. Solo a quel punto si potrà parlare delle varie nomine. (Al Jazeera)

In ogni caso, secondo Donald Tusk, alla riunione di ieri non si è discusso di nomi:

In palio non c’è soltanto la presidenza della Commissione, ma anche un incarico delicato come il governatorato della Banca centrale europea: in cima alla lista dei possibili successori di Mario Draghi c’è Jens Weidmann, l’attuale governatore della Bundesbank, considerato uno dei più radicali sostenitori dell’austerità. (the Guardian)

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Mondo

L’OMS ha finalmente rimosso il “disturbo dell’identità di genere” tra i disturbi mentali elencati dal proprio manuale globale per le diagnosi: è un passo avanti gigantesco per i diritti delle persone transgender. Il cambiamento, annunciato già la scorsa estate, ci ha messo un po’ ad essere approvato. Il testo ora parla di “incongruenza di genere” nel capitolo sulla salute sessuale. (CBS News)

Più di 50 mila insegnanti della scuola primaria e secondaria hanno scioperato in Nuova Zelanda, per chiedere un aumento degli stipendi. È il più grande sciopero scolastico nella storia del paese. (the Guardian)

Amnesty International denuncia in un nuovo report che l’esercito del Myanmar sta di nuovo compiendo crimini di guerra, tra cui esecuzioni extragiudiziali e torture, nel contesto della lotta contro i ribelli Rakhine. Dopo le atrocità contro i Rohingya compiute di anni fa, l’aggressione contro il popolo Rakhine mostra di nuovo un esercito “impenitente, non riformato, che non deve rendere conto a nessuno.” (Al Jazeera)

Una funzionaria delle Nazioni Unite ha di nuovo chiesto che si risponda con “azioni concrete” alla nuova ondata di bombardamenti del governo siriano sulla provincia di Idlib. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani nei bombardamenti di ieri sono state uccise almeno 27 persone. Insieme ai bombardamenti dei giorni scorsi, che hanno causato 52 morti, sembra che dell’accordo per il cessate il fuoco dello scorso settembre non resti più nulla. (Middle East Eye)

L’ultima clinica per l’aborto del Missouri potrebbe chiudere la settimana prossima, perché il dipartimento della Salute locale si sta rifiutando di rinnovarne la licenza. Planned Parenthood porterà lo stato del Missouri in tribunale pur di cercare di tenere la clinica aperta, senza la quale nello stato non sarà presente nessun modo per interrompere legalmente una gravidanza. (the Daily Beast)

Il problema degli Stati Uniti non è solo Trump, è tutto il partito repubblicano: Mitch McConnell, che ha fatto di tutto per impedire a Obama di nominare un membro della Corte suprema nel suo ultimo anno di presidenza, ha ammesso che non avrebbe nessun problema nel confermare una nomina da parte di Trump l’anno prossimo, “perché è un repubblicano.” (Slate)

In Oklahoma è iniziato il processo multi-miliardario contro il colosso farmaceutico Johnson & Johnson, accusato di aver scatenato l’epidemia da dipendenza di oppiacei che sta devastando gli Stati Uniti: avrebbe pubblicizzato ingannevolmente i propri antidolorifici a base di fentanyl, sottovalutando i rischi della dipendenza. (BBC News)

Sono almeno 24 i manifestanti che, dall’inizio delle proteste dei gilet gialli, hanno perso un occhio a causa dei proiettili di gomma sparati dalla polizia. Mentre il governo minimizza, i gruppi per la difesa dei diritti umani continuano a denunciare la violenza eccessiva delle forze dell’ordine. (Politico.eu)

Italia

Vi ricordate di Giuseppe Conte? Il presidente del Consiglio? Ha finalmente rotto il silenzio per commentare il risultato delle elezioni, e anche lui è completamente nella fase della negazione: “Salvini ha sempre fatto parte della mia coalizione, fa parte sempre delle forze che sostengono il mio governo. Quindi perché mi dovrei sentire commissariato?” (Adnkronos)

Conte ha parlato a margine del Consiglio europeo straordinario di Bruxelles, dove insieme a Theresa May è stato l’unico capo di governo a non avere con Jean-Claude Juncker un incontro bilaterale.

Intanto il Movimento 5 Stelle cerca di studiare le mosse future: da Fattori a Ruocco, da Paragone a Lombardi, fino a Primo Di Nicola — che si è dimesso da capogruppo al Senato — sono sempre di più le voci critiche che suggeriscono, più o meno esplicitamente, le dimissioni di Di Maio da “capo politico.” (HuffPost)

Salvini invece continua a dettare la linea e pretende 30 miliardi per la “flat tax,” ma nega qualsiasi ultimatum a Di Maio e ribadisce la fiducia al governo Conte. (ANSA)

Approvato dalle commissioni competenti, oggi arriva in Aula al Senato il decreto “Sblocca cantieri,” che dovrà essere convertito in legge entro il 17 giugno e poi ripassare alla Camera. Tra le tante norme che non c’entrano niente con i cantieri contenute nel testo, è passata anche quella — bipartisan — che prevede uno stanziamento da 5 milioni per installare telecamere di sorveglianza in asili e centri di cura per anziani e disabili. (Fanpage)

Non che le norme che riguardano i cantieri siano meglio: i sindacati confederali ieri hanno protestato a Roma contro quella che definiscono “legge della giungla.” “Questo decreto non agisce sulla politica industriale, ma rovinerà la vita dei lavoratori nei pochi cantieri che saranno aperti, si risparmia su salari, sicurezza e formazione. Il massimo ribasso significa che non sapremo chi coordina cosa. Si sta dando il messaggio che si può tornare come 20 anni fa: alla corruzione e alla liberalizzazione dei subappalti,” commenta Alessandro Genovesi di Fillea Cgil. (il manifesto)

“Improvvisamente la polizia con caschi e maschere antigas è schizzata sul lato destro della strada e ha bloccato il ragazzo vestito di nero con il casco in testa. È stato un attimo impercettibile. Un secondo dopo sono piombati su di me. Una gragnuola di colpi, senza soluzione di continuità.” Il giornalista di Repubblica Stefano Origone racconta il pestaggio subito a Genova. (la Repubblica)

Cult

Nonostante gli sforzi da parte di Disney per eliminare gli stereotipi orientalisti del cartone animato originale, l’adattamento cinematografico di Aladdin dimostra che Hollywood ha ancora tanto lavoro da fare per migliorare la propria rappresentazione del Medio Oriente. (Quartzy)

Lettura consigliata — Magical Women, un’antologia di fantascienza femminista indiana in 14 storie selezionate da Sukanya Venkatraghavan. La recensione di Gautham Shenoy. (Factor Daily)

Per giocare a questo nuovo gioco dei Pokémon vi basta dormire. Cosa? Più o meno. (the Verge)

 

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Gif di Jellevsdino

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