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Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

È durato poco, questa volta, il braccio di ferro con la nave Mare Jonio, che ieri è approdata a Lampedusa sbarcando 36 naufraghi soccorsi al largo della Libia. Ma dopo l’approdo si è ripetuto il copione dell’ultimo salvataggio: la nave è stata sottoposta a “sequestro preventivo” e il suo comandante è indagato per favoreggiamento all’immigrazione clandestina. (Adnkronos)

Al momento dello sbarco, gli operatori a terra per la prima accoglienza hanno salutato l’arrivo dei naufraghi con un applauso. (la Repubblica / video)

Nel solito travalicamento delle sue prerogative, Matteo Salvini aveva anticipato il sequestro della Mare Jonio già in mattinata. Ma il provvedimento è stato notificato ufficialmente dalla magistratura solo alle 20.45:

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A esultare non c’è solo Salvini, ma anche il collega Di Maio, che ha commentato: “La cosa positiva è che questa nave è stata sequestrata un’altra volta, spero che si arrenda e smetta di girare nel Mediterraneo, facendo una serie di azioni che evidentemente hanno qualcosa che non va.” (il Messaggero)

Salvare vite è “qualcosa che non va,” evidentemente. Va alla grande invece il fatto che ieri in un naufragio al largo della Tunisia siano morte almeno 70 persone, partite con un’imbarcazione di fortuna dalla città libica di Zuara. 16 i sopravvissuti, salvati dai pescherecci della zona. Si teme che il bilancio delle vittime possa salire fino a 100. (Sky TG 24)

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Ma oltre al dato “umano” — 36 persone sono state salvate, e si aggiungono alle 30 soccorse dalla marina militare e sbarcate ad Augusta due giorni fa — c’è un dato politico: la realtà ha bucato la propaganda di Salvini, dimostrando che i porti chiusi non esistono. Come sottolinea il deputato di Sinistra Italiana Erasmo Palazzotto, commentando l’annuncio del sequestro prima che fosse ufficializzato: “[Salvini ha] la necessità di alimentare la sua macchina della propaganda e distogliere l’attenzione dal fatto che i porti italiani sono aperti.” (Huffpost / Fanpage)

Anche per questo il ministro dell’Interno ha già preparato un “decreto sicurezza bis,” la cui bozza prevede più poteri al Viminale in materia di navigazione e multe salate per “chi, nello svolgimento di operazioni di soccorso in acque internazionali, non rispetta gli obblighi previsti dalle Convenzioni internazionali, con particolare riferimento alle istruzioni operative delle autorità SAR competenti o di quelle dello Stato di bandiera.” Nel caso in cui la nave in questione batta bandiera italiana — ed è impossibile non vedere qui un altro provvedimento “ad hoc” contro Mediterranea — si prevede anche la sospensione dell’autorizzazione. (Quotidiano.net)

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Mondo

Un’altra ragione per l’inasprimento della guerra dei dazi: Trump vuole utilizzare la propria posizione intransigente con la Cina come un titolo di merito in vista delle elezioni del 2020. Una situazione in cui abbia dimostrato forza, e con cui accusare i democratici di non essere abbastanza aggressivi per il lavoro del presidente. (the New York Times)

A proposito di dimostrazioni di forza che speriamo non vadano a finire malissimo, il Pentagono ha approvato l’invio di un’altra nave da guerra nel Medio Oriente, come ulteriore minaccia nei confronti dell’Iran. (CNBC)

Ma esiste seriamente il rischio di una guerra tra Stati Uniti e Iran? Secondo Barbara Slavin, direttrice della Future of Iran Initiative del think tank statunitense Atlantic Council, sì: “Non ci vuole molta fantasia per immaginare quella che sarebbe una guerra assolutamente terribile.” Secondo il giornalista libanese Kassem Kassir, autore di Hezbollah between 1982 and 2016, è meno probabile inizi la guerra, ma casi di violenza sono probabili, e non saranno limitati in una sola regione. (Middle East Eye)

Commentando l’intensificazione dei bombardamenti russi dalla fine di aprile ad oggi, l’ambasciatore francese alle Nazioni Unite François Delattre ha commentato come “Si deve impedire a tutti i costi che Idlib diventi una nuova Aleppo.” Molti analisti temono che i bombardamenti russi siano preparatori per un assalto da parte di Damasco per riconquistare la provincia. (Al–Araby Al–Jadeed)

Dopo mesi di tentennamenti, i ribelli Houthi hanno lasciato il controllo di tre porti a Hodeida, Saleef e Ras Issa. La ritirata era prevista negli accordi presi lo scorso gennaio, ma le forze alleate dell’Iran temevano in una immediata avanzata dei sauditi nelle zone di cui abbandonavano il controllo. Si spera che questo primo segno di cooperazione possa aprire un dialogo verso un accordo di pace. (DW)

Mentre Trump ha bisogno di mostrare la propria forza, il vice-premier cinese Liu ha bisogno di tranquillizzare il proprio paese. In un’intervista pubblicata sul sito internet di Xinhua, ha dichiarato che i nuovi dazi sono solo una fase dei negoziati tra Stati Uniti e Cina. “Guardando in avanti, siamo cautamente ottimisti riguardo il futuro.” Le difficoltà, secondo Liu, sono inevitabili. “È come correre in una maratona, quando si sta arrivando verso la fine si fa piú fatica.” (South China Morning Post)

Il governo cubano è costretto al razionamento di alcuni beni di consumo, tra cui carne di pollo, uova, riso, fagioli e sapone. La crisi economica nel paese è aggravata dall’embargo statunitense e dal collasso dello stato venezuelano, sulle cui esportazioni petrolifere L’Avana fa affidamento da anni. (the Guardian)

Italia

Sorpresa: a meno di un mese dalle elezioni europee i sondaggi danno la Lega in calo di 6 punti percentuali. Il partito resta comunque in testa, con circa il 30% dei consensi. (Fanpage)

Per fortuna il ministro ha dalla sua armi di propaganda politica potentissime come il concorso “Vinci Salvini,” che non è soltanto una pagliacciata ridicola, ma anche un rischio per la privacy degli utenti che lo seguono sui social. (la Repubblica)

Intanto, nel mondo reale, Salvini trova sempre più contestazioni ad accoglierlo ovunque vada. A Catanzaro le persone che gli hanno gridato “buffone” e “odio la Lega” per tutta la durata del comizio erano molte di più di quelle venute ad ascoltarlo. Lui come al solito ha perso la pazienza dal palco, chiamandoli “moscerini rossi.” (il Fatto Quotidiano)

L’ex presidente della Confindustria siciliana Antonello Montante è stato condannato a 14 anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione. Montante sarebbe stato al centro di una rete spionistica utilizzata per salvaguardare se stesso e colpire gli avversari dandogli la possibilità di essere la testa di un “governo parallelo” in Sicilia. (Rai News)

Il fratello di Peppino Impastato, Giovanni, ha allontanato alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle dal corteo in ricordo del fratello. “Non è ammissibile che chi sta al governo con i fascisti partecipi a un corteo antifascista. Sono venuti con le telecamere, sono andati al cimitero per farsi fotografare. È scandaloso.” (ANSA)

Cult

Emily Palmer ha incontrato Anna “Delvey” Sorokin, la ventottenne russa che ha truffato l’altissima borghesia di New York facendosi credere una ricca ereditiera, accumulando fatture non pagate. Sorokin è stata condannata da quatto a 12 anni di prigione, ma ancora oggi sostiene di non aver fatto nulla di male. (the New York Times)

Che bello questo servizio web che vi promette spazio infinito dove tenere le vostre foto, peccato sia finanziato attraverso un sistema di riconoscimento facciale addestrato anche sulle vostre foto delle vacanze, che l’azienda vende alle agenzie militari. (Boing Boing)

Guarda le foto del coloratissimo rinascimento della scena drag di Taipei, spinto dalla popolarità di RuPaul’s Drag Race e dall’ingresso del drag nella cultura pop più mainstream, da PLAY di Jolin Tsai a A Taiwanese Tale of Two Cities di Netflix. (Dazed)

Ambiente

Quasi tutti i paesi del mondo si sono accordati al termine di una convenzione ONU durata due settimane su un framework legale che impedirà di scaricare i propri rifiuti plastici, spesso contaminati e non riciclabili, presso territori di paesi in via di sviluppo. La decisione arriva dopo l’allarme di villaggi trasformati in discariche gigantesche in Indonesia, Thailandia e Malesia, e dopo lo stop ai rifiuti occidentali da parte della Cina dello scorso anno. Ovviamente, gli Stati Uniti si sono opposti all’approvazione, ma ora dovranno rispettare comunque l’accordo. (the Guardian)

Cose da bere

Un articolo pubblicato dal New York Times contro l’Aperol Spritz ha scatenato una serie di polemiche attorno a uno dei più famosi cocktail nostrani. Dalle origini dello Spritz a lunghi articoli di opinione sul perché sia buono oppure no, Rivista Studio ha raccolto tutto quello che c’è da leggere.

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