In Libia non è stato un bel 25 aprile

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Bentornati a Trappist, un podcast divisivo della redazione di the Submarine

Ieri siamo andati in piazza a Milano per ricordare, come ogni 25 aprile, la festa della liberazione dal nazifascismo. Eravamo in circa settantamila, un buon numero di partecipanti considerando il tempo inclemente, probabilmente per reazione al clima xenofobo e di estrema destra che si respira nel paese — un rigurgito antifascista, insomma. Parleremo anche di tutto il solito corollario di provocazioncine fasciste prima e durante la giornata, come lo striscione inneggiante a Mussolini srotolato vicino a piazzale Loreto.

Essere antifascisti vuol dire anche rispettare la libertà e l’uguaglianza di tutte le persone. La situazione in Libia impone una riflessione: migliaia di persone sono imprigionate in veri e propri campi di concentramento, ma della situazione libica al governo italiano — e alla maggior parte dell’opinione pubblica — importa solo la minaccia di nuovi sbarchi. Il 23 aprile, le milizie del generale Haftar avrebbero fatto irruzione in uno di questi campi uccidendo almeno 6 persone.

Show notes

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In questa puntata sono con voi: Sebastian Bendinelli @sebendinelli e Stefano Colombo @SteftheSub.

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