Abbiamo ascoltato a Parigi le migliori artiste dell’indie internazionale

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Les femmes s’en mêlent, il festival dell’indie femminile internazionale, si è chiuso la scorsa domenica dopo una serata di performance eccezionali.

In copertina Anna Calvi, dalla pagina Facebook di Les Femmes S’en Mêlent

Tra tutte hanno spiccato l’elettronica svedese di Ionnalee e il rap impegnato della sudafricana Dope Saint Jude, — la 23esima edizione di Les Femmes s’en mêlent ci ha dato tante soddisfazioni. Unica pecca: uno dei nostri concerti più attesi, quello della francese Silly Boy Blue, è stato cancellato a due giorni dall’inizio del festival senza troppe spiegazioni. A parte questo, il festival ha riconfermato ancora una volta la sua qualità in termini di gestione e di programmazione, proponendo una scelta eclettica di cantanti e band che hanno infiammato la sala del Trabendo. Piuttosto che un recap, ci proponiamo di farvi ascoltare — e di riascoltare — i pezzi che più ci hanno più colpito, tra sorprese inattese e riconferme. Ecco una piccola playlist de Les Femmes s’en mêlent.

COEUR – “Chrysanthème”

Ad aprire il festival è stata la trap romantica della francese Coeur. La sua performance, un incrocio bizzarro tra kawaii e ghetto, è stato un ottimo modo per iniziare la serata.

ionnalee – “NOT HUMAN”

Inumana, Ionnalee lo sembrava durante una performance in cui un body argentato ornato di luci bianche le ha dato un aspetto etereo, quasi alieno. Per noi la cantante svedese è stata la grande rivelazione del festival.

Dope Saint Jude – “Grrrl Like”

Come si può’ non amare Catherine Saint Jude Pretorious, a.k.a. Dope Saint Jude, rapper di Cape Town che tra un pezzo e l’altro ci regala monologhi sulle donne della sua famiglia, o che ci sollecita a comprare la zine che ha concepito e pubblicato per raccogliere fondi per garantire alla gioventù meno abbiente della sua città di permettersi un’educazione ? La amiamo. Vogliamo essere delle grrrrls like her.

Requin Chagrin – “Sémaphore”

Già conosciutissimi in Francia, i Requin Chagrin ci hanno offerto una performance più intima, a metà strada tra il rock malinconico dei Joy Division e il dream pop dei Beach House, ma non meno brillante.

Anna Calvi – “As a Man”   

Visto che la conosciamo tutti, ma non vogliamo dimenticarcela, beccatevela. Anna Calvi. Che live spacca, tra l’altro.

Leggi anche → Les femmes s’en mêlent: torna a Parigi il festival dell’indie femminile internazionale

 

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