fbpx
 

Al governo che difende le famiglie piace separare le famiglie

https://thesubmarine.it/wp-content/uploads/2019/04/D3T_krGX4AEqHCD.jpg

in copertina, foto via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Neanche una settimana dopo aver tuonato dal palco di Verona per la difesa della famiglia naturale, il ministro dell’Interno si è permesso di ridicolizzare su Twitter (“Non ci resta che augurare buon viaggio verso Berlino”) le donne che si sono rifiutate di scendere con i propri figli dalla nave Alan Kurdi della Ong Sea-Eye, per non essere separate dai propri mariti. Lo sbarco era stato concesso nell’attesa di un accordo con la Germania, mentre la nave continuava a navigare a zig zag al limite delle acque territoriali italiane. (la Repubblica)

Con un comunicato stampa (in tedesco) la Ong spiega la propria contrarietà alla separazione delle famiglie, utilizzando argomenti di buonsenso ma anche citando la Carta dei diritti umani delle Nazioni Unite. (Mailchimp)

Questa notte la nave ha iniziato a dirigersi verso Malta, data l’impossibilità di sbarcare a Lampedusa. (Adnkronos)

Nel corso delle trattative avviate dal governo italiano, la Germania ha fatto sapere che Berlino è disponibile ad accogliere i 64 migranti, sottolineando però la necessità di un approdo al più presto in un porto sicuro. È probabile che a questo punto si tratti di Malta, da cui poi i migranti saranno trasferiti in Germania. (ANSA)

Il copione è sempre lo stesso, e quindi la procura di Agrigento — che coordina l’inchiesta contro Mare Jonio e Mediterranea — starebbe valutando se aprire un’inchiesta anche su questo caso. (Agrigento Oggi)

Intanto a Parigi si è svolto il G7 dei ministri dell’Interno, dove Salvini è andato a cercare una sponda nei suoi omologhi francesi e tedeschi — che non hanno mancato di mostrare un’approvazione, per quanto tiepida, sulla linea tenuta dal governo italiano in materia di immigrazione. (HuffPost)

La lotta al “traffico degli esseri umani” è stata al centro del summit, da cui sono emerse delle dichiarazioni di intenti (gli “impegni di Parigi”) che vanno nella solita direzione: rafforzare il coordinamento tra polizie e magistrature nazionali, effettuare campagne di “sensibilizzazione” per scoraggiare i migranti a partire, rafforzare il sistema dei rimpatri e, guarda un po’, anche continuare a finanziare e addestrare la “guardia costiera libica.” (AGI)

E mentre il ministro dell’Interno incassa complimenti per il calo degli sbarchi, la situazione dei migranti già presenti in Italia si fa sempre più difficile e precaria: lo dimostra l’ultimo rapporto annuale del Centro Astalli — il servizio dei gesuiti per i rifugiati — che registra un “aumento del disagio sociale, della marginalizzazione, degli ostacoli frapposti all’ottenimento di una protezione effettiva.” (Today)

Leggi il rapporto completo sul sito del Centro Astalli.

* * *

Vuoi ricevere Hello, World! tutte le mattine direttamente via email? Sostieni the Submarine e abbonati alla newsletter. In cambio, oltre alla tua rassegna stampa preferita direttamente in inbox, riceverai link e contenuti extra, e la nostra eterna gratitudine.

* * *

Mondo

Le forze di Haftar continuano la propria avanzata verso Tripoli. La cosiddetta Libyan National Army ha preso il controllo di due centri nei pressi della città, Tarhourna e Aziziya, e dell’aeroporto di Tripoli. (Middle East Eye)

Su un altro fronte attorno alla capitale le forze del governo hanno catturato “dozzine” di soldati fedeli al generale, in quella che l’Occidente non chiama ancora guerra solo per interessi politici. (Al–Araby Al–Jadeed)

Decine di migliaia di persone sono tornate a manifestare per la settima settimana consecutiva in Algeria. Le dimissioni del presidente Bouteflika, la richiesta originale delle proteste, hanno galvanizzato il movimento invece che spegnerlo. I contestatori chiedono che il periodo di transizione verso le prossime elezioni, che può durare fino a 90 giorni, non sia gestito dagli uomini del presidente appena dimesso. (Al Jazeera)

Gli avvocati di Michael Cohen hanno consegnato ai Democratici alla Camera un memo di dodici pagine sostenendo di avere le prove che dimostrerebbero “il coinvolgimento di Trump in una cospirazione per colludere con il governo russo.” Il fatto che questi documenti saltino fuori solo adesso, però, è un po’ strano. Leggi il memo su Axios.

Un po’ confuso, Trump ha commentato dicendo sia che Cohen stava mentendo, sia che quei documenti erano in mano degli investigatori da molti mesi. (ABC News su Periscope)

Ma il presidente evidentemente era di fretta, perché doveva recarsi al confine con il Messico per fare un po’ di campagna elettorale. Secondo Trump, “il paese è pieno.” (Chicago Tribune via Outline.com)

In una lettera a Donald Tusk, Theresa May ha chiesto un’altra estensione della scadenza dell’articolo 50, almeno fino al 30 giugno. Questo vorrebbe dire che il Regno Unito dovrebbe partecipare alle elezioni europee del prossimo maggio, però. Tusk, invece, propone un’estensione “flessibile” lunga fino a un anno, se necessario, per disinnescare questo meccanismo di costante emergenza. (Associated Press)

È difficile credere che un’estensione fino a fine giugno sarà sufficiente a risolvere i problemi del governo britannico, soprattutto considerato come il dialogo con l’opposizione si sia già arenato dopo letteralmente due giorni. L’offerta di May, secondo fonti laburiste, sarebbe stata di chiedere al Labour di votare il suo accordo, senza proporre nessuna modifica. (New Statesman)

Questo ammesso che l’estensione venga concessa: in una nota di un meeting tra i 27 stati membri ottenuta dal Guardian emerge che la Francia avrebbe convinto Spagna e Belgio a prepararsi per l’uscita no–deal, proponendo al contrario un’estensione di sole due settimane per preparare i mercati ed evitare una “crisi finanziaria istantanea.” (the Guardian)

Intanto, nel dubbio, i nuovi passaporti britannici sono già stati stampati senza la dicitura “Unione Europea.” (BBC News)

Italia

Ehi chi l’avrebbe mai detto — la crescita miracolosa millantata dal governo non c’è stata (non so se voi l’avete vista in giro, noi no) e il deficit sta salendo al 2,4%, esattamente come si era previsto inizialmente. (la Repubblica, dietro paywall)

Sui conti il governo sembra davvero sul punto della rottura. Conte minimizza, dicendo che le frizioni sono solo “campagna elettorale,” per cui la situazione è di sicuro grave. (Corriere della Sera)

Il presidente di Assolombarda Bonomi parla chiaro: a suo parere per evitare un’altra crisi come quella del 2011 serve fare subito retromarcia su Quota 100. (la Stampa)

Intanto, nell’iperuranio, il governo sta ancora cercando di capire come gestire i rimborsi ai “truffati” dalle banche. Una soluzione c’è — quella proposta da Bruxelles — ovvero di effettuare rimborsi diretti per chi abbia un Isee sotto i 35 mila euro, ma al governo non piace. (il Sole 24Ore)

Dopo tre giorni di proteste violente fasciste — che oggi continueranno, dalle 10:30 — secondo il Messaggero quello di cui c’è da preoccuparsi a Torre Maura è il rischio per possibili “infiltrati” dei centri sociali alla manifestazione antifascista che inizierà alle 10. (il Messaggero)

Alla manifestazione “Non me sta bene che no” ha aderito anche esplicitamente anche il Movimento 5 Stelle. Ma intanto il Campidoglio ha ceduto completamente alle richieste dei fascisti, e tutte le famiglie rom sono state state trasferite altrove. (Adnkronos)

Si è svolta questa notte la fiaccolata in memoria delle 309 vittime del terremoto dell’Aquila, esattamente dieci anni dopo. (Rai News)

In occasione dell’anniversario, su tutti i giornali trovate approfondimenti e reportage che in sintesi dicono sempre la stessa cosa: i lavori di ricostruzione della città sono ancora in alto mare. Un capitolo particolarmente desolante riguarda le scuole: dal 2009, la maggior parte degli studenti aquilani non ha avuto modo di studiare in strutture in muratura. I soldi stanziati ci sono, ma in dieci anni è partito un solo cantiere. (Internazionale)

È stato liberato Sergio Zanotti, imprenditore bresciano rapito tre anni fa in Siria. Sulla ricostruzione del suo rapimento ci sono ancora numerosi punti oscuri. (il Giorno)

Cult

Parliamone — la moda nei giochi di ruolo giapponesi, dalle cinture gigantesche alle catenelle ovunque, tra il gotico e l’hip hop. Jenna Stoeber indaga. (Polygon su YouTube)

Poco prima di morire, Mao Tse–Tung aveva avvisato il premier Zhou Enlai che una celebrità–diventata–presidente degli Stati Uniti avrebbe minacciato la Cina. No, non è successo davvero — ma è la premessa di questa opera satirica di Edward Li Kui-ming che mette in scena la crisi tra Cina e Stati Uniti come un classico teatrale di due secoli fa. (Ma tra i personaggi Xi Jinping non c’è, per andare in scena più tranquilli.) (South China Morning Post)

Foto bellissime della fotografa statunitense Mariette Pathy Allen, che ha scattato momenti importanti e privati della lotta e della vita della comunità transgender negli Stati Uniti. (Dazed)

Nkochwa Ernest è uno scultore di Lagos diventato famoso in tutta la Nigeria per le proprie sculture ricavate da vecchi pneumatici. (BBC News)

Avete già iniziato a vedere Our Planet, la nuova serie documentaristica di Sir David Attenborough su Netflix? (the Telegraph)

Scienza

Questi ricercatori del MIT stanno usando un’insieme di tecniche che chiamano “cyber agricoltura” per far crescere basilico più saporito. (Quartz)

* * *

Se ti piacciono Hello, World e the Submarine, ricorda di recensire la pagina su Facebook. A domani! ?

Related

Resta nel nostro radar.

Segui the Submarine su Instagram e Twitter,
iscriviti al nostro canale Telegram
o alla nostra newsletter settimanale gratuita.

Share via