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in copertina, foto via Twitter

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Domenica si vota per le primarie del Pd, e ieri i tre candidati si sono “affrontati” in un confronto televisivo su Sky TG 24, senza morire dalla voglia di marcare le proprie differenze: tutti e tre hanno ribadito, con varie sfumature di decisione, la contrarietà alle ipotesi di alleanza con il M5S, ma anche all’introduzione di una tassa patrimoniale e al ripristino dell’articolo 18 (Zingaretti si è detto però favorevole a una “verifica” del Jobs Act e a una nuova riforma del lavoro). (la Stampa)

Dall’Europa alla gestione dei migranti il confronto è stato a dir poco deprimente. E se la mancata condanna del Jobs Act vi ha messo di cattivo umore non volete leggere cosa hanno detto i tre candidati in fatto di migrazioni. (Adnkronos)

La differenza maggiore fra i tre candidati si misura forse sulla distanza — ma anche qui, molto timidamente — marcata da Renzi e in, generale, dall’azione dei precedenti governi di centrosinistra. Renzi dal canto suo ha detto di non aver visto il dibattito. “Mi auguro che il segretario che verrà non subisca ciò che è accaduto a me, prendere il 70% e poi essere distrutto dal fuoco amico.” (la Repubblica)

Se avete fatto come Renzi e non avete visto il confronto (anche perché era alle 13, l’orario giusto per essere sicuri che tutti lo guardassero) potete recuperare la diretta qui. (Sky TG 24)

Ma che senso ha avuto fare un confronto senza di fatto dare indicazioni sui motivi per essere votati? Secondo Carlo Buttaroni, presidente di Tecnè, “Il Pd ha perso nell’immaginario collettivo la sua identità e né questo dibattito, né l’intero percorso congressuale hanno aiutato a recuperarla.” (HuffPost)

Su Twitter sono entrati in azione i bot peggio mascherati che si siano mai visti, per portare in trending l’hashtag #VotoZingaretti. I bot erano tutti “elettori delusi dal Movimento 5 Stelle” che si dichiaravano pronti a votare Zingaretti. Dopo essere stati beccati, tutti i bot sono stati cancellati verso le 16. (Next Quotidiano)

Zingaretti è dato in netto vantaggio, tra il 56% e il 63%: la vera sfida è l’affluenza. Tutti i candidati mirano a portare più di un milione di persone al voto. In bocca al lupo. (Agi)

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Mondo

Per caso sapete dov’è Hamza bin Laden, il figlio di Osama considerato leader emergente di Al Qaeda? Gli Stati Uniti hanno messo una taglia da un milione di dollari su di lui. (NBC News)

Come gesto di distensione, il Pakistan libererà il pilota indiano catturato in seguito all’abbattimento di due jet sul Kashmir pochi giorni fa. La tensione tra i due paesi resta comunque altissima. (CNN)

Trovate tutti gli aggiornamenti su questa crisi diplomatico-militare su Al Jazeera.

Il procuratore generale israeliano Avichai Mendelblit ha annunciato che Benjamin Netanyahu sarà ufficialmente incriminato per corruzione e frode in tre diversi processi. La decisione è arrivata dopo tre anni di indagini, ed è la prima volta nella storia israeliana che un primo ministro in carica viene incriminato. Il 9 aprile ci saranno le elezioni. (Haaretz, via Outline.com)

Alcuni eurodeputati conservatori hanno lanciato una campagna per l’espulsione del partito di Viktor Orban dal PPE. “Per quasi dieci anni c’è stato un dialogo per portare Orban in linea con i nostri valori e principi, ma il risultato in Ungheria è che la situazione dei diritti fondamentali e dello stato di diritto si sta deteriorando,” ha detto Anna Maria Corazza Bildt, europarlamentare svedese. (ANSA)

I vertici della missione militare Sophia erano consapevoli del fatto che la missione fosse del tutto insufficiente a salvare vite nel Mediterraneo, e che di fatto l’Europa stava girando la testa dall’altra parte, lasciando campo libero alla guardia costiera libica, legata a doppio filo agli stessi trafficanti. È quanto emerge da alcuni documenti interni del Servizio europeo per l’Azione Esterna, ottenuti da POLITICO.

Il nepotismo, spiegato bene: malgrado i funzionari dell’intelligence avessero negato a Jared Kushner accesso a documenti top secret — citando i troppi interessi all’estero del marito di Ivanka Trump — alla fine hanno dovuto concedergli l’autorizzazione, su ordine diretto del padre di Ivanka Trump. (the New York Times)

Per essere l’autore dell’“arte dell’accordo,” il summit di Hanoi non poteva andare peggio per Trump, che apparentemente ha fatto saltare l’accordo — e l’intera seconda giornata di summit — senza motivo. Stephen Collinson, su CNN, parla del “fallimento della diplomazia da reality show.” (CNN)

Nella conferenza stampa improvvisata dopo la cancellazione delle attività del secondo giorno, Trump ha dichiarato che la Corea del Nord avrebbe chiesto l’allentamento totale delle sanzioni. Ma il giorno precedente fonti “anonime” della Casa bianca avevano parlato con tutta la stampa statunitense di un accordo sull’allentamento parziale e progressivo in cambio dei lavori per il disarmo: accordo che è stato confermato da una contro–conferenza stampa organizzata in serata dalla Corea del Nord, dove il ministro degli Esteri Ri Yong-ho conferma che il paese avrebbe chiesto di sospendere solo 5 delle 11 sanzioni in corso. (SCMP)

Il fallimento di Trump mette in grossa difficoltà il governo progressista del sudcoreano Moon Jae–in, che ha scommesso tutto, o quasi, sulla distensione tra le Coree. Moon era ottimista sul summit, al punto di aver già messo in calendario una conferenza stampa per venerdì per annunciare piani di sviluppo per la collaborazione con la Corea del Nord. La conferenza stampa è stata cancellata, ma i portavoce del governo hanno cercato di mantenere uno sguardo quanto più possibile positivo sulla “reciproca fiducia” tra Kim e Trump. (the New York Times)

Italia

In seguito ai falsi che stanno emergendo nel corso del processo bis sul caso Cucchi, il legale della famiglia Cucchi Fabio Anselmo sta pensando a un’azione legale nei confronti del Comune di Roma e dello Stato. (ANSA)

Conte, presidente del consiglio del governo del trumpista Salvini e di Di Maio a favore dei dazi ha appena scoperto — evidentemente — che la guerra dei dazi degli Stati Uniti contro la Cina ha penalizzato l’Italia. Buon per lui, magari ora lo può spiegare ai colleghi. (Next Quotidiano)

“Volevano distruggermi e ci sono riusciti.” La storia di Ilaria Cecot, assessore provinciale a Gorizia al Lavoro e Welfare e attivista di sinistra a favore dei migranti, diventata vittima di una persecuzione costante su internet e nella vita reale. (Vanity Fair)

Milano

È prevista una grande affluenza alla manifestazione anti-razzista di domani, “People — prima le persone.” L’appuntamento è alle 14 a Palestro. (il manifesto)

Cult

I video ASMR definitivi sono quelli che riprendono la preparazione di prodotti da bar coreani. (Munchies)

Con il calo della domanda per nuovi iPhone gli operai di Foxconn hanno visto prima tagli ai propri salari, e ora la lenta cancellazione dei propri benefit, tra cui il servizio di bus e la lavanderia gratuita — il primo cancellato, la seconda diventata a pagamento. (SCMP)

Netflix ha ordinato un reboot del Club delle baby sitter. Sarà, ovviamente, una miniserie “evento” in 10 puntate — ma sapete cosa sarà certamente meglio? I romanzi originali di Ann M. Martin. (the Muse)

Animali

In India i contadini sono in allarme perché le piantagioni di papaveri vengono distrutte da pappagalli che apparentemente hanno sviluppato una irresistibile dipendenza all’oppio. (Earth.com)

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