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Prima il nord in Sardegna

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Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

Urne aperte in Sardegna per le elezioni regionali: si vota tra 7 candidati presidenti e più di 1400 aspiranti consiglieri. Vince chi prende un voto più degli altri, senza ballottaggio. Per i risultati bisognerà aspettare domani — lo spoglio inizia domattina. (Sky TG 24)

Sulla consultazione incombono le proteste dei pastori, che ancora ieri sono andate avanti con blocchi stradali e sversamenti di latte. Intanto dalla Procura di Nuoro sono arrivate nei confronti dei contestatori le prime indagini — anche a causa del reato di blocco stradale introdotto dal “decreto sicurezza.” (ANSA / Next Quotidiano)

Ieri si sarebbe dovuta tenere una nuova assemblea a Tramatza, dopo il fallimento del tavolo di filiera a Roma, ma è stata rinviata “per problemi di convocazione del tavolo tecnico.” La trattativa per il prezzo del latte resta quindi completamente in alto mare. (la Nuova Sardegna)

Il candidato favorito è Christian Solinas, sostenuto da una coalizione di 11 liste di cui la parte del leone spetta alla Lega — che nel 2014 alle elezioni sull’isola non si era nemmeno presentata, tanto per farvi capire quanto è cambiato il panorama politico. Il suo sfidante principale e Massimo Zedda, ex sindaco di Cagliari ed ex militante di SEL, appoggiato da una coalizione di centrosinistra ad ampio spettro. (il Post, 22/02)

Dal lavoro alla sanità, ANSA ha intervistato i sette candidati alla presidenza della regione. Tra i temi centrali, oltre a maggiore autonomia, c’è la gestione delle risorse europee, viste dal centrosinistra come una soluzione per il rilancio dell’isola. (ANSA)

Note di colore su Christian Solinas: il candidato di destra vanta un percorso universitario quantomeno bislacco, tra lauree fantasma e curriculum misteriosamente spariti e modificati. Non mancano anche 8 candidati “impresentabili,” di cui cinque nello schieramento di centrodestra. (Business Insider)

Nel frattempo, Salvini ha violato il silenzio elettorale già cinque volte. (Giornalettismo)

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Mondo

Senti come se la ride questo funzionario cinese mentre nel bel mezzo di una conferenza stampa Trump e il suo rappresentante per il commercio si mettono a litigare sulla differenza tra un memorandum e un contratto. (Slate)

Forse a Trump la parola memorandum ricorda un altro fronte — quello dell’inchiesta di Robert Mueller. Nel… memorandum appena pubblicato dalla corte sul caso Manafort, Mueller descrive l’ex presidente del comitato elettorale di Trump come un “criminale incallito,” che ha infranto la legge “ripetutamente e sfacciatamente.” (Reuters)

Nel frattempo gli Stati Uniti fanno marcia indietro sulla ritirata dalla Siria. La Casa bianca otterrà una sostanziale riduzione delle truppe — da 2000 a 400 — ma l’esercito rimarrà comunque presente nel paese, al contrario di quanto promesso da Trump. (the Hill)

La ridotta presenza militare statunitense in Siria lascia comunque aperta la porta a sconvolgimenti — e il terrore di una guerra contro la Turchia non travolge solo i curdi, ma tutto il paese, dove sempre più civili cercano di armarsi, e costruiscono febbrilmente barriere e strutture di difesa. (Middle East Eye)

La situazione in Venezuela sta precipitando. Mentre continuano gli scontri tra contestatori e forze armate al confine con la Colombia, un video in cui quattro soldati dichiarano la propria fedeltà a Guaidó è diventato virale, e secondo il leader dell’opposizione i primi “aiuti umanitari” sarebbero entrati nel paese dal Brasile. (BBC News / Twitter)

Per forzare l’ingresso degli aiuti, alcune persone hanno indossato le giubbe della Croce Rossa, pur non essendo affatto affiliati alla Croce Rossa, che su Twitter ha condannato severamente l’accaduto:

Ovviamente la politica statunitense guarda alla crisi con la bava alla bocca:

La polizia indiana ha arrestato almeno 150 separatisti in Kashmir, aumentando ulteriormente le tensioni tra il paese e il Pakistan. Ma le richieste di indipendenza — o per lo meno di maggiore autonomia — non arrivano solo da gruppi terroristici nella regione, ma anche dalla politica e dalla società civile. (Al Jazeera)

Per il dodicesimo sabato consecutivo migliaia di persone sono scese in piazza a Belgrado per chiedere le dimissioni del presidente Aleksandr Vucic. (Radio Free Europe)

E come di consueto sono scesi per le strade francesi i gilet gialli, nel quindicesimo sabato dall’inizio della protesta. In tutta la Francia, secondo i dati del ministro dell’Interno, hanno partecipato 46.600 persone, di cui poco meno di 6 mila a Parigi, dove ci sono stati 28 fermi. (Franceinfo)

Italia

A Melegnano circa 1500 persone — un numero significativo per una piccola cittadina di provincia — hanno manifestato in solidarietà a Bakary Dandio e alla sua famiglia, oggetto di minacce e insulti razzisti nelle scorse settimane. Non erano presenti i politici del centrodestra locale, urtati dalla scelta degli slogan: cittadini del mondo, nessuno è straniero, prima le persone. (la Repubblica Milano)

Il ministro dell’Interno intanto insegue i propri sogni di far west fino a Piacenza, per visitare Angelo Peveri in carcere — colpevole di aver sparato a un ladro, ma non per legittima difesa. Salvini, che ha sempre molto chiara la divisione dei poteri nello stato, sostiene che Peveri non dovrebbe essere in carcere — malgrado la sentenza della Cassazione — e promette che “Chiederà la grazia.” (Corriere della Sera)

Dall’esposto in Procura stanno emergendo nuove accuse contro il maestro Bocci di Foligno: secondo le famiglie il maestro “più di una volta ha deciso di impedire ai bambini di andare in bagno, e alcuni se la sono fatta addosso.” Bocci avrebbe anche mostrato immagini troppo violente della Shoah ai propri studenti. (la Repubblica)

Un incendio sui binari vicino a Cosenza ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria tra Calabria e Sicilia, con ritardi fino a 13 ore. (Sky TG 24)

Ieri intanto l’ondata di maltempo al Centro-Sud ha causato vittime e danni: nel Lazio quattro persone sono morte in incidenti dovuti al forte vento. (Rai News)

Ci sarebbe una maggioranza per approvare il via libera alla Tav, con una cordata tra l’ala “governista” del M5S e tutto il centrodestra. E potrebbe, al contrario, essere la decisione su cui si consumerebbe definitivamente lo strappo della Lega, per andare al voto subito dopo le europee. (il Messaggero)

Milano

“Fino a che non sarò spento, contro il vostro cambiamento.” Leggi il comunicato politico del Collettivo del Liceo Manzoni, che venerdì ha portato in piazza un migliaio di studenti con i fazzoletti rossi al collo. (Milano in movimento)

Per evitare che le biciclette finiscano nel naviglio, o vandalismi di altro genere, in alcune zone non si potranno più parcheggiare le biciclette di Mobike. (Corriere della Sera Milano)

Gif di Mattisdovier.

Cult

Smettetela di preoccuparvi della faccia che fa il vostro gatto — è la forma del suo muso, non un’espressione. Una “resting cat face,” se volete. (the Atlantic)

Guarda la casa di Pablo Escobar a Medellin che viene demolita. Al suo posto sorgerà un memoriale dedicato alle sue vittime. (BBC News / video)

Chi erano le donne dell’Art Brut? Un’esposizione a Vienna finalmente mostra le opere e racconta le vite delle artiste dell’arte grezza, in un percorso che unisce opere di inizio Novecento con lavori contemporanei. (Hyperallergic)

Le previsioni sui vincitori degli Oscar facciamole fare a chi le sa fare: l’intelligenza artificiale. (Inverse)

Spazio

Pupazzo di neve, scamorza, arachide: divertitevi a decidere a cosa somiglia di più la roccia spaziale 2014 MU69, per gli amici Ultima Thule, di cui abbiamo una nuova fotografia a definizione migliore. (the Verge)

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