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La parodia della democrazia diretta

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in copertina, foto via Facebook

Questa è Hello, World!, la nostra rassegna mattiniera di attualità, cultura e internet. Tutte le mattine, un pugno di link da leggere, vedere e ascoltare.

A partire dalle 10 i militanti del Movimento 5 Stelle iscritti a Rousseau voteranno per decidere — al posto dei propri parlamentari — se concedere l’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini. Ed è polemica per il quesito, fuorviante sotto ogni punto di vista: per votare No bisogna votare Sì, e il sequestro dei migranti sulla Diciotti viene definito “ritardo nello sbarco.” (HuffPost)

(Praticamente, l’idea di democrazia diretta del Movimento 5 Stelle è una versione ancora più distopica di Bandersnatch.)

Il livello di ridicolo è tale che perfino Beppe Grillo ha preso in giro l’operazione:

Ma sono molte le voci critiche all’interno del Movimento: Andrea Severini, militante e marito di Virginia Raggi, definisce “malposta” la domanda, mentre le senatrici Nugnes e Fattori hanno annunciato che in aula voteranno indipendentemente dall’esito della consultazione. (Roma Today / il Fatto Quotidiano)

Matteo Salvini, in tour elettorale in Sardegna, ostenta tranquillità: “Nessuna crisi in caso di processo, il governo andrà avanti. L’Italia va avanti a prescindere da quello che si deciderà su Salvini. Non sono così importante da decidere le sorti del Paese.” (la Repubblica)

Approfittiamone per ricordare di nuovo che la piattaforma Rousseau non offre nessuna garanzia di sicurezza e trasparenza. (Wired)

Sulla vicenda si è espresso anche Berlusconi, definendo “una presa in giro per tutti quanti” la decisione di affidare il voto a Rousseau. Secondo il leader di Forza Italia, “abbiamo il governo più incredibile, più assurdo per il nostro paese.” Ma si guarda bene dal togliere il supporto all’alleato leghista, e ovviamente voterà contro l’autorizzazione a procedere. (Rai News)

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Non serve una consultazione su Rousseau per capire che vale la pena abbonarsi alla newsletter di Hello, World!

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Mondo

È sempre più alta la tensione tra India e Pakistan: a pochi giorni dopo l’attentato che ha ucciso 44 soldati indiani, ieri nel Kashmir altri 4 militari sono morti in un nuovo attacco. Il governo di Nuova Delhi starebbe considerando di reagire militarmente contro il Pakistan, giudicato responsabile degli attacchi. (India Today / Financial Times)

A fare le spese della situazione sono anche i cittadini musulmani della regione, sempre più di frequente vittime di atti di violenza e intimidazione. (BBC News)

Secondo un nuovo studio del Global Public Policy Institute di Berlino, nel corso della guerra in Siria sono state usate armi chimiche almeno 336 volte e gli autori scrivono che “sospettiamo che il vero numero possa essere significativamente più alto.” Assad sarebbe responsabile del 98% degli attacchi con armi chimiche della guerra. (NPR)

La polizia israeliana ha costretto una famiglia palestinese ad abbandonare la casa in cui viveva da tre generazioni — nella Città Vecchia di Gerusalemme — perché secondo la corte suprema la struttura sarebbe di proprietà di un colono israeliano. (Al Jazeera)

Non mi ero mai sognata di sposarmi, ma un giorno, sfortunatamente, mi è capitato.” Nasser al-Sakkaf raccoglie la testimonianza di una bambina di 14 anni, venduta come sposa dalla propria famiglia per 1000 dollari. La famiglia, che inizialmente aveva rifiutato, ha ceduto alle richieste dello “sposo” — di quarant’anni — schiacciata sotto il peso dei propri debiti. Succede in Yemen, dove con la guerra trovare lavoro, e vivere, è ogni giorno più difficile. (Middle East Eye)

A proposito di Yemen: il governo e i ribelli Houthi si sono accordati per la prima fase del ritiro dalla città portuale di Hodeidah, in attuazione del cessate il fuoco siglato in Svezia a dicembre. Secondo l’Onu, è un passo importante verso la fine della guerra. (the Guardian)

In visita in Pakistan, Mohammed bin Salman ha firmato un accordo per investimenti da 250 miliardi di dollari — soldi di cui il Pakistan ha disperatamente bisogno. (BBC News)

Il governo venezuelano ha vietato l’ingresso nel paese a cinque europarlamentari spagnoli del PPE, invitati da Juan Guaido. (DW)

In un’intervista a 60 Minutes, l’ex vicedirettore dell’FBI Andrew McCabe dichiara direttamente di essere stato licenziato dal proprio incarico “perché aveva aperto un caso contro il presidente.” Una cosa che non deve farci assolutamente questionare l’innocenza del presidente. (Politico) (

Intanto il presidente ha altre priorità, come lamentarsi degli sketch di satira di SNL, che secondo Trump sarebbero “la vera collusione.” (the Guardian)

Il primo ministro australiano sostiene che ci sia un attore statale — probabilmente la Cina — dietro un “sofisticato” attacco informatico che ha colpito i principali partiti del paese. In Australia si terranno le elezioni a maggio. (the Sydney Morning Herald)

Internet

Il comitato della Camera dei Comuni su disinformazione e propaganda d’odio online è arrivato alle proprie conclusioni: servono strette regolamentazioni dell’operato di Facebook, perché Mark Zuckerberg non è in grado di assumersi nemmeno la “responsabilità personale” delle conseguenze della propria piattaforma. (BBC News)

Sappiamo che il principale responsabile della diffusione della teoria della “Terra piatta” è l’algoritmo di YouTube, ma ora lo dice anche questa ricerca della Texas Tech University. (the Guardian)

Se vi sentite abbastanza nerd potete usare questo script per vedere dove vanno i vostri dati mentre navigate su internet. Se vi accontentate di essere inquietati, qui potete vedere dei risultati. (Hackernoon)

Italia

La tregua tra il governo e i pastori sardi è stata già interrotta: ieri in provincia di Oristano è stata bloccata una cisterna, e rovesciati 10 mila litri di latte. (AGI)

Secondo i pastori la proposta del governo di portare il latte a 72 centesimi a step progressivi “è irricevibile.” Il leader del Movimento dei pastori sardi sottolinea che già l’anno scorso la Regione parlava di raggiungere almeno un prezzo medio di 85 centesimi. (il Sole 24Ore)

La pagliacciata della Lega dopo Sanremo non è ancora finita. In una proposta di legge firmata da Alessandro Morelli si chiede alle radio di trasmettere almeno una canzone italiana su tre. Secondo Morelli “la vittoria di Mahmood dimostra che grandi lobby e interessi politici hanno la meglio rispetto alla musica.” E poi aggiunge, “Io preferisco aiutare gli artisti e i produttori del nostro Paese.” Ma Mahmood è un artista del nostro paese, che piaccia a Morelli o meno. (la Repubblica)

Milano

Milano ha aderito all’associazione “Ecomuseo Martesana” per valorizzare l’omonimo naviglio — un’adesione che potrebbe anche essere letta in vista del progetto di riapertura dei navigli, non ancora del tutto tramontato. (il Giorno)

In giro per Gratosoglio con Mahmood. (la Repubblica)

Cult

Nella città tedesca di Lauchringen si è tenuto il più grande raduno di persone vestite da puffi. (DW)

Dall’emergenza della diffusione delle armi all’uguaglianza di genere, l’artista della Costa d’Avorio Laetitia KY parla di politica e società facendo pettinature che sono sculture di capelli. (Dazed)

Foto via Instagram

Questo videogioco tascabile vi permette di giocare al cubo di Rubik chiedendo una mano al computer quando non sapete cosa fare. (Gizmodo)

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