in copertina, foto via Facebook

Abbiamo fatto quattro chiacchiere per capire come suona e compone l’artista ambient Gigi Masin. In piú: come vincere due biglietti per il festival.

L’Astro festival quest’anno ha calato un asso pesante, di quelli che si fanno ricordare: Jon Hopkins. L’artista inglese ha da poco pubblicato il suo nuovo disco Singularity, confermando l’immenso talento che la critica e il pubblico gli riconoscono. Non è l’unico nome di rilievo. La lineup presentata nei giorni scorsi ha molti artisti degni di attenzione: Boys Noize, Âme, George Fitzgerald Ross From Friends, Gigi Masin Herva, D’arcangelo, Indian Wells, Walking Shadow.

Tra i tanti nomi internazionali, spicca un artista italiano importantissimo anche se poco conosciuto dal grande pubblico: Gigi Masin. Con lui abbiamo scambiato quattro chiacchiere molto interessanti sulla sua decennale carriera e sul rapporto tra tecnologia e musica.

Online si trovano pochissime informazioni su di te nonostante la tua carriera decennale e la stima che nutri da parte di addetti ai lavori e non solo. Come mai?

L’interesse nei miei confronti è recente, risale agli ultimi tre o quattro anni, grazie alla doppia raccolta in vinile pubblicata dalla Music From Memory di Amsterdam. Prima quasi nulla immagino — non è che l’Italia sia un paese facile, né mi voglio lamentare. Restare indipendenti e dedicarsi alla musica che più ti piace nel modo migliore possibile non è un buon viatico per farsi conoscere, soprattutto se non risulti identificabile con qualche moda o con delle sonorità più conosciute. Negli anni precedenti a questa mia ‘seconda primavera’ ho dedicato molto tempo alla radio e al teatro, non ho mai smesso di amare la musica e considerarla una parte fondante della mia vita. Poi il vento è cambiato.

E quindi mi viene da chiederti: come vivi il rapporto con i nuovi mezzi di comunicazione, dopo lavorato quasi con ogni possibile canale comunicativo?

Direi senza stress… sono sempre stato curioso, la tecnologia non è una pagina vuota per me, assolutamente. Vivere il presente comporta a volte la piacevole curiosità di scoprire come il mondo procede la sua strada verso il futuro.

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Come nasce l’esigenza di creare un disco, cosa ti spinge?

Grazie alla radio — cercare i dischi giusti in anni non sospetti facile non era. L’idea di pubblicare un disco l’ho vissuta come la gioia di regalarmi un’esperienza che credevo unica ed irripetibile, come un punto di arrivo — invece è partito tutto da lì. Come per un poeta o uno scrittore un libro è il tramite, l’unione con il pubblico, il disco per chi ama la musica e la suona dovrebbe essere una tappa obbligata del proprio percorso. Esperienza che rimane indimenticabile.

Da quando hai iniziato ad oggi il modo di comporre musica è stato stravolto. Secondo te quali sono le band o gli artisti che in questo momento sanno interpretare al meglio i nuovi modi per comporre?

“Comporre” è una definizione complessa e non semplice, soprattutto per quei gruppi o solisti che hanno un forte impatto sul pubblico, l’atto del creare musica diventa un processo spesso industriale, non intuitivo, non legato alla passione o ad una intuizione. Direi che preferisco la ‘composizione’ che sa di spontaneo, diretto, emozionale, che non risulti una complessa costruzione di suoni. Le emozioni sono così personali, citare Jon Hopkins è doveroso, non solo perché suoneremo nella stessa giornata a Milano, ma perché è un artista che riesce ad usare colori e sensibilità con grande passione, molto nella sua musica mi risulta spontaneo e diretto, affascinante.

Suonerai a Milano all’interno di un festival estremamente interessante per la proposta artistica, su tutti il nome appunto di Jon Hopkins è un richiamo forte per un certo tipo di ascoltatori. Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo live?

Intanto per me è veramente una gioia ed un onore esserci — nei miei live cerco sempre di portare qualche nuovo esperimento e qualche nuovo pezzo, sempre senza dimenticare cosa amo portare sul palco, melodia e se si può anche un pò di dinamica, di ‘movimento’. Guardando avanti.

* * *

Vuoi andare a sentire Gigi Masin, Jon Hopkins e tutti gli altri artisti di ASTRO Festival, il 30 giugno al Circolo Magnolia?

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The Submarine mette in palio due biglietti al festival per un nostro lettore. Per partecipare torna su thesubmarine.it o vieni sulla nostra pagina Facebook venerdì 15 giugno alle 14:

  • Troverai una playlist Spotify collaborativa, premi Segui, e poi aggiungi una canzone a tema spaziale;
  • Raccontaci quale canzone hai scelto e perché, commentando il post su Facebook;
  • Lunedì annunceremo chi ci ha convinto di più con la sua selezione, e ovviamente tutti avremo una playlist strabella da ascoltare.
  • (Strabella, capito? Impegnatevi.)
— FIN —