La Trattativa, una partita a scacchi tra lo stato e la mafia

A distanza di 25 anni dalle stragi di Capaci e via d’Amelio, the Submarine propone un articolo-quiz, una sfida per il lettore, ma anche un modo interattivo per comprendere come si sia svolta concretamente la trattativa fra lo stato e la mafia.

Quando si parla di “trattativa stato-mafia” si fa generalmente riferimento a una serie di eventi accaduti a partire dal 1992 che hanno segnato l’avvicinamento di vertici deviati dello stato ai boss di Cosa Nostra, il cui scopo era quello di porre fine allo stragismo mafioso del biennio 1992-1993.

Ad opporsi a questo patto scellerato furono gli uomini della cosiddetta “anomalia Palermitana,” un pugno di magistrati e membri delle forze dell’ordine che trovarono la forza di ribellarsi al sistema criminale da sempre in vigore a Palermo e in tutta Italia.

falcone-e-borsellino

Nel quiz che vi proponiamo, l’obiettivo del lettore non  sarà quello di dare tutte le risposte esatte, ma piuttosto quello di mettere alla prova e approfondire le proprie conoscenze. Nella terza parte di questo progetto trovate tutti i link e i video per approfondire.palermo-anni-90

Palermo. 30 gennaio 1992.

La cassazione conferma le condanne del maxiprocesso: 19 ergastoli e un totale di 2665 anni di carcere per boss e altri membri di Cosa Nostra, che per la prima volta nella storia si trova in difficoltà.

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#1 Poco dopo, il Ministro per gli interventi straordinari del Mezzogiorno ________________ confida i propri timori al maresciallo dei carabinieri Giuliano Guazzelli: “Ora uccidono me o uccidono Lima.”

#2 “Ora tocca a me,” avrebbe detto il ministro Calogero Mannino all’esponente DC Nicola Mancino, che lo riferirà in seguito durante un processo — ma sarà smentito dallo stesso Mannino. Ulteriori dichiarazioni di Ciolini vengono inoltrate al Ministro dell’Interno, Vincenzo Scotti, e al capo della polizia, Vincenzo Parisi, che le dirama alle prefetture di tutta Italia e chiede maggiore protezione per i membri della DC Andreotti, Mannino e Carlo Vizzini. Il 20 marzo Scotti si reca in senato e dichiara che sarebbe opportuno informare i cittadini del presunto tentativo di golpe, ma per Andreotti si tratta di un bluff. A fine marzo, Vito Ciancimino detto Don Vito – ex-sindaco di Palermo e trait d’union tra la politica siciliana e mafia di Corleone – riceve a colloquio nella sua villa ________________ , che gli rivela i suoi sospetti. “Riina sta prendendo una piega che non mi piace. Gli hanno riempito la testa di minchiate. Qualcuno gli ha promesso qualcosa di grosso, veramente grosso. Ha intenzioni brutte.

#3 Il 4 marzo l’ex-agente segreto Elio Ciolini – uomo vicino ad ambienti di estrema destra e già condannato per falsa testimonianza sulla strage di Bologna – riferisce di una riunione segreta avvenuta in Jugoslavia. Esponenti eversivi della destra europea avrebbero deciso di sovvertire il potere politico in Italia attraverso una strategia della tensione da attuarsi tramite attentati dinamitardi e sequestri o uccisioni di personaggi di spicco della politica. Il 12 marzo due sicari di Cosa Nostra uccidono l’europarlamentare Salvo Lima (DC), uomo di fiducia di ________________ , allora Presidente del Consiglio.

#4 Il 4 aprile, il maresciallo Guazzelli, che stava segretamente investigando su Mannino, viene assassinato da Cosa Nostra ad Agrigento. L’instabilità politica profetizzata da Ciolini diventa sempre più evidente: il 24 aprile cade il governo Andreotti e subito dopo le elezioni scoppia Tangentopoli, che porta all’arresto di un gran numero di politici e imprenditori vicini ad essi. Tra aprile e maggio, ________________ inizia a incontrare in veste informale il capo della polizia Parisi, il n°3 del SISDE Bruno Contrada e il capo dei carabinieri del ROS Mario Mori.

#5 L’ipotesi degli inquirenti è che il ministro, preoccupato per la propria incolumità, abbia incoraggiato l’avvicinamento di alcuni esponenti dello stato ai boss di Cosa Nostra, al fine di avviare una negoziazione e avere salva la vita. Inoltre, nelle misteriose lettere scritte a fine giugno dall’anonimo ribattezzato “Corvo Due”, si legge che ________________ a maggio avrebbe incontrato Totò Riina in persona, in una chiesa di San Giuseppe Jato.

#6 Il 21 maggio Paolo Borsellino concede un’intervista esclusiva a Canal Plus in cui ammette che la mafia sta cercando di avvicinare gli imprenditori di spicco dell’Italia, tra i quali Silvio Berlusconi. Il 23 maggio 1992, a Capaci una carica di esplosivo uccide Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Tra le macerie viene ritrovato un bigliettino che riporta il numero di telefono del ________________ , Lorenzo Narracci, che in seguito dirà di averlo perso durante un sopralluogo.

#7 Nel frattempo, i computer e le memorie elettroniche contenenti i diari di Falcone e i suoi appunti investigativi vengono manomessi, formattati o rubati. Si salvano solo due cartelle di testo affidate personalmente da Falcone alla giornalista Liliana Milella. Borsellino cerca fin da subito di far luce sulla strage di Capaci e per questo vuole proseguire le indagini iniziate dal suo amico e collega. In particolare, si interessa del rapporto ________________ stilato dai ROS nel 1991, di cui però esisterebbero due copie.

#8 L’originale, in cui erano presenti i nomi di imprenditori e altri personaggi in odore di mafia – primo tra tutti Mannino, che sarebbe ritratto come il “gestore” del sistema – e una copia depurata dai nominativi più illustri. Sarebbe quest’ultima edizione quella che fu consegnata a Falcone. La strage di Capaci sconvolge il parlamento al punto di provocare la sconfitta del candidato allora favorito nella corsa al Quirinale, Giulio Andreotti, al suo posto viene eletto

#9 Il ministro Scotti candida Paolo Borsellino a sua insaputa a capo della super-procura antimafia ideata da Falcone. Il prestigio di quella carica è elevatissimo e il magistrato si sente sovraesposto al rischio di un attentato: “Hanno messo l’osso davanti ai cani,” dirà Borsellino al tenente Carmelo Canale, uno dei suoi collaboratori più stretti. Il 30 maggio il capo del ROS ________________ incontra Massimo Ciancimino su un aereo e gli chiede di incontrare in veste informale il padre Vito.

#10 Per i magistrati è in questo momento che inizia la trattativa. Provenzano incontra Vito Ciancimino a inizio giugno e gli ordina di agire da mediatore fra il ROS, Riina e Antonino Cinà (medico della mafia e interlocutore dello stesso Provenzano). L’otto giugno il ministro di grazia e giustizia Claudio Martelli (PSI), molto vicino a Falcone, ottiene l’approvazione di un decreto che inasprisce il carcere per i boss mafiosi. La seconda settimana di luglio ha inizio una serie di incontri fra Vito Ciancimino e ________________ , ma per trattare seriamente occorrono delle coperture politiche, motivo per cui il carabiniere in seguito si presenterà assieme al capo del ROS Mario Mori.

#11 Il 21 giugno Riina viene informato del dialogo avviato con i capi del ROS e ne parla al suo braccio destro, Giovanni Brusca: è felicissimo nel sapere che lo stato sta considerando di scendere a patti con la mafia. I boss di Cosa Nostra iniziano a consultarsi fra loro per stilare il papello, una lista di richieste cui lo stato dovrà cedere per fermare gli assassinii dei politici. Nel frattempo Giuseppe De Donno informa Liliana Ferraro, direttrice degli affari penali del ministero della giustizia, che i ROS stanno trattando con Ciancimino, interlocutore dei mafiosi; la Ferraro riferisce a sua volta a Martelli. I vertici del ROS Mori e De Donno incontrano segretamente Borsellino il 25 giugno, in seguito dichiareranno di aver discusso con lui solo del rapporto “mafia e appalti”, e non degli incontri fra i ROS e Ciancimino. Quella sera però, il giudice, invitato a parlare ad un convegno organizzato da MicroMega, nel suo discorso dirà:

#12 Il 28 giugno viene eletto presidente del consiglio Giuliano Amato e i suoi ministri sostituiscono quelli del precedente governo Andreotti. Il ministro dell’interno Scotti viene sostituito da Mancino, il quale sostiene di aver chiesto a Scotti di rimanere al Viminale, ma quest’ultimo nega. Il politico Giuseppe Gargani (DC) cerca di convincere Bettino Craxi (PSI) a candidarlo come ministro della giustizia al posto di Martelli, ma il suo piano fallisce. Lo stesso giorno Borsellino incontra la Ferraro all’aeroporto di Fiumicino, che lo informa delle negoziazioni fra i ROS e Ciancimino, ma il giudice non sembra per niente sorpreso dalla notizia. Rimane invece sconvolto quando viene a sapere dal ministro della difesa Salvo Andò (PSI) che un’informativa del ROS li segnala entrambi come possibili bersagli di un attentato dinamitardo, assieme al PM di Mani Pulite Antonio Di Pietro. Borsellino è furioso e amareggiato, perché a lui quel documento non è mai arrivato, mentre Andò l’ha ricevuto dal procuratore capo del tribunale di Palermo, Pietro Giammanco. Forse è per questo motivo che, un giorno imprecisato di fine luglio, Borsellino si porta le mani al volto e scoppia a piangere in presenza dei magistrati Alessandra Camassa e Massimo Russo. “Un amico mi ha tradito,” singhiozza il giudice, ma i due racconteranno questo episodio solo nel 2009. Il primo di luglio Borsellino sta interrogando il pentito Gaspare Mutolo a Roma, quando viene interrotto da una telefonata dal Viminale che lo invita ad incontrare il nuovo ministro dell’interno, Mancino. Al ritorno, Borsellino è talmente scosso che fuma due sigarette per volta, senza neanche accorgersene. Nell’anticamera del ministero si è imbattuto in ________________ , che ha fatto una battuta sul pentimento di Mutolo – ma quell’informazione al momento doveva essere segreta.

#13 Borsellino lo reputa pericoloso al punto tale da dire che “solo a fare il nome di quell’uomo si può morire,” forse è per questo che la stessa sera confida alla moglie: “Ho respirato aria di morte.” Nel frattempo il papello viene consegnato dai corleonesi a Vito Ciancimino, dentro ci sono delle richieste talmente esose che l’ex-sindaco le ritiene “irricevibili,” tra cui l’abrogazione della legge sul 41bis e l’introduzione del meccanismo di dissociazione per reati di mafia. Il 13 luglio Ciancimino mostra comunque il papello ai carabinieri del ROS, che

#14 Il 16 luglio Borsellino interroga Mutolo per l’ultima volta e riceve un’informativa del ROS che lo mette in guardia su un imminente attentato ai danni suoi e del PM Di Pietro. Il giorno dopo allora si reca a Roma, dal capo della polizia Parisi, e gli chiede un rafforzamento della scorta, che però non avverrà. Quando passa in procura si ferma a salutare e abbracciare affettuosamente tutti i colleghi, cosa mai accaduta prima: ormai ha capito che sta per essere assassinato. Mentre viene accompagnato all’aeroporto per tornare a Palermo, telefona a due magistrati, Giovanni Tinebra e Pier Luigi Vigna, e ad uno di loro dice: “Adesso noi abbiamo finito, adesso la palla passa a voi.” Una volta giunto a Palermo, Borsellino confida alla moglie: “Sto vedendo la mafia in diretta.” Mutolo ha fatto i nomi di personaggi insospettabili che sono in realtà al servizio della mafia, tra di loro ci sarebbe addirittura il comandante del ROS ________________ , indicato come punciutu, ossia affiliato a Cosa Nostra con rito del sangue.

Fine

Tanto sono gravi le cose dette da Mutolo, che al termine dell’interrogatorio il giudice si è sentito male e ha vomitato.

I pentiti Giovanni Brusca e Salvatore Cancemi raccontano che proprio in questo momento la trattativa subisce una “accelerazione”.

 

Il 19 luglio 1992, una Fiat 126 bianca imbottita di tritolo esplode in via d’Amelio uccidendo Paolo Borsellino e gli agenti della scorta. Le autorità si accorgeranno in seguito che dalla borsa del magistrato recuperata dal luogo della strage manca l’agenda rossa, in cui Borsellino annotava gli appunti delle sue indagini.

Prosegui la lettura:
• Il periodo delle stragi, in altre 13 domande
La Trattativa, per approfondire


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