The Sub non è un giornale online ma un servizio di informazione.

The Submarine nasce a Milano nella primavera del 2016. La sua missione: fare emergere storie sommerse, dimenticate, abbandonate dal resto della stampa. Ci proviamo tutti i giorni, qualche volta, forse, ci riusciamo.retro

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Perché fare informazione online?

Negli ultimi decenni si è aperto uno iato fra i mezzi di informazione e il loro pubblico di riferimento. Al crollo dell’editoria cartacea ha corrisposto un’offerta editoriale online estremamente frammentata e di qualità molto discontinua.

Molti dei colossi del giornalismo tradizionale non hanno mai saputo adattarsi al nuovo ambiente, divisi tra una semplice replica online dei contenuti cartacei e una corsa al ribasso per accaparrarsi i click dei lettori e massimizzare i magri introiti pubblicitari. Di contro, sono nate direttamente su Internet numerose realtà editoriali, spesso pregevoli, ma sempre limitate dai medesimi difetti o da una tendenza eccessiva alla settorialità e all’autoreferenzialità.

La stampa italiana — per molti versi anche quella europea — non è riuscita ad adeguarsi né all’evoluzione della società né a quella dei mezzi di comunicazione, perdendo il contatto con la società e i lettori, soprattutto i più giovani: questo ha creato uno strappo che noi abbiamo intenzione sia di sfruttare che di ricucire con un magazine che sia capace di combinare fruibilità e ricchezza di contenuti, ma soprattutto che sia concepito nativamente per il web.

Di cosa ci occupiamo?

The Sub si occupa delle notizie dal mondo, di storie inedite da Milano, di cultura, scienza, tecnologia — notizie che fa bene leggere.

Ma se è vero che le notizie cambiano tutti i giorni, le storie no. E le nostre grandi storie sono:

  • Le migrazioni epocali in corso verso il nostro continente, e la colpevole e premeditata incapacità dell’Europa di aiutare chi è in estrema difficoltà.
  • La nuova esplosione di povertà e disuguaglianze nel Primo mondo.
  • L’Emergenza ambientale e la troppo lenta transizione verso energie rinnovabili.

Perché ci imbarchiamo in questo lavoro, in un mestiere che al massimo imbarca acqua?

Perché siamo convinti che sia importante , perché possiamo dare una mano e perché crediamo che questo sia il mestiere più bello del mondo (a parte il custode di isole deserte).


Il Serviziohead

La libertà da strutture editoriali preesistenti ci consente di adottare con flessibilità le regole del gioco del mezzo informatico. La vasta maggioranza del tempo trascorso dagli utenti è sui social network, dove però regnano incontrastate notizie false, allarmismo, clickbait. Quasi tutti contenuti sono link, che Facebook — il social più utilizzato in Italia — penalizza perché allontanano gli utenti dal proprio portale. Gli editori non detengono piú il ruolo di curatela editoriale, spostato nelle mani degli algoritmi.

La scommessa della stampa online era sulla centralità della homepage, ma è stata persa. Gli utenti oggi arrivano in vasta maggioranza direttamente attraverso la vera unità fondamentale dell’Internet: il link. Tanti, però, bloccano le pubblicità, pochi navigano a pagine ulteriori dopo quella in cui sono approdati e nessuno consuma informazione solo attraverso una testata.

Di conseguenza, oggi nessun sito internet svolge un ruolo di servizio come la stampa e la televisione pubblica hanno fatto nel XX secolo. Per questo, grossa parte della nostra attività si svolgerà direttamente sui social network, con contenuti multimediali dedicati, creati utilizzando i nuovi strumenti che gli stessi social mettono a disposizione.

La scarsa vitalità dei mezzi d’informazione ha contribuito a scollare la cultura dal proprio tessuto sociale. Negli ultimi venti anni la cultura “alta” si è alienata sempre di più, diventando autoreferenziale ed inaccessibile; cosa ancora più grave, la cultura popolare non si è mantenuta ben salda alla società ma si è lasciata trascinare in questa alienazione. Risultato: una polarizzazione esasperata tra una sfera intellettuale velleitaria e una società orfana di quella che dovrebbe essere una delle sue parti più vitali. Riavvicinare la conversazione culturale al consumo e all’attualità è fondamentale ed è proprio quello che ci proponiamo di fare con The Submarine.