Abbiamo parlato con i fondatori di Kleisma, un nuovo servizio che vuole mettere in contatto musicisti con etichette, agenzie, e presto, locali.

Alessandro Saitta, Daniele Saitta e Riccardo Farina hanno pensato e realizzato Kleisma, il primo network interamente rivolto ai musicisti. Oggi, a tre mesi dalla nascita, Kleisma raccoglie duemila musicisti provenienti da tutta Italia e si pone come obiettivo quello di rivoluzionare i metodi tradizionali di collaborazione musicale. Sognando in grande, perché le potenzialità sono tante e “noi sappiamo che in Italia ci sono almeno un milione di musicisti.”

Raccontateci qualcosa di voi. Com’è nata l’idea di creare un network dedicato ai musicisti?

A: l’idea di Kleisma è nata due anni fa. A quel tempo io lavoravo ad Altroconsumo, dove facevo lo sviluppatore.

D: io facevo il tecnico e il project manager per alcune multinazionali del settore energetico.

A: nell’aria c’era da tempo l’idea di mettere in piedi un progetto per conto nostro.

D: entrambi abbiamo una grande passione per la musica. Alessandro è un batterista, io ho suonato per un po’ di tempo il basso, volevamo fare qualcosa cercando di sfruttare al meglio tutte le nostre competenze. All’inizio mi era venuto in mente di fare qualcosa in ottica talent ma lui mi ha fatto notare che quello che davvero mancava era un luogo professionale dove riuscire ad incontrare nuovi musicisti e valutarli prima di contattarli per creare nuovi progetti artistici. Allora ci siamo messi un po’ a pensare, pianificare, abbiamo capito che servivano altre competenze (relative al design della piattaforma e alla parte di interfaccia utente) e abbiamo coinvolto un altro collega di Alessandro, Riccardo.

Sul vostro sito quindi fate anche una valutazione dei musicisti che si iscrivono?

A: no, abbiamo sviluppato un profilo che permette a chiunque di valutare chi ha di fronte, non facciamo selezione ma offriamo lo strumento perché altri lo possano fare attraverso di noi. Siccome oggi il lavoro in ambito musicale funziona più per conoscenze che per merito offriamo uno strumento che consenta di mettere in luce le proprie competenze, in modo da premiare il merito.

Kleisma è rivolto anche ai locali?

A: non abbiamo ancora uno spazio dedicato ai locali, ma già diversi di loro sono entrati in contatto con i nostri musicisti per organizzare serate o eventi, infatti i nostri musicisti possono essere contattati anche da chi non è iscritto alla piattaforma. Ci sono già stati diversi contatti anche da etichette, privati, manager e agenzie. Vogliamo fare tutto il possibile per fare rifiorire la musica in Italia, e sicuramente i locali giocano un ruolo importante nel settore, tanto che abbiamo intenzione di strutturare un nuovo servizio dedicato solo al contatto tra musicisti e locali.

Insomma vi sostituireste agli uffici stampa.

A: non necessariamente.

D: pensiamo che potrebbero lavorare più efficientemente con la nostra piattaforma. Noi puntiamo a sviluppare servizi utili per tutti gli attori del settore musicale. Le agenzie in questo momento spesso fanno recruitment attraverso conoscenze personali, se hanno bisogno di musicisti noi forniamo loro strumenti con cui fare selezione di musicisti o formazioni che possano premiare esperienze e merito. Potremmo costruire degli strumenti ad hoc per gli uffici stampa. Semplicemente punteremo ad alzare l’asticella dei servizi che dovranno offrire.

Come sta andando Kleisma?

D: al momento, in tre mesi, si sono iscritti circa duemila musicisti. I musicisti iscritti, solitamente, sono entusiasti perché vedono la possibilità di evidenziare le proprie capacità e le proprie esperienze ed è qualcosa che altri servizi non offrono. Nel tempo stanno nascendo molti progetti rivolti all’aggregazione di musicisti, però si orientano più sul lato social e a volte sono poco professionali. Kleisma invece vuole essere un network altamente specializzato e professionale.

Kleisma quindi è rivolto più ai professionisti che agli amatori.

A: Si, il profilo è concepito per i professionisti. Quando ci si iscrive si possono scegliere tre categorie: amatore, semiprofessionista e professionista. Il servizio è uguale per tutti, quello che vediamo è che è maggiormente apprezzato dai professionisti (che riescono a sfruttarne maggiormente le funzioni) e dai semiprofessionisti.

D: gli amatori normalmente preferiscono altri tipi di piattaforme, magari un po’ più social.

A livello geografico immagino che la vostra piattaforma possa interessare di più ai musicisti professionisti che non si trovano in realtà come Milano ma che magari abitano in provincia e hanno quindi meno possibilità di coltivare conoscenze nell’ambito musicale.

D: è così. Kleisma non ti garantisce collaborazioni o nuove date nei locali ma ti fornisce uno strumento per generare nuovi contatti. Un profilo ricco di studi ed esperienze è quello che fa la differenza nel trovare ingaggi, sia tra musicisti, che verso locali, etichette ecc.

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Insomma non promettete nulla.

D: non promettiamo nulla, la piattaforma è gratuita e noi siamo “solo” un mezzo. Cerchiamo di mettere in luce tutto quello che un musicista sa fare, è questo che farà la differenza, e questo non dipende da noi. Noi ci occupiamo di far crescere il più possibile i numeri della piattaforma e includere nuovi attori del settore, facciamo espandere il network e i servizi offerti per aumentare le possibilità di tutti.

A: si pensa sempre ai locali per nuove date, ma oggi ci sono dei musicisti che potenzialmente hanno del lavoro ma che hanno bisogno di altri musicisti per poterlo realizzare. Se iniziamo a far circolare meglio il lavoro tra i musicisti già facciamo qualcosa di utile.

Al momento la piattaforma è gratuita. E in futuro?

D: anche in futuro continueremo a mantenere gratuiti i servizi che già sono sul sito. A breve ogni musicista potrà creare un mini sito per ogni formazione, completo di date, discografia, foto, video, biografia e di link ai singoli profili dei musicisti. Anche questa parte sicuramente sarà gratuita. Svilupperemo poi dei servizi “premium” che si aggiungeranno a quelli già disponibili.

Quindi come si sosterrà Kleisma?

A: il nostro obiettivo non è creare “il Linkedin dei musicisti”, etichetta che ci hanno più volte dato, ma creare una piattaforma che unisca tutti gli attori permettendo loro di collaborare. Dopo aver aggiunto le formazioni svilupperemo una parte a pagamento con dei servizi aggiuntivi sia per musicisti che per etichette, locali, agenzie ecc. Anche perché al momento la piattaforma è autofinanziata.

Oggi, secondo voi, quali sono i punti deboli della promozione degli artisti?

A: il mio parere molto personale è che il punto debole siano gli artisti stessi.

Perché?

A: perché, e questo lo dico da musicista, credo manchi completamente il punto di vista dell’altra parte. Spesso non si capisce che anche la musica artisticamente più interessante del mondo deve necessariamente incontrare un pubblico. Quando vai in un locale a suonare tu, di fatto, stai vendendo un intrattenimento costituito dalla tua arte. Nei locali manca invece, molte volte, la concezione dell’arte, del lavoro del musicista, per cui chi va a suonare non viene remunerato adeguatamente.

D: non c’è comprensione tra le parti. Uno degli strumenti che svilupperemo in futuro sarà quello delle audizioni. I locali potranno fare delle vere e proprie ricerche, pubblicare degli annunci di lavoro in cui potranno specificare esattamente le condizioni di una data. Esempio: cerco una band che faccia un tributo a Vasco Rossi perché so che quella serata potrebbe riempirmi il locale. Offro una certa cifra. Oppure voglio dare spazio a band emergenti di inediti, offrendo una cifra più bassa. A questo punto il locale sceglierà tra le varie band che si proporranno. Quei gruppi avranno già accettato le richieste del locale. Il modo di trovarsi c’è sempre, bisogna solo parlarsi.

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Come vedete Kleisma tra quindici anni?

(ridono) D: Forse potremmo sembrare arroganti. Tra quindici anni noi immaginiamo che i musicisti si presentino esibendo il proprio profilo Kleisma, ad un concorso, per insegnare in una scuola di musica… Immaginiamo che l’interazione tra tutti gli attori del settore musicale avvenga attraverso la nostra piattaforma.

Qual è l’artista medio che si iscrive oggi a Kleisma?

D: oggi riusciamo meglio ad arrivare ad un direttore d’orchestra rispetto ad un Ghali. Un artista è più interessato al rapporto con i fan, lui ad esempio ne ha tanti e non credo che abbia bisogno di noi. Diciamo che Kleisma è più rivolto alla figura del musicista che sta “dietro le quinte”. Il quaranta percento degli iscritti sono dei semi-professionisti, un altro quaranta percento sono professionisti e il venti percento sono amatori. Il musicista medio iscritto al nostro network crede che Kleisma sia uno strumento utile, una piattaforma professionale. È contento di avere uno spazio dove ha visibilità ed è aperto a collaborazioni. Ci sono molti musicisti con una carriera da fare invidia, che probabilmente hanno già tutti i contatti che servono loro per suonare, ma come ci hanno detto più volte “è sempre bene generare nuovi contatti”.

Prima vi ho chiesto come vi vedete tra quindici anni perché mi è venuto in mente il caso Fedez-Soundreef. Lasciando SIAE Fedez ha di fatto aperto la strada a molti altri artisti e musicisti che altrimenti, molto probabilmente, non avrebbero mai avuto il coraggio di cambiare. Quindi non è assurdo pensare che un domani un artista molto in vista possa iscriversi a Kleisma.

Certo. Quello che pensiamo noi però è che, per far sì che questo avvenga, non sia tanto questione di tempo quanto di qualità del servizio e noi ce la stiamo mettendo tutta.

Immagino vi siate anche fatti un’idea di quale sia il bacino di musicisti in Italia.

D: noi sappiamo che in Italia ci sono almeno un milione di musicisti. Se un decimo di questi musicisti si iscrive a Kleisma perché lo reputa un servizio utile, in futuro immaginiamo una piattaforma con più di centomila profili di musicisti e un numero molto più alto di band.


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