A Roma, Brescia e Milano migliaia di cittadini muniti di rilevatori passivi si apprestano a scendere in strada per misurare la concentrazione di biossido di azoto (NO2) nei pressi di scuole e aree verdi.

A lanciare l’iniziativa, dal titolo “NO2 no grazie”, è Cittadini per l’Aria, una onlus ambientalista impegnata a sensibilizzare la popolazione sui temi della qualità dell’aria e del divestment.

Già l’anno scorso duecento milanesi avevano risposto all’appello e si erano organizzati per mappare autonomamente ciascuno un punto della città.

La procedura di misurazione può dirsi dunque collaudata ed è talmente semplice che può essere eseguita da chiunque — previa un minimo di organizzazione.

Si tratta infatti di un rilievo passivo, da effettuare con uno strumento tanto primitivo quanto efficace: una fialetta di vetro sterilizzata dotata di un apposito supporto adesivo.

L’operatore deve semplicemente individuare un’infrastruttura su cui fissare il rilevatore ad un’altezza di 2.5÷3 metri (eventualmente assicurandola con delle fascette di teflon), quindi basta svitarne il tappo inferiore per dare inizio al campionamento.

La misurazione dura un mese (dal 2 febbraio al 2 marzo): alla data di scadenza si riavvita il tappo e si consegna lo strumento nelle mani della onlus, che provvederà a farlo analizzare dai laboratori specializzati.

Una volta in possesso dei valori di inquinamento e delle coordinate geografiche del luogo di rilevamento è possibile tracciare una mappa delle concentrazioni puntuali di biossido d’azoto, che restano poi a disposizione per eventuali operazioni di interpolazione o post-processing. 

Concentrazione media di NO2 nel febbraio 2017 (dati Cittadini per l’aria)

Eppure l’agenzia regionale ARPA Lombardia già dispone dei valori di biossido di azoto a Milano.

La presenza di NO2 viene infatti costantemente misurata da otto sofisticate stazioni di monitoraggio posizionate in diverse zone della città (viale Marche, viale Liguria, parco Lambro, piazza Abbiategrasso, piazzale Zavattari, via Verziere, vie Senato, via Pascal e via Pascoli).

Le centraline trasmettono il dato ai server della regione, dove un sistema automatizzato combina l’informazione col modello altimetrico digitale di Milano e con le condizioni meteorologiche locali, generando infine una matrice di valori che copre l’intera area metropolitana.

Ma allora perché è stata organizzata una campagna di misurazione in crowdsourcing?

Semplicemente perché la onlus vuole estendere la misura empirica dei livelli di NO2 anche nei punti della città dove non sono presenti stazioni di monitoraggio, soprattutto in virtù della minaccia che questo gas rappresenta per la popolazione.

Il biossido di azoto infatti è un composto molto pericoloso per la salute umana, in grado di provocare gravi danni anche in concentrazioni minime e per brevi periodi di esposizione.

Per questo motivo la legge (nello specifico la direttiva europea 2008/50/EU) impone diversi limiti per la presenza di tale sostanza in ambiente antropico, in particolare:

  •       La concentrazione media annuale di NO2 non deve essere superiore a 40 µg/m³.
  •       La concentrazione media oraria di NO2 non deve essere superiore a 200 µg/m³ per più di 18 ore all’anno.
  •       La concentrazione media oraria di NO2 non deve essere superiore a 400 µg/m³ per più di tre giorni all’anno (la cosiddetta “soglia di allarme”).

Ecco perché già nel 2017 Cittadini per l’aria aveva generato due diverse mappe dell’inquinamento da NO2:

  •       Una mensile (quella mostrata sopra), con i valori di NO2 effettivamente registrati dai campionatori nel febbraio del 2017.
  •       Una annuale (verrà mostrata di seguito), con le stime della concentrazione media annuale di NO2 – calcolate sulla base dei dati mensili.

Abbiamo deciso di confrontare i dati del 2017 raccolti dalla Onlus con quelli acquisiti lo stesso anno da Arpa Lombardia, per capire più nel dettaglio quale sia la situazione.

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Concentrazione oraria media di NO2 nel 2017 (dati Arpa Lombardia, elaborazione a cura di The Submarine)

Per quanto riguarda la concentrazione media oraria, quasi tutte le stazioni hanno rispettato la soglia di legge (200 µg/m³); fa eccezione quella in viale Liguria, che l’ha sorpassata per 19 volte, mentre quella in viale Marche è arrivata a 11.

I dati sulla concentrazione media annuale invece sono decisamente preoccupanti: sei centraline su otto hanno superato il limite (40 µg/m³), registrando un massimo di 64 µg/m³ (viale Marche) – più del 60% della dose consentita.

Concentrazione annuale media di NO2 nel 2017 (dati Arpa Lombardia, elaborazione a cura di The Submarine)

Lo stesso risultato viene illustrato dalla mappa di concentrazioni annuali stilata da Cittadini per l’aria, che in ogni puntatore indica l’impatto locale dell’inquinante sulla popolazione.

La stima è eseguita sulla base di alcuni studi che associano ad un dato incremento di biossido di azoto un corrispondente aumento di probabilità per gli esseri umani di contrarre una certa patologia.

Sul sito della onlus si legge che tra gli effetti di lungo periodo – ossia quelli derivanti da un’elevata concentrazione annuale di NO2, il caso di Milano – si contano l’aumento della mortalità (5.5 % in più ogni 10 µg/m³) e la maggior frequenza di sintomi di bronchite in bambini asmatici (21% più frequenti ogni 10 µg/m³).

Concentrazione annuale media di NO2 nel 2017 (dati Cittadini per l’aria)

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Abbiamo contattato i vertici dell’associazione per fargli qualche domanda sui dati già raccolti dall’ARPA.

Nel 2017 il limite orario di NO2 è stato rispettato da ben 7 stazioni su 8, mentre quello annuale è stato rispettato solo da 2 stazioni. Dunque i milanesi si salvano dagli effetti a breve termine, ma restano esposti a quelli di lungo periodo. È così?

“Non è dai superamenti orari che bisogna iniziare a preoccuparsi.” – ci dice Anna Gerometta, una dei responsabili della campagna di misurazione – “Quando si verificano, l’elemento di gravità si accentua, ma, in base alla direttiva 2008/50/CE, l’indice principale della pericolosità del biossido di azoto è la media annua. I numeri parlano chiaro: a Milano la popolazione è costantemente esposta ad una grave minaccia respiratoria; lo dice anche l’ARPA, nel suo rapporto sulla qualità dell’aria del 2015.”

Qual è la causa di questo eccesso di biossido di azoto?

“Il biossido di azoto ha origine soprattutto dai motori diesel, che a Milano rappresentano circa il 50÷60% di tutti i veicoli. Poco importa che siano euro 4, 5 o 6, perché diversi studi hanno dimostrato che anche i motori di nuova generazione emettono delle quantità di NO2 comunque dannose per la salute umana, 4 o 5 volte superiori la soglia di tolleranza.”

Allora come si può risolvere il problema?

“La soluzione è semplice: bisogna eliminare i diesel dai centri urbani. In diverse città europee lo stanno già facendo. Noi cosa stiamo aspettando?”.

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The Submarine aderisce alla campagna di Cittadini per l’aria misurando la concentrazione di NO2 presso il liceo artistico Umberto Boccioni di Milano.

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