Per riappropriarsi della tradizione erotica dell’arte arabo-islamica, un gruppo di giovani ha deciso di organizzare Artgasme, il primo festival di arte e letteratura erotica in Tunisia. Ne abbiamo parlato con Leila Bezzine, una delle organizzatrici.

La sensualità e l’erotismo sono elementi estranei alla letteratura araba? Il sesso è davvero una vergogna nella tradizione arabo-islamica? Contrariamente a quanto si pensa di solito, non è così.

La produzione artistica erotica del mondo medievale islamico testimonia al contrario l’importanza che l’amore e il sesso hanno avuto nella civiltà islamica. Sarebbero quindi le società musulmane odierne, ingabbiate dall’austerità e dal ricatto del pudore e del peccato, ad aver tradito la propria tradizione, chiudendo in un cassetto autori quali Omar ibn Abi Rabia, Abu nawas, Muhammed Al Nafzawi, Ali Ahmad al Tifachi, Abu Ali Ibn Nasr al-Katib, Jalaladdin al Suyuti, Abu Nawas e altri – testi e poesie che oggi scioccherebbero i più deboli di cuore, e che a loro tempo scandalizzavano gli animi del rigido mondo occidentale, soprattutto per i contenuti relativi all’omosessualità. Non era difficile, all’epoca, leggere descrizioni di amore omosessuale come ne L’enciclopedia del piacere e I piaceri del cuore, o le tecniche sessuali e le pratiche di igiene sessuale e prevenzione delle malattie contenute ne Il giardino profumato delle delizie sensuali.

“La libertà degli antichi mi scherniva, con quelle parole che non oso nemmeno pronunciare o scrivere. Un eccitante linguaggio. […] Secondo me, l’arabo è la lingua del sesso,” scrive l’autrice e giornalista siriana Salwa Al Neimi ne La prova del miele, un romanzo erotico edito originariamente in lingua araba ma bandito in numerosi paesi arabi. Nel suo romanzo, Salwa rivive gli scritti dei propri antenati e ritrova in loro l’ardore e la carica espressiva della lingua araba, soffocate da un’educazione “evirata.”

“La libertà degli antichi mi scherniva, con quelle parole che non oso nemmeno pronunciare o scrivere. Secondo me, l’arabo è la lingua del sesso”

Per riappropriarsi di quelle vecchie parole e immagini rese clandestine dal tempo, un gruppo di giovani ha deciso di organizzare Artgasme, il primo festival di arte e letteratura erotica in Tunisia, nel quale arti visive, musica e letteratura si sono incontrate lo scorso 23 dicembre al teatro El Hamra, nel cuore di Tunisi.

Ho incontrato Leila Bezzine, giovane studentessa, appassionata da letteratura e ideatrice del festival, per farmi raccontare come e perché è nato Artgasme.

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Leila mentre legge

Leila, per cominciare, parlami di te. Di cosa ti occupi?

Sono studentessa in Business English, ma consacro la maggior parte del mio tempo alla vita associativa, alle attività culturali e soprattutto letterarie. Animo un club di lettura e scrittura per bambini nella Medina di Tunisi e sempre in ambito culturale ho lavorato in una web radio, in una libreria e in uno spazio culturale.

Com’è iniziata la tua passione per la letteratura, e più specificatamente, per la letteratura erotica?

Le mie prime letture sono state varie, dalle storie di amore alle biografie, ma è inciampando per caso sul celebre libro di Anaïs Nin Venus Erotica che ho scoperto un amore per questo universo letterario. Essendo donna in una società arabo-islamica che non permette al genere femminile di vivere in tutta libertà la propria vita, ho trovato rifugio nella letteratura e soprattutto nella letteratura erotica, con cui posso assaporare parole sensuali e fantasticare sulle esperienze raccontate in quei libri, che non avrei forse la possibilità di vivere nella realtà.

Inoltre, questa mia grande passione per la letteratura e per la Medina di Tunisi mi ha portato a creare un club di lettura che ho chiamato Medina Book Club. Ogni mese ci riuniamo in uno dei numerosi angoli della medina dove ognuno di noi presenta le sue letture, ed i giovani che scrivono possono leggere i loro testi e poemi in varie lingue: arabo, francese, inglese anche in dialetto tunisino.

Di festival di arte e letteratura erotica non se ne sente spesso parlare, e anzi, questo è il primo mai organizzato in Tunisia. Chi sta dietro all’organizzazione, come l’avete pensato e perché l’avete chiamato Artgasme?

Questo spettacolo è uno dei vari eventi organizzati con il Medina Book Club e con il supporto di amici. Per questo evento ho scelto come tema la letteratura erotica, mescolando quasi tutte le arti: le letture teatralizzate, la danza, la musica, il canto e la pittura. Tutte riunite per onorare il corpo, il sesso e l’orgasmo — ed ecco che ha origine Artgasme.

Quali sono state le reazioni nei confronti di questo festival? E avete in programma eventi simili?

Come per ogni evento, abbiamo ricevuto delle critiche, ma numerose persone sono venute a scoprire l’iniziativa e l’hanno apprezzata. Mi sento di dire che questa prima edizione ha avuto un buon successo e terremo a mente le critiche e le opinioni del pubblico per migliorare la prossima — che abbiamo già cominciato a preparare, e testi, canzoni e messa in scena saranno ovviamente differenti.

Il sesso, la sessualità e l’erotismo nelle società arabo-musulmane – e anche in Occidente – sono un tabù difficile da scalfire.  Nedjma, misteriosa autrice di una delle opere erotiche contemporanee più popolari del mondo arabo, La mandorla, in un’intervista ha affermato che “Il corpo è l’ultimo tabù, quello nel quale sono concentrati tutti i divieti politici e religiosi.” Artgasme è un evento audace che si propone di sfidare lo sguardo giudicante di una società fortemente patriarcale e bacchettona. Pensi che ci sia spazio, nella Tunisia di oggi, per uno sviluppo della letteratura erotica e per una maggiore liberazione della parola e delle arti?

Fortunatamente la letteratura non conosce né tabù né limiti, e per questo abbiamo letto anche qualche estratto de La mandorla, scritto da una donna araba sotto pseudonimo, e del famoso libro La prova del miele di Salwa El Naimi. Penso che in Tunisia ci sia una grande confusione tra erotismo e pornografia, e infatti le persone preferiscono leggere romanzi come 50 sfumature di grigio piuttosto che i classici dell’erotismo, perché considerano la letteratura erotica troppo sensuale, troppo raffinata, mentre i libri pornografici sono tendenzialmente grotteschi e corrispondono alle loro fantasie.

Quali sono le tue opere di letteratura erotica preferite? Puoi consigliarci qualche opera per addentrarci nel mondo della letteratura erotica del Nord Africa e Medio Oriente?

Consiglio vivamente, a chi desidera scoprire questo mondo, di cominciare da quella che io ritengo la dea dell’erotismo, Anaïs Nin. Per quanto riguarda invece l’area del Maghreb e Medio Oriente, Salwa Al Neimi, Fadhila Farouk e Nahla Karam sono donne arabe che osano, con le proprie opere, esprimere i propri desideri sessuali e parlare della propria intimità liberamente.


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