Di lui si sa veramente poco. Argentino, di Mendoza, ex membro di una band ormai sciolta, Alicia, ma con la quale non esclude di tornare a registrare.
Il suo album d’esordio, Ahora, è stato prodotto a casa senza l’appoggio di alcuna etichetta discografica. La qualità del suono, però, sembra dimostrare il contrario. Ve ne stiamo parlando ora, anche se sono alcuni mesi ormai che è stato pubblicato. D’altronde si sa che la traversata dell’Oceano non è mai facile.

In questi stessi mesi il disco ha cominciato ad ottenere numeri considerevoli tra YouTube e Spotify e il suo nome ha iniziato a riecheggiare al di fuori dei confini nazionali. In ogni caso stiamo parlando di un artista che non poteva passare inosservato in questo 2017.

La sua musica non è di facile classificazione date le svariate influenze – dal cantautorato latino al jazz passando per chillwave, rock e lo-fi – ma per attitudine ed esiti potremmo parlare di indie. Per certe sonorità è stato paragonato a King Krule, avendo però una voce tutt’altro che cavernosa e mancando dell’oscurità e della desolazione che caratterizzano gran parte della produzione del giovane prodigio londinese. A me è venuto in mente Calcutta, per il fare un po’ scazzato e per la facilità con cui ti entra in testa, pur mostrando una maggiore ricercatezza compositiva rispetto al cantautore nostrano (e detto tra noi, è pure più intonato).

In aggiunta una sensualità tipicamente latina, oltre alla grande musicalità dello spagnolo cantato.

L’ascolto scorre piacevole: ogni brano porta con facilità al successivo senza mai ripetersi, si alternano allegria ed intimità, legate da una sottile malinconia di fondo e dalla narrazione di frammenti di vita quotidiana. C’è la dolcezza di “Perla,” la presa bene di “Bahia,” i cambi di ritmo di “Archipielago.” Non ha grandi pretese, solo quella di farti sentire della buona musica. Lo dice lui stesso in “Ahora.”

“E le mie canzoni non sono complicate / mi sono stancato di scappare da me e questa è la prova / che tutto ciò che faccio va bene.”

Nel frattempo, quest’estate ha caricato sul suo canale YouTube un EP (40°), registrato nei primi mesi del 2017 in un pomeriggio piovoso, mentre non aveva ancora la possibilità di masterizzare il disco, già pronto dalla fine dell’anno precedente. In quest’ultima breve uscita viene dato maggior spazio alla componente cantautorale e jazz.

Ad ogni modo, date un ascolto. E se proprio non farà breccia nei vostri cuori, quantomeno quando sarà famoso potrete tirarvela dicendo che lo ascoltavate “dagli inizi.”


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