I Rohingya sopravvissuti in fuga

Oltre 600 mila rifugiati Rohingya sono fuggiti dal Rakhine, regione del Myanmar, dall’ottobre del 2016, trovando ospitalità nei campi profughi del Bangladesh.

Adesso vivono in tendopoli senza libertà di movimento. Malnutrizione, emergenze sanitarie, acqua contaminata, rischio sfruttamento del lavoro minorile: i Rohingya sono costretti in prigioni a cielo aperto.

Nella penombra delle tende di Kutupalong, storie di violenze e intimidazioni convivono con i bisogni primari per la sopravvivenza. Le vie polverose e sconnesse sono una ragnatela che unisce i punti cardinali del campo. Davanti ai minimarket, punti di aggregazione sociale, gli anziani fumano sigarette birmane. Uno sciame di bambini gioca nelle pozze di acqua putrida, mentre due uomini costruiscono una nuova tenda. Il sole scende lentamente su Kutupalong. Alle 5 di pomeriggio i membri e i volontari di associazioni e organizzazioni risalgono sulle auto in direzione Cox’s Bazar. I rifugiati restano.

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Una zattera utilizzata dai rifugiati Rohingya per attraversare il Naf river, fiume che segna il confine tra Myanmar e Bangladesh

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I rifugiati Rohingya appena arrivati in Bangladesh vengono identificati e smistati nei campi profughi dell’area di Cox’s Bazar

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L’attesa per l’identificazione può durare diverse ore. Volontari della Croce Rossa e di Ong locali distribuiscono acqua e cibo

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Un nonno di 93 anni accompagna il nipotino tra le vie del campo profughi di Kutupalong

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Zubar ha 15 anni e vive nel campo di Kutupalong. Nel 2016 un’infezione ha causato un danno irreversibile al nervo ottico. Oggi non vede più dall’occhio destro

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Una donna aspetta la distribuzione di cibo presso uno dei punti dell’UNHCR del campo di Balukhali

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Akeel, i suoi 6 figli e sua moglie, sono originari di Tula Tuli, villaggio del Rakhine. Sono arrivati a Kutupalong nell’ottobre del 2016. Sul corpo dell’uomo sono evidenti i segni di torture

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Due rifugiati scavano una tomba per una neonata di 4 mesi, morta a causa di un pneumotorace

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Un rifugiato si raccoglie in preghiera in una moschea costruita con lamiere e canne di bambù

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I bambini rappresentano il 60% del totale dei rifugiati Rohingya presenti nei campi del Bangladesh

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Senza famiglia, i minori sono costretti a lavorare. L’assenza di reti di sicurezza aumenta esponenzialmente il rischio di creare una catena di sfruttamento

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Il campo di Kutupalong è un’enorme distesa di tende. Le condizioni igieniche e sanitarie sono disastrose

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Farouk, rifugiato dal 2012, cammina attraverso i campi di riso, mentre il sole tramonta sul campo profughi di Kutupalong

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