La sera di lunedì 27 novembre Andreas Hollstein, sindaco della città di Altena è stato vittima di un’aggressione motivata da ragione politiche.

Altena è una cittadina che conta meno di ventimila abitanti. Si trova poco lontana da Dortmund, nella Renania-Settentrionale Vestfalia e da anni soffre una grave flessione nel numero di residenti.

Anche per questo Hollstein, compagno di partito di Angela Merkel, è stato fin dal 2015 un grande sostenitore della politica di accoglienza dei rifugiati e ha accolto nel suo comune più rifugiati di quanto le quote di ripartizioni del Land prevederebbero.

altena_burg_20051030

Proprio quest’entusiasmo nella politica di accoglienza sembra essere stato il movente dell’aggressore, un tedesco 56enne che, dopo avergli chiesto se fosse il sindaco e aver ricevuto una risposta affermativa da Hollstein, ha estratto un coltello e colpito il sindaco al collo.

Il sindaco, che è stato dimesso la sera stessa, ha detto agli amici: ”Mi sono salvato per un pelo, qualcuno lassù mi ha aiutato” e ha dichiarato al giornale locale Lokalstimme “c’erano delle persone risolute al mio fianco, sono felice di essere ancora in vita” a salvarlo è stato un dipendente della Dönerbude, il tipico chiosco che vende kebab, che è stato a sua volta leggermente ferito.

Gli inquirenti hanno classificato l’episodio come grave reato politico e molti commentatori tedeschi si sono interrogati sul clima di tensione sempre più esacerbante che si sta creando in Germania sul tema dell’accoglienza, aggravato al momento dalle difficoltà che sta avendo Merkel a formare il nuovo governo.

Il portavoce del governo Steffen Seibert ha riportato su Twitter una dichiarazione a nome della cancelliera:”Sono molto colpita dall’aggressione al sindaco Hollstein e molto sollevata dal fatto che sia già tornato dalla sua famiglia.”

Proprio dalle mani della Merkel a maggio Hollstein aveva ricevuto l’Integrationspreis, il premio all’integrazione, che riconosceva l’impegno della città che era diventata ormai famosa a livello nazionale per il suo attivismo, in modo simile alla notorietà che ha assunto in Italia Riace.

Secondo informazioni emerse ieri l’uomo, prima di sferrare la coltellata, ha detto “È lei il sindaco? Lei mi lascia morire di sete e porta 200 profughi ad Altena!”

Il governatore del Land Renania-Settentrionale Vestfalia Armin Laschet ha commentato: ”Questi attacchi a persone che fanno il bene degli uffici pubblici, a sindaci che fanno il bene delle loro città, sono abominevoli”

Ancora prima di apprendere dell’attacco, Laschet si era pronunciato in un discorso in cui lodava Altena e la descriveva come illustre esempio di apertura al mondo.

Ragionando sull’episodio riesce difficile non pensare a casi simili avvenuti negli Stati Uniti, dove due uomini erano stati pugnalati a morte per aver difeso due donne musulmane da un’aggressione razzista, e nella Gran Bretagna reduce dalla Brexit, dove gli episodi non sono stati fatali sebbene molto numerosi.

La politica tedesca si è schierata compatta nel condannare l’atto, Heiko Maas (SPD), ministro della Giustizia, ha scritto che non può essere accettato che un uomo venga attaccato per la sola ragione che aiuti degli altri esseri umani e che in Germania “non c’è spazio per odio e violenza” e sono arrivate dichiarazioni di sostegno anche da Joachim Stamp (FDP) e Petra Pau (Linke). All’appello mancano solo le dichiarazioni degli esponenti dell’AfD, il partito che tra tutti è il più responsabile per il clima che si respira in Germania.

— FIN —

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi