In un comunicato stampa che, lo sappiamo, si sono divertiti a comporre, la CIA ha annunciato ieri la pubblicazione online di tutti i documenti recuperati durante il raid della base di Osama Bin Laden del maggio 2011.

Divertiti perché, in mezzo a documenti seri, già la CIA si scusa per l’eliminazione di alcuni file protetti da copyright — tra cui, dice Langley, questi film:

  • Antz
  • Batman Gotham Knight
  • BBC Great Wildlife Moments
  • Biography – Osama bin Laden
  • Cars
  • Chicken Little
  • CNN Presents: World’s Most Wanted
  • Final Fantasy VII
  • Heroes of Tomorrow
  • Home on the Range
  • Ice Age: Dawn of the Dinosaurs
  • In the Footsteps of bin Laden – CNN
  • National Geographic: Kung Fu Killers
  • National Geographic: Inside the Green Berets
  • National Geographic: Predators at War
  • National Geographic: World’s Worst Venom
  • Peru Civilization
  • Resident Evil
  • Storm Rider – Clash of the Evils
  • The Kremlin from Inside
  • The Story of India
  • The Three Musketeers
  • Where in the World is Osama bin Laden

Se a dire la verità noi preferiamo A Bugs’ Life, ci piace pensare alle lunghe fredde nottate in Abbottabad, scaldate solo dall’odio per l’Occidente, Cars, e ovviamente Chicken Little.

L’amo della peculiare selezione di film scelta dal terrorista ha scatenato i migliori detective del web, che hanno scoperto che Bin Laden era abbastanza un weeb, appassionato di emulatori, dating simulator della scorsa decade, Naruto, Bleach, One Piece e Pokémon, con la Creative Suite 6 e Flash craccati — probabilmente per rilanciarsi come designer in una prossima vita. (Sì, lo sappiamo che state provando la piú strana delle empatie — ma pensate, magari erano per un figlio.)

Ma è soprattutto dalla cache di Chrome che possiamo provare a tracciare un ritratto piú completo dell’uomo piú ricercato del mondo. Al momento della stesura di questo articolo il database della CIA non è piú accessibile, a causa di “problemi tecnici” — che probabilmente sono i troppi curiosi che stanno cercando di scrivere articoli esattamente come questo.

Ma noi perseveriamo, grazie a una combinazione di un un indice di puro testo e un bot di Twitter coraggiosissimo.

Quello che emerge dalle ricerche di Bin Laden è un interesse abbastanza approfondito per la politica internazionale — con un occhio particolarmente rivolto a occasioni di destabilizzazione politica. Insomma: si teneva informato sul lavoro.

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Bin Laden leggeva articoli come “Gli ultimi errori di comunicazione di Obama aprono le porte a critiche dei Repubblicani” sul sito della CBS o cablo di Wikileaks su David Milliband, sul Guardian. Uno dei personaggi preferiti della scena politica statunitense? Chiaramente Sarah Palin, su cui si teneva religiosamente aggiornato — fino a leggere pezzi di fantapolitica che immaginavano la sua vittoria alle elezioni politiche nel caso il voto democratico fosse stato fratturato da una candidatura di Bloomberg. (Sempre su CBS, cosa pubblica CBS da interessare così tanto ai terroristi islamisti? Adesso lo aggiungiamo al nostro Feedly anche noi)

Nella propria dieta di news Bin Laden seguiva anche il susseguirsi delle notizie italiane.

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La piú importante è certamente la notizia, riportata da ABC News, dell’annuncio da parte del sindaco berlusconiano di Castellammare di Stabia della decisione di “ricostruire il decoro urbano” vietando minigonne, pantaloncini corti, e parolacce. Una decisione che aveva trovato in accordo anche il prete della città, che aveva sottolineato come la decisione di bandire le minigonne avrebbe ridotto drasticamente “anche i casi di violenza sessuale.” È incredibile come il computer di Bin Laden fosse capace di visualizzare notizie dal 1910.

Una passione segreta di Bin Laden? L’odissea politica di Silvio Berlusconi, tra gaffe e tensioni europee.

Il terrorista ha letto di quella volta che Berlusconi ha fatto battute contro la comunità ebraica — coi soldi — e delle critiche del Vaticano e di quell’altra volta che Bossi ha chiamato i romani “maiali.” Quale volta? Quella del 28 settembre 2010 che aveva fatto alzare le penne, insieme al braccio ma quella era la sua condizione naturale, all’allora sindaco di Roma Gianni Alemanno.

La cronaca della disgrazia italiana per Osama Bin Laden si conclude con i primi segnali di grave cedimento economico anche dell’Italia — all’epoca si parlava solo di Grecia e Irlanda.

Altre vicende avevano attirato l’attenzione del terrorista, come il caso Abu Omar, e i dettagli sulla permanenza dell’esercito italiano in Afghanistan.

Sapevamo che Bin Laden avesse un’opinione su Berlusconi, ma saperlo aggiornato sulla demenzialità politica del Popolo delle libertà, sui litigi tra leghisti e fascisti romani spiega chiaramente perché il terrorismo islamista non ha mai colpito l’Italia e il Vaticano: siamo troppo divertenti.

— FIN —

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