È stata inaugurata ieri la nuova sede ampliata del cinema Anteo: 4 piani, 10 sale e 1.250 posti — ma non chiamatelo multisala.

Lo stabile di via Milazzo 9 dice addio alla vecchia veste del cinema Anteo e inaugura ufficialmente il suo nuovo aspetto di Palazzo del Cinema: 4 piani, 10 sale, 1.250 posti e tanta voglia di cinema. Dopo quasi un anno di lavori e ristrutturazioni, ieri, in presenza del sindaco Giuseppe Sala, i milanesi hanno potuto visitare gli spazi della nuova casa del cinema, provando fin da subito le sale grazie alle proiezioni di grandi classici e nuove uscite.

È stato proprio Lionello Cerri – amministratore delegato di Anteo S.p.a. – a definire il nuovo edificio un luogo e uno spazio di condivisione, non un multisala, sottolineando come il progetto del Palazzo del Cinema, al di là di una valenza architettonica, sarà arricchito dalle iniziative e attività che si porteranno avanti all’interno delle sue mura.

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Il Palazzo assorbe così – con le sue sei sale aggiuntive, il servizio per l’infanzia, una sala multimediale, una biblioteca e il caffè letterario – l’ex scuola media Manzoni, chiusa nel 2013. La struttura ha però un passato molto meno convenzionale: costruito nel 1938 dall’architetto Renzo Gerla come Casa del Fascio, viene assegnata alla compagnia teatrale “Eleonora Duse” per attività culturali del regime, nel dopoguerra della Milano liberata è la sede delle riunioni del Pci di Togliatti, per poi essere definitivamente trasformata in scuola media. È proprio un breve documentario proiettato durante la presentazione a ripercorrere le fasi storiche e l’impegno sempre profuso dai soci fondatori fuori e dentro le mura dell’Anteo, luogo simbolo di una Milano accogliente e aperta alla cultura.

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Oggi il nuovo Palazzo del Cinema è uno spazio che non si nasconde o si barrica in scatole chiuse, ma si sviluppa “dal basso verso l’alto, senza andare sotto terra,” spiega Cerri nella neo-nominata Sala Excelsior (la ormai pensionata sala 400).

Pochi e velati i riferimenti alla chiusura dell’ex Apollo, cinema gestito da Spazio Cinema e oggi chiuso per far posto al nuovo Apple Store, una vicenda che rischiava di spezzare l’incanto di questo momento d’orgoglio per Milano e i suoi abitanti — in qualche modo l’investimento di più di 5 milioni di euro per il Palazzo del Cinema dovrebbero riuscire a guarire quella ferita.

È proprio il sindaco Sala invece a ribadire il concetto di una città estremamente solidale, accogliente e aperta. “Se Milano va bene è grazie al lavoro di tutti,” ricorda al pubblico distribuito nelle sale. Ma il Palazzo del Cinema, forte del suo nuovo investimento, dovrà superare soprattutto un ostacolo legato alla società più che alla cittadinanza: l’Italia infatti è sempre più disaffezionata nei confronti del cinema (e gli ultimi mesi ne sono stati la prova), un modo di fruire i film che sa di vecchio in confronto ai più patinati servizi di streaming online. Saranno dunque la programmazione e le attività collaterali – “festival cinematografici, lezioni di cinema e attività culturali” si legge sul comunicato stampa – a fare la differenza e a dimostrare la riuscita di questa grande scommessa. Se Anteo Palazzo del Cinema avrà successo, il buon cinema avrà successo, e non è cosa da poco.

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Nota conclusiva dell’inaugurazione è stato il pranzo offerto da Anteo in collaborazione con il dirimpettaio Eataly – che gestirà il caffè letterario del cinema – tenutosi nel chiostro della chiesa di Santa Maria Incoronata, sede, durante i mesi estivi, della programmazione all’aperto. Il pranzo è stato inoltre l’occasione per gli invitati di apprezzare le tracce di affreschi quattrocenteschi e di rivalutare uno spazio normalmente chiuso al pubblico — un’altra sfida per il nuovo Palazzo del Cinema sarà trovare nuove formule per usufruire degli spazi della chiesa.


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