La Cultura rigeneratrice di Macao

DIAFRAMMA || Questo mese, un’edizione speciale: tutti i giorni un progetto tratto dal corso di Fotografia per l’Architettura presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano.

a cura di Nicolò Piuzzi

“Cultura rigeneratrice” è un progetto di Martina Fabris

Camminando lungo viale Molise, al numero 68, si incontra una scalinata che, direttamente dal marciapiede, invita a salire verso un ampio portico.

Oltre una delle porte in legno che ritmano la facciata, si scopre Macao. Macao, Nuovo Centro per le Arti, la Cultura e la Ricerca, dopo aver occupato Torre Galfa, Palazzo Citterio e poi a ruota una serie di altri edifici abbandonati milanesi, ha scelto come propria sede l’ex Borsa del Macello, un edificio in disuso da anni che è tornato a vivere grazie alla produzione di arte e cultura e alla partecipazione attiva di tutta la cittadinanza, milanese e non. Lavoratori, studenti, artisti, performers, musicisti, attori; tutti sono invitati ad alimentare questa fucina di idee con proposte che confermano la volontà di riappropriazione e valorizzazione di uno spazio di grande valenza storica in grado di diventare un luogo di socializzazione, discussione e partecipazione.

Il salone balconato dotato di una bellezza decadente in cui ci si ritrova una volta varcato l’ingresso è il cuore pulsante di Macao, intorno al quale si organizzano tutti gli altri ambienti della Palazzina Liberty: dal bar agli spazi espositivi, dalla sala cinema/teatro alla “foresteria” del piano superiore che ospita i ragazzi che vivono perennemente a Macao o i gruppi e le associazioni culturali provenienti da fuori Milano. Ma la grande sala è anche lo spazio dell’assemblea, il motore che attiva idee e progetti.

La Palazzina Liberty si anima quasi ogni giorno di un evento diverso: qui si balla il tango, si ascoltano concerti, si fa politica, si assiste a performance artistiche o proiezioni cinematografiche.

Chiunque può trovare l’occasione di passare per Macao e di riconoscervi un luogo da vivere, attraversare e in cui partecipare attivamente alla costruzione di una nuova società fondata sulla condivisione della cultura.

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— FIN —

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