Un mondo a parte dentro la città: l’Ippodromo del Galoppo

DIAFRAMMA || Questo mese, un’edizione speciale: tutti i giorni un progetto tratto dal corso di Fotografia per l’Architettura presso la Scuola di Architettura e Società del Politecnico di Milano.

a cura di Nicolò Piuzzi

“THE OTHER PUBLIC SPACE The racetrack” è un progetto di Andrea Gruber

All’ippodromo eventi ed emozioni non si fermano mai. È un vero e proprio mondo a parte, dentro la città di Milano — ed è questo che ho scelto di rappresentare in questa serie di foto.

Non è un posto dove chiunque penserebbe di andare per svago: chi non è affezionato, o non segue, le corse di cavalli certamente non pensa all’ippodromo come a un posto di svago.

L’ingresso dell’Ippodromo è segnato da una grande fontana, poco oltre, un bellissimo palazzo antico. Per chi va solo per seguire le corse, il percorso non potrebbe essere piú semplice: prima si passa dall’area per le scommesse, quindi verso l’arena, passando prima di fronte ai cavalli, e poi verso le tribune, da dove si può seguire la corsa. Tuttavia, questo percorso non è scontato come sembra — ogni passaggio è una scoperta. Le costruzioni sono circondate da aree verdi, grandi spazi dove le persone possono stare sull’erba o su delle panchine. Se non si è parte dell’azione — se non si è stressati dal vincere o perdere una scommessa — i personaggi che si susseguono possono essere una degli aspetti piú divertenti della propria visita. È sempre facile identificare i gruppi di scommettitori, fissi sulle statistiche, o chi dovrebbe essere al lavoro, e invece è alle corse. Dopo la corsa — velocissima, dura un minuto o due — non serve aver scommesso per sentire il fluire delle emozioni nella folla.

Osservare il comportamento degli scommettitori, avvicinarsi ai cavalli, sentire l’adrenalina mentre questi animali semplicemente magnifici corrono lungo i percorsi, e poi poter ripetere lo spettacolo piú e piú volte durante il pomeriggio rendono l’Ippodromo un posto di vero intrattenimento pubblico.

Andrea Gruber, The outer public space

Andrea Gruber, The outer public space

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