Diaframma è la nostra rubrica–galleria di fotografia, fotogiornalismo e fotosintesi. Ogni settimana, una conversazione a quattr’occhi con un fotografo e un suo progetto che sveliamo giorno dopo giorno sul nostro profilo Instagram. Questa settimana Lorenzo Maccotta ci racconta del suo progetto sull’industria delle sexy chat.


Live cam studio industry

L’industria delle webcam per adulti ha un fatturato di 1 miliardo di dollari all’anno, e cresce sempre più rapidamente grazie a tecnologie sempre più economiche ed avanzate. Il genere è stimato interessare quotidianamente circa il 5 percento di tutti gli utenti mondiali di internet, e il numero di modell* che si esibiscono online da appartamenti o studi dedicati cresce in tutto il mondo.

La Romania, uno dei paesi dell’Unione Europea con il più alto tasso di disoccupazione giovanile, grazie alla grande diffusione di connessioni ad altissima velocità è oggi la capitale mondiale indiscussa delle operazioni e degli studi per cam, seguita solo dalla Colombia.

L’industria è cresciuta tantissimo dal 2001 e oggi la maggior parte delle grandi città del paese ospita centinaia di strutture dove modell* che parlano inglese, attorno ai vent’anni trasmettono con telecamere ad alta definizione in camere decorate, per diventare migliori amici o partner di cybersesso per clienti dal Nord America, ma anche dall’Europa e dall’Asia.

In cambio dello spazio di lavoro, gli studi prelevano una percentuale dalle paghe dei modelli — alcuni arrivano a ricevere fino a 48 mila dollari al mese — da siti come LiveJasmine, che è attualmente il 103esimo sito più popolare al mondo, con 25 milioni di visitatori unici.

Il Summit AW, a Mamaia (Costanta), è l’evento più grande al mondo per l’industria, fondato nel 2013 per promuovere opportunità di lavoro, costruire know-how, e promuovere modell*.

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Ciao Lorenzo, dalla presentazione del lavoro si evince un particolare interesse nei confronti della dimensione economica dell’industria delle Live cam.

Dal 2013 sto lavorando ad un progetto a lungo termine che intende documentare l’impatto delle ICT (Information and communication technologies) sulla società globale. Il lavoro non è incentrato sulla tecnologia in quanto tale ma sugli effetti del suo uso e della sua presenza pervasiva nelle nostre vite.

Nel lavoro sull’industria degli studi per il Live Chat in Romania, che costituisce un frammento del progetto, l’aspetto economico è sicuramente molto importante avendo il paese tra i più alti tassi di disoccupazione giovanile in Europa; l’emergere di questo tipo di industria ha offerto opportunità di guadagni per i giovani  che non sarebbero state possibili dieci anni fa.

Quali altri storie fanno parte di questo lungo progetto?

Mentre alcuni capitoli sono ancora in produzione, e per questo preferisco non parlarne ancora, altri sono già stati pubblicati come quello sulle Internet addiction in Cina,  quello sul vivaio dell’innovazione tecnologica in Israele, e sui nativi digitali.

Come ti sei mosso per questo progetto?

Mi sono semplicemente trasferito in Romania e sistemato a Bucarest: da lì ho iniziato a inviare richieste a tutti gli studi che trovavo su internet. Ho utilizzato il contact form rivolto alle ragazze che vogliono lavorare negli studi per entrare in contatto con i proprietari ed inoltrare la mia richiesta.

In quanti ti hanno risposto?

Di richieste ne ho fatte veramente tante, di risposte ne ho ricevute poche sebbene, per mia fortuna, quelli che hanno risposto erano tra gli studi più grandi e conosciuti. La maggior parte di questi si trovano a Bucarest, il maggior centro della Romania dopotutto, ma ho visitato anche il Lucky studio, il più grande del paese situato a Iași, capitale della regione della Moldavia romena.

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Come sono disegnati questi studi?

Sono degli studi realizzati ad hoc per le chat live. Il layout degli studi prevede la suddivisione in stanze di diverse dimensioni, accessoriate di telecamere, monitor, letti e tutto il corredo necessario per questo tipo di lavoro: lingerie, vibratori, ecc. Mi hanno raccontato perfino di vibratori che vibrano nel momento in cui il cliente paga una mancia sul portale online. Ci sono una serie di device che vengono sviluppati e realizzati per questo tipo di industria.

Si tratta di aziende con dipartimento IT?

Non gli studi direttamente, questi mettono esclusivamente a disposizione la struttura, device e attrezzatura varia. I modelli, i ragazzi e le ragazze delle chat, sono invece pagati dallo studio in base al minutaggio delle connessioni private. Sarà poi lo studio a pagare una percentuale alle piattaforme online che mettono in comunicazione la domanda con l’offerta, come LiveJasmin.com, giusto per citare il più famoso.

05_lorenzomaccotta_italy_shortlist_professional_contemporaryissue_2017Hai avuto modo di conoscere qualche storia, in particolare dei modelli?

Ci sono varie storie ma ovviamente la più ricorrente è quella dello studente/studentessa che si finanzia gli studi con questa attività professionale, che non è esattamente porno, o meglio non si riduce a questo: si tratta di un più complesso servizio di escort digitale, basato sulla relazione che include la possibilità di conversare ma anche di dormire e mangiare in streaming con qualcuno. Ho avuto l’occasione di parlare anche con l’amministratore delegato di LiveJasmin.com, e lui mi raccontava che il guadagno delle modelle è proporzionato alla loro capacità di tenere i clienti online, per cui quelle che guadagnano di più (fino a 50000 euro al mese) sono quelle che riescono a sostenere le conversazioni più a lungo.

Cosa dicono del loro lavoro i dirigenti di una azienda che lavora in questo settore?

Sono molto professionali, si considerano una azienda attiva nel campo dell’IT e non nel porno. Identificano il fenomeno come un “club di incontri per adulti online.” Ad ogni modo avendo avuto modo di incontrarli posso dire che sono imprenditori come tutti gli altri, hanno tutte le caratteristiche in termini di relazioni e outfit come qualunque altro imprenditore.


Lorenzo Maccotta nasce a Roma nel 1982. Dopo la laurea triennale in filosofia e un corso alla Scuola Romana di fotografia nel 2005, si concentra sulle tematiche contemporanee e inizia la sua attività in campo fotografico. Le sue storie sono state pubblicate su diverse testate nazionali ed internazionali, tra cui CNN Photo, Time Lightbox, GEO Kompakt, Frankfurter Allgemeine Zeitung, Stern, ADAC Reisenmagazin, DB Mobil, Internazionale, L’Espresso, Panorama, Sportweek, Marie Claire, Io Donna, Monthly Photography, L’Hebdo, Migros Magazin.


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